Vincenzo De Luca contro i personaggetti

Blog o magazine? Micidial.it assomiglia ad un magazine geopolico/finanziario, ma per fortuna sfacciata sua e dei suoi lettori, è ancora un blog. Nel senso: diamo notizie che riteniamo utili, ma che non hanno la presunzione dell’oggettività giornalistica (che infatti non esiste). Per questo l’esperienza e l’aneddotica personale hanno un ruolo di pari dignità degli studi manualistici. In questi mesi ad esempio, nel giudicare l’andamento dell’economia italiana, non abbiamo risparmiato strali dettagliati e circostanziati al partito di governo, il PD, reo di aver affrontato la crisi con le trite e ritrite ricette ultraliberiste appiattite sui diktat interessati di Bruxelles e della solita cricca internazionale dei lobbysti. Tuttavia, e come in ogni consorzio umano, non tutti i piddini sono idioti. Abbiamo difeso Del Torre, ad esempio, prima che si staccasse ufficialmente dal partito. Oggi, SOPRESONA, spendiamo una parola buona persino per Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno e oggi governatore della regione Campania, in quota Pd e acerrimo nemico del m5s. Cosa avrebbe fatto di così buono de Luca da meritare un endorsement?

Ha preso posizione contro la troika? Ha tuonato contro Renzi ed il suo inutile jobs act? Naaaaaaa… semplicemente: Vincenzo de Luca ha fatto fuori quest’uomo qui sotto

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Di chi si tratta? Bè, del Direttore Generale dell’Ulss di Salerno Antonio Squillante. Noi non abbiamo la più pallida idea di come abbia governato Squillante la sanità salernitana, probabilmente male, se è vero che gli ospedali campani vengono sempre citati come esempio di malasanità. Ma poco importa, magari gli amici salernitani opporranno tutti una strenua difesa del Direttore Squillante e della fantastica sanità campana. Chi scrive, però, l’ha conosciuto di persona nel 1996 e posso dire con estrema disinvoltura che de Luca, nel rimuoverlo dall’incarico, mi dimostra di aver capito tutto. Ma proprio tutto tutto.

Antonio Squillante, prima di diventare uomo politico di razza nel sud del Belpaese, ha esercitato la nobile professione di Capitano di fanteria nel 5 battaglione SMICA, la scuola militare di Nocera Inferiore che ha avuto l’onore di avermi tra i suoi soldati. Prima del Car avanzato in quel di Nocera avevo studiato filosofia alla corte di Nicola Matteucci e Giampaolo Zucchini, nomi grossi del movimento liberale italiano. Avevo strappato un 30 e lode ad Umberto Eco e ad Ezio Raimondi, professore cult di letteratura a Bologna. Dopo quel car Avanzato ho fatto mille lavori: dal buttafuori al parcheggiatore, dall’imbianchino al corrispondente giornalistico, dall’ausiliario del traffico al vigile urbano, dal sindacalista all’insegnante. Ma mai, mai e poi mai ho ritrovato un personaggio come Squillante tra i piedi. E per fortuna.

Due episodi solamente (ma ne ho una decina)

EPISODIO 1. Alla caserma Libroia, dove Squillante faceva da capitano, si imparava a cucinare. Le aule erano all’uopo predisposte e da lì sarebbero usciti i migliori cucinieri militari d’Italia. Sempre che, ovviamente, il candidato sapesse evitare i topi in circolazione, che a Nocera avevano una statura media leggermente superiore alla popolazione locale. Ovunque entro il perimetro si notavano crepe, erbacce e cattivi odori, anche perché di rado c’erano l’acqua calda e i detersivi per pulire le stoviglie usate dai soldati e le lavastovigle elettriche non erano mai funzionanti. Durante questo allegro soggiorno Squillante ci rese noto che sarebbe arrivato a farci una visita/ispezione un generale, all’epoca una sorta di coordinatore militare per tutto l’esercito nel Sud Italia. Per tutti i giorni immediatamente precedenti la visita Squillante ci ha fatto rimettere a nuovo la caserma: soldati che si improvvisavano imbianchini, giardinieri, persino cuochi, visto che era la scuola militare dei cucinieri. Insomma, per farla breve, abbiamo letteralmente rifatto quella cloaca non perché ce ne fosse la necessità, ma solo per ben figurare col generale. Ovviamente la caserma era un cesso prima ed è tornata ad esserlo dopo. Basti pensare che durante l’esondazione del Sarno – una fogna a cielo aperto che a Nocera ancora oggi pensano sia un fiume – cadde persino un muro della Caserma Libroia, con tanto di soldati costretti a fare la guardia ad una caserma parzialmente priva della sua recinzione muraria. Per l’occasione i commilitoni inventarono l’espressione “piantone-muro” ed era un servizio molto temuto perché in effetti i malintenzionati del posto erano facilitati ad entrare in caserma e rubare: robe da film ma che non si vedono neanche nella Grande Guerra di Mario Monicelli (ambientato nel 1918, mentre a Nocera eravamo nel 1996).

EPISODIO 2. Ogni tot di giorni i militari di leva dovevano andare a sparare al poligono. Durante il car avanzato durato quasi 3 mesi non ebbi l’occasione di sparare nemmeno un colpo di fucile. Come mai? Eppure ci portavano. Caricavano la corriera di soldati stipati all’inverosimile e si partiva alla volta di un’amena località vicino a Vietri. Qui, in un campo malconcio, c’era il poligono militare di tiro. Il guaio era che ci si andava con … rullo di tamburi: Antonio Squillante. Costui, con qualche altro ufficiale, schierava i soldati dietro ad ammirare lo spettacolo e cominciava a scaricare i fucili e la pistola in dotazione verso le sagome per ore, come in un film di Chuck Norris. Lo faceva per puro divertimento, a sdraiato, in piedi, senza alcun motivo valido. I soldati non imparavano a sparare e la maggior parte di loro non avrà mai imparato a tenere in mano un fucile, ma probabilmente dalle carte risultava di si. Di fatto, quando ebbi l’occasione di chiedere a Squillante perché con una laurea in economia avesse deciso di fare la carriera militare mi rispose: “perché mi piace comandare”.

Ecco, Squillante per me è una sintesi del gruppo dirigente italiano che è la causa del nostro fallimento storico TANTO QUANTO L’EURO E LA PERDITA DI SOVRANITA’ (e forse di più)

Come tante cose nella vita, anche episodi vissuti come questi mi hanno comunque insegnato molto. Due cose in particolare. La prima: se ci fosse una guerra tra l’Italia ed un altro paese conviene passare dalla parte del nemico oppure organizzare da soli una resistenza paramilitare: se vai nell’esercito italiano, sei fottuto. La seconda: non fidiamoci della satira in televisione. De Luca imitato da Crozza sembra un pazzo scatenato, e invece ha un’intelligenza media nettamente superiore ai suoi compagni di partito.

Qui, un’intervista a Squillante che si lamenta della sua epurazione 🙂

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