Perché proprio la Russia

Vi presentiamo il filosofo Costanzo Preve, scomparso alla fine del 2013. Saggista, insegnante, fine analista politico, Preve conosceva 5 lingue ed era il più acuto lettore italiano di Hegel. In queste poche righe, mostriamo come la filosofia, pur senza fonti segrete e contatti quotidiani con stampa e analisti internazionali, consenta ad un suo studioso di comprendere a fondo e con lucidità la questione politica internazionale, CINQUE anni prima che i tramacci vengano a galla alla vista di tutti. Preve in questo scritto se la prende con la Clinton e intravede in Putin non la perfezione (come pensano ingenuamente alcuni idolatri denoantri), ma una possibilità si. Una via critica all’establishment.

Russia, non deluderci,  di Costanzo Preve

Tutti si sono accorti che da qualche mese è in corso una campagna di stampa, orchestrata al più alto livello del Dipartimento di Stato della strega Clinton contro la ripresentazione di Putin come presidente della Russia post-sovietica. Putin non è certo (purtroppo) un successore di Lenin, ma almeno ha parzialmente arrestato il potere assoluto degli oligarchi permesso dall’ubriacone Eltsin ed avallato mediaticamente dal beota Gorbaciov, il pubblicitario delle borse Vuitton e della pizza Hut.

 La fine dell’Urss è stata la maggiore catastrofe geopolitica del Novecento, perché ha dato il monopolio all’impero messianico americano, esportatore nel mondo di una forma di capitalismo assoluto, di cui noi italiani possiamo gustare l’antipasto con la giunta Monti del dicembre 2011. Il modello socialista inaugurato da Stalin, e mai veramente modificato dopo, si è mostrato bloccato, ed è diventato impotente di fronte alla riuscita controrivoluzione neoliberale dei ceti medi sovietici. Questo però riguarda esclusivamente il popolo russo. A casa sua, ognuno ha diritto governarsi come vuole. Se non sono stati capaci di riformare radicalmente il loro sistema, ma lo hanno distrutto gettando via il bambino del socialismo con l’acqua sporca del dispotismo, affari loro.

La Russia ha saputo dare molto alla civiltà mondiale. Cito soltanto tre dati a tutti noti: la grande spiritualità ortodossa, immensamente superiore alle stupidaggini positiviste del materialismo dialettico; la grande letteratura russa dell’Ottocento, punto alto della cultura mondiale; ed infine, la rivoluzione russa del 1917, risposta legittima al bagno di sangue ed al macello imperialistico della prima guerra mondiale.

I russi si governino pure come vogliono. Ma dal momento che, per fortuna, dispongono ancora di autonomia strategica e di armi di dissuasione di massa, essi hanno un compito storico, che è quello di appoggiare quanto possibile chi resiste all’impero americano.

La rabbia diplomatica e mediatica del circo occidentale contro Putin ci informa indirettamente che Putin è buono. Se non fosse buono, infatti, è evidente che non lo attaccherebbero con tanta ferocia, e soprattutto non moltiplicherebbero le basi militari in Romania, Ungheria, eccetera, fino a sperare di poter incorporare nella Nato persino l’Ucraina. È già stata una vergogna, che nessuno zar avrebbe mai permesso, la secessione di Ucraina e Biolerussia della Russia, laddove è invece un atto postumo di giustizia storica che i baltici abbiano potuto secedere, dal momento che li avevano mangiati contro la loro volontà nel 1945. Tuttavia, è stato una follia non riuscire a pretendere da loro una “finlandizzazione”, lasciandoli incorporare dagli assassini della Nato. 

Nel 2011 la Russia ci ha deluso. Molti di noi hanno sperato che sarebbe riuscita ad impedire l’aggressione alla Libia, e poi il bombardamento di Sirte, nuova Guernica. Ora noi speriamo che non abbandoni la Siria e l’Iran, che sono nel mirino della strega Clinton e della strategia aggressiva degli Usa, della Nato ed dell’Europa asservita. 

Le ultime elezioni russe, per fortuna, hanno visto un’affermazione di Putin. Considero positiva l’affermazione dei comunisti e degli stessi nazionalisti. Tutto, meno i fantocci neoliberali, i bloggers, i Kasparov, gli eredi della Politkovskaia. Costoro potrebbero anche essere in buona fede (ma onestamente non riesco a crederlo), ma di fatto sono soltanto i portavoce della strategia Usa di dominio imperiale su tutto il pianeta. Spero che comunisti e nazionalisti lo capiscano, e non facciano mai, in nessun caso, fronte comune con i liberali.

Abbiamo bisogno di una Russia geopoliticamente e militarmente forte ed indipendente. Ne abbiamo bisogno per noi, soprattutto per noi, perché il delirio dell’allargamento del capitalismo illimitato fuori controllo ha bisogno di un freno, di un katechon (termine greco e paolino che significa appunto questo). Putin non può pretendere di ottenere questo risultato con raduni di motociclisti, incontri di boxe e precettazioni di adolescenti osannanti. Putin deve venire incontro alle richieste di maggiore eguaglianza sociale di cui i comunisti sono pur sempre portatori. I comunisti russi sono stati distrutti dalla putrefazione antropologica dei loro stessi dirigenti (ricordo ancora Eltsin e Gorbaciov). L’hanno pagata molto cara, e potremmo dire hegelianamente che se lo sono meritato. Ma ormai i venti anni di purgatorio mi sembrano sufficienti. Abbiamo bisogno della Russia e della sua presenza in Europa, Africa ed Asia. Sono rimasti assenti troppo a lungo. La strega Clinton non può continuare a minacciare ed a intervenire nel mondo intero.

 

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