Il Giappone oggi ci mostra che il debito pubblico è denaro

Non mi rivolgo di certo a te, amico eurista. Tu sei in malafede, non vuoi cambiare idea e non vuoi informarti. Io non ti voglio convincere; ti convincerai da solo, senza tante spiegazioni. Vedrai…. Io mi rivolgo  invece qui all’amico euroscettico che però nutre tanti dubbi sul debito pubblico e teme l’uscita dall’euro anche se è già conscio dei danni che l’euro ha fatto all’economia italiana.

Amico euroscettico, è il tuo guru che ti parla: prendi nota di queste poche righe. Il debito pubblico di un paese viene a formarsi quando uno Stato – per ridistribuire ricchezza tramite beni e servizi – spende più di quanto incamera dalle imposte. Se uno Stato si accontentasse di spendere solo sulla scorta delle imposte, non riuscirebbe ad offrire determinati beni e servizi. Lo fa, dunque, per ridistribuire ricchezza perché se tu, povero diavolo da 1200 euro al mese di stipendio pensi davvero di poter fare una tac in ospedale pagando gli attuali 36 euro senza il famigerato debito pubblico o sei in malafede o sei un imbecille. Dunque, è soprattutto per te che c’è il debito pubblico: per ridistribuire ricchezza a fronte di privati che la ricchezza “tendono” a tenersela tutta per avidità o esigenze di competitività. In assenza di questo sistema, o con le sole imposte, lo stato probabilmente riusicrebbe a pagarsi  a malapena gli agenti di polizia. In effetti, sarebbe questa una situazione ideale per i turboliberisti che vorrebbero gli Stati solo come cani da guardia delle loro proprietà.

Ora: il debito pubblico, si dice, in Italia è davvero eccessivo. In realtà i 2100 miliardi di debito sono tali non per i deficit che lo Stato ha fatto per darti più beni e servizi, ma lo Stato si trova in questa situazione perché ha pagato INTERESSI molto alti su questi debiti contratti. In altri termini, il sistema usuraio che si sono inventati i banchieri e che hanno abilmente sganciato dal controllo statale stesso a partire dal 1981, ha fatto si che gli italiani pagassero in pochi anni 3.000 miliardi di interessi sul debito pubblico.

Hai capito? Il debito pubblico italiano è aumentato di botto in soli 12 anni, dal 1981 al 1993

COME MAI QUESTO AUMENTO VERITIGINOSO?

La ragione di questa esplosione di spesa per interessi è che nel 1981 è caduto l’obbligo della Banca d’Italia di comprare debito pubblico calmierandone gli interessi

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Per dirla con l’admin di monetazione.it: la “Troika” e i governi Monti, Letta e Renzi, non menzionano mai questo semplice fatto, che il debito pubblico si è cumulato a causa del fatto che lo stato fu costretto a finanziarsi sul mercato e quindi pagare interessi reali elevati, mentre prima usufruiva del finanziamento di Banca d’Italia che ne riduceva il costo ad un livello pari o inferiori all’inflazione e quindi il debito non si accumulava (in percentuale sul PIL)

Detto in parole semplici, lo Stato italiano è stato obbligato a farsi prestare denaro a costi di interessi dettati dalle banche estere (diciamo dal mercato finanziario estero), quando invece avrebbe potuto continuare a farsi finanziare a costo zero dalla Banca d’Italia”.

Insomma, i decisori politici di allora furono degli imbecilli, dei corrotti, dei mafiosi; decidi tu la definizione che ti sembra più appropriata. Provando con una similitudine, è come se una signora dalla chioma fluente si rapasse i capelli a zero eppoi andasse nei negozi specializzati a rifornirsi di parrucche. Perché lo ha fatto? Perché si è lasciata prendere per i fondelli dai venditori di parrucche, che le hanno raccontato che farsi crescere i capelli è nocivo alla salute.

CHE FARE ORA CON UN DEBITO PUBBLICO ELEVATO A CAUSA DEGLI ALTI INTERESSI?

Semplicissimo, non semplice: si deve ricreare una situazione precedente a quella del 1981, azzerando gli interessi sul debito. Per ottenere ciò ci sono tre modi, entrambi intercambiabili:

  1. si esce dall’eurozona e si rompono i trattati
  2. si crea alta inflazione
  3. si crea una banca pubblica (e la normativa lo consente)

Questo terzo punto merita un certa attenzione. Vediamolo in breve.

E’ sufficiente che lo stato italiano crei un ente creditizio pubblico e che poi si rifornisca dalla Bce di denaro al tasso attuale che è inferiore allo 0,5%. Si ricorda, infatti, che ora come ora la Bce rifornisce le banche di denaro a questo tasso e che gli Stati, invece, si riforniscono di denaro emettendo titoli statali (obbligazioni) sul mercato. Con questo sistema, però, gli Stati pagano quel denaro molto caro, essendo le obbligazioni soggette a tassi di interessi molto più elevati dello 0,5.

Ripeto?

Gli stati non possono avere direttamente il denaro della Bce (unica banca preposta a creare l’euro dal nulla). Gli stati possono avere il denaro tramite la vendita di obbligazioni, OPPURE chiedendolo in prestito alla Bce tramite banche nazionali (che attualmente però non ha)

Dunque, è bastevole che lo Stato italiano crei una banca pubblica e che chieda i soldi alla Bce. Avrà dunque denaro allo ZERO virgola di interesse e non al 4% …, ad esempio

Sapete quanti cavolo di miliardi di “risparmio” sarebbero l’anno? DECINE!!!

Di recente, il Debito Pubblico del Giappone si è TRASFORMATO IN DENARO con questo sistema che abbiamo appena descritto. Sì perchè anche quello a 30 anni costa ZERO (0,13%, per l’esattezza). Il Giappone, dunque, continuerà ad erogare beni e servizi ai giapponesi senza conseguenze sul suo debito pubblico.

Noi non facciamo una cosa tanto semplice e ovvia perché in Europa non governano i politici, ma le banche internazionali, ma questo lo sapevate già.

PS cari amici eurofili, non è che non cerco di convincervi solo perché non lo volete voi. E’ che dopo tutti questi anni di pubblicazioni di studi e di esperienza quotidiana drammatica in merito alla crisi economica, penso sia più utile un vostro deciso isolamento. Voi infatti figliate e potrebbe essere un problema.

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