La Finanza Tedesca è messa molto peggio di quella Italiana

Se c’è una cosa sulla quale i giornali italiani dovrebbero TUONARE è l’atteggiamento dei tedeschi nei confronti del sistema bancario italiano. Ma da che pulpito i mangiacrauti ci dànno lezioni? Ma possibile accettare un simile servilismo da parte dei media? L’Italia, dopo essere affondata sotto i colpi delle banche tedesche nel 2011 (su questo Berlusconi ha ragione), che avevano avuto l’ordine di vendere i nostri Btp, ora è sotto attacco per l’insolvibilità delle nostre Banche. Ok, i crediti inesigibili ci sono e non li possiamo certo nascondere sotto il tappeto, ma non può essere di certo la Germania a darci lezioni. Se l’Eurozona dovesse sciogliersi con l’uscita di Francia, Benelux e Italia i tedeschi tornerebbero nel giro di due anni a fare quello che storicamente hanno sempre fatto: raccogliere patate e costruire cannoni.

Se non conoscete bene la storia delle banche tedesche e del loro avventurismo finanziario, tenetevi forte alla sedia: la Deutsche Bank ha derivati per 15 volte il pil tedesco (che è un Signor Pil, tra l’altro). Il Fondo Monetario Internazionale – e se lo dice lui, lèvati – denuncia la cosa con forte preoccupazione e lo fa pubblicamente:

“con un’esposizione ai derivati pari a circa quindici volte il Pil tedesco – proclamavano con nonchalance quelli del Corriere – Deutsche Bank è l’istituto che risulta la maggiore fonte potenziale al mondo di choc esterni per il sistema finanziario. È quanto sostiene il Fondo Monetario Internazionale nel suo «Financial Sector Assessment Program». La banca tedesca, che mercoledì ha fallito insieme a Santander gli stress test della Federal Reserve, è, secondo il Fmi, «il più rilevante contribuente netto ai rischi sistemici tra le banche di rilevanza sistemica globale, seguita da Hsbc e Credit Suisse». Non solo, secondo l’istituto di Washington, inoltre, il sistema bancario tedesco pone il maggior grado di rischi di contagio esterni in proporzione ai rischi interni (seguono Francia, Regno Unito e Usa).

E a fronte di una simile reportistica, cosa fanno invece le autorità europ, ehm, tedesche? Tutte addosso agli italiani! Le nostre banche avranno anche in pancia  i crediti difficili, ma questi crediti sono garantiti da immobili, che è decisamente meglio di niente. Come dice il sempre magistrale Guido Bellosta del Lombardreport: “l’incasso del credito verra’ dilazionato di qualche anno se non troveranno nuove modalita’ a livello governativo, ma mi sembra che ci siano differenze tra un credito garantito e solo ritardato come incasso e misteriosi derivati sui quali aleggia un grande silenzio, per di piu’ additati nientemeno che dal Fondo Monetario Internazionale come fonte di grave incertezza.. Mi sembra la storia della pagliuzza e della trave…”

Occorre che almeno a livello di informazione online la cosa venga fuori in modo martellante, visto e considerato che quella “ufficiale” si occupa quasi esclusivamente di funerali di stato per il nigeriano, di Pellè che giocherà a calcio in Cina e dei rifiuti con cinghiali a Roma Nord.

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