L’integrazione senza Costrizione è Impossibile

Il multiculturalismo funziona benino nelle città-stato dove ci sono uomini d’affari e tutto l’indotto che ne consegue, tipo New York, Dubai e Hong Kong – realtà circoscritte ad enclave di finanzieri – ma nel resto del mondo non funziona, specialmente in Europa dove prevale l’Islam. Se volete esempi di mussulmani integrati dovete faticare molto ed andare in Svizzera o nei paesi scandinavi, dove ci sono regole molto chiare e precise e una forte identità comunitaria e i mussulmani “filano” secondo le norme del paese ospitante, anche con una dose molto alta di rigidità normativa e documentale. In altre parti del mondo, dove invece si è scelto un apolidismo di maniera ed un multiculturalsimo radical chic, non funziona per niente l’integrazione ed è sotto gli occhi di tutti. Il direttore di Cobraf e Monetazione.it, al secolo Giovanni Zibordi ha appena twittato il grafico sottostante

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Come si può notare, nemmeno il miglioramento economico pare sufficiente ad integrare i mussulmani. Perché? I motivi sono tanti, ma almeno possiamo fissare l’attenzione su due dati di fatto.

PRIMO. Le primavere arabe hanno avuto nell’area del magreb la stessa funzione che da noi ha avuto il crollo del muro di Berlino: affermare il progetto ultracapitalistico atlantista. Nel caso di Tunisia, Libia, Egitto e Siria, gli occidentali (Usa + UE) hanno di fatto eliminato i leader arabi nazionalisti di area vagamente socialista (il partito baath) i cui padri erano stati gli eroici protagonisti delle guerre indipendentiste di decolonizzazione. La Nato ha promosso le primavere arabe come le false rivoluzioni arancioni nell’est dell’Europa all’unico scopo di cancellare linee politiche nazionali, protezionistiche, talvolta keynesiane e di sicuro anticapitalistiche, per lo meno nell’accezione anticapitalistica di matrice Chicago Boys, cioè tatcheriana e reaganiana. Ebbene, l’Islam si è sostituito radicalmente a questi leaders laici imponendo regole religiose di stampo medievale, basate su un impianto acritico delle sacre scritture mussulmane. In altre parole ancora, eliminando politicamente e fisicamente i leaders nazionalisti/socialisti del nordafrica, Usa e UE sono la prima causa del caos in quelle regioni e dell’emigrazione fuori controllo. Sono stupidaggini gigantesche quelle del ministro degli Interni Half – Ano, per il quale l’Italia non è vittima di tanti attentati a targa islam per merito del nostro sistema di sicurezza. alf
L’Italia ha meno responsabilità in merito alle primavere arabe e al disastro Palestina e quindi non ci attaccano per scelta. La Francia, invece, ha le maggiori responsabilità e fin dai tempi del primo dopoguerra. Alla fin fine, tu puoi anche stipendiare bene il lavoratore africano o magrebino, ma stiamo parlando di centinaia di milioni di persone e l’Occidente ha scelto la strada della disoccupazione cronica, in particolare per i paesi mediterranei. Quindi la tensione tra indigeni e nuovi arrivi è costretta ad alimentare le tensioni anche con la popolazione mussulmana di seconda e terza generazione.

SECONDO. La religione mussulmana tende a confondersi con le norme statali e mira a sovrapporsi ad esse. L’islam ha proprio questo progetto: creare uno stato islamico dentro agli “altri” stati. In altri termini, l’Islam è una religione che non ha fatto ancora i conti storici con i principi filosofici che hanno invece animato l’Occidente. Finchè l’Islam non distinguerà tra Stato e religione, pensando a quest’ultima in termini morali e preparatori allo stato, ma non sostituibili ad esso, nessuna integrazione sarà mai possibile. In queste ore, un analista DAVVERO di sinistra, come Sartori, sputa in faccia considerazioni simili ai troppi talebani della sinistra italiana, spesso in buona fede, ma più spesso duri di comprendonio.

Per sanare la situazione occorrerebbe maggiore rispetto e attenzione per i leader laici e nazionalisti arabi, come Assad, e meno lassismo nella politica interna del vecchio continente. Praticamente l’opposto di quanto stanno facendo europei e americani.

dall’intervista di oggi a Giovanni Sartori (integrale QUI):

Ma il multiculturalismo…
«Cos’è il multiculturalismo? Cosa significa? Il multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola multiculturalismo non sa cosa sia l’Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Così gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».

Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.
«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».

Cosa serve?
«Regole. L’immigrazione verso l’Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un’identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non può avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent’anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».

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