L’assedio di Aleppo e le menzogne dell’Occidente

In questi giorni si sta conducendo la battaglia decisiva per conquistare alcuni quartieri strategici della città di Aleppo. Il sud della città è infatti assediato dalla truppe di Assad, aiutate dai russi, mentre dentro i ribelli delle varie fazioni approntano la controffensiva e in queste ore tentano di rompere l’accerchiamento per far fallire l’offensiva governativa. Senza dubbio, ci troviamo di fronte ad un fatto storico di enorme portata, che solo un continente di mentecatti in malafede, come l’Europa, può trascurare in modo così miserabile da non dedicarne una diretta televisiva di 24 ore su 24. Stiamo parlando di un fatto che avrà molta più importanza storica dell’assedio di Sarajevo perché se Assad dovesse vincere ad Aleppo non riprenderebbe solo il controllo dell’area (Aleppo sta alla Siria come Milano sta all’Italia), ma offrirebbe agli alleati russi la possibilità di controllare il medioriente al posto degli americani.

Cosa sta accadendo? Come finirà?

Rispondiamo a queste domande partendo proprio da Sarajevo. E’ vero, ci sono testate più qualificate di Micidial per offrire la sitrep della Siria giorno per giorno, su tutti gli amici di Saker Italia che stanno facendo un lavoro davvero egregio. Noi ci soffermeremo però sulle caratteristiche generali di un assedio perché si capisca meglio cosa succede. A Sarajevo, illustre precedente di assedio moderno, i serbi governativi presero d’assalto la città, che però si salvò grazie a tutta una serie di accorgimenti fino all’intervento americano che spezzò l’accerchiamento in via definitiva. Gli accorgimenti sono legati alla necessità degli assediati entro la città di comunicare e di rifornirsi fuori. Nel caso di Sarajevo divenne celeberrimo, ad esempio, il tunnel dell’aeroporto che consentiva ai cittadini e ai ribelli di rifornirsi e sopravvivere all’assedio serbo. Ad Aleppo non è molto diverso tecnicamente, ma lo è eticamente, perché gli assediati sono terroristi e non cittadini: questi terroristi ribelli stanno cercando di rompere l’assedio iniziato il 31 luglio scorso e che riguarda solo una zona della città, non tutta come nel caso bosniaco. Ovviamente, essendo stati armati dagli americani tramite sauditi e turchi e altri in questi anni, i ribelli sono molto meglio attrezzati dei cittadini di Sarajevo all’epoca. In queste ore i ribelli stanno portando avanti un tentativo di rompere l’assedio nella parte sud  della città all’altezza (più o meno) dell’autostrada M5. Occorre però essere chiari su un punto, sennò non si capisce niente: l’esercito di Assad che sta assediando la periferia sud della città lo fa perché in questa parte sono asserragliati i fondamentalisti islamici che tengono in scacco la Siria da 5 anni. Sia sotto un profilo legale che morale, le truppe regolari di Assad aiutate dagli Hezbollah sono autorizzate a farlo e i russi dànno manforte in quanto alleati di Assad. Lo scriviamo più chiaramente? Assad fa benissimo ad assediare la città di Aleppo (una parte) perché è un assedio di liberazione da quartieri illegalmente occupati da forze paramilitari terroristiche. Assad il cattivone sta liberando le città con le armi perché a quanto pare la musica di Lorenzo Jovanotti sparata a tutto volume sugli jihadisti non  funziona (io sarei scappato a gambe levate). Gli jihadisti tentano in queste ore di rompere il blocco lealista ed hanno mezzi militari adeguati per farlo perché riforniti da americani, sauditi, israeliani e americani nel corso di questi anni. Secondo voi i gipponi toyota che si vedono nei filmati ed i lanciarazzi, i ribelli ce li hanno perché Alì Vattelapesca se li è fatti col Pongo in garage? La popolazione sta soffrendo terribilmente in queste ore, ma si tratta di quartieri occupati da ribelli, che hanno deciso in modo antidemocratico di farsi giustizia da sé imponendo a tutti gli altri cittadini delle leggi religiose crudeli. Inoltre, Aleppo è campo di battaglia fin dal 2012, quando l’opposizione ha preso il controllo del 50 per cento del suo territorio. Per meno, molto meno, gli americani 70 anni fa lanciarono due bombe atomiche in Giappone. Ok, questo andava detto per schiarire le idee ai tanti duri di comprendonio che infestano il web e che credono alle politicizzate organizzazioni internazionali pompate di denaro da fondi americani.

DOVE STANNO PROVANDO A SFONDARE?

I ribelli, divisi in mille nomi che cambiano anche spesso, ma che sono tutti foraggiati dagli americani, stanno provando da questa zona (vedi riquadro nero dell’immagine sotto), anche perché non tutta Aleppo è sotto controllo dei gruppi ribelli, ma solo alcuni quartieri che dividono in due la città, in pratica. Questi ribelli che provano a rompere l’accerchiamento ora fanno capo ad Al Nusra (ha appena cambiato nome per motivi tattici, macchissenefrega) e sono come già detto ben armati e addestrati. L’aviazione russa è finora riuscita a bloccarli nel tentativo di break. In altri termini, l’assedio di Assad e di Mosca ai quartieri sud può continuare.

aleppo

COME ANDRA’ A FINIRE?

Il confronto con Sarajevo è volutamente politicizzato, perché si vuol far apparire i terroristi che occupano alcuni quartieri della città come i disgraziati cittadini di Sarajevo che contro il loro disegno di vita furono invece costretti a patire per 4 anni la fame. Tuttavia, in queste occasioni, non possono non venirmi in mente le parole che DI PERSONA mi ha detto poche settimane or sono il generale Jovan Divjak, eroe nazionale in Bosnia per aver difeso Sarajevo dai serbi negli anni della guerra. Pur non concordando affato con la sua impostazione politica per la Bosnia del futuro, l’esperienza dell’uomo militare e lo spirito di sacrifico dimostrato negli anni dell’assedio (Divjak ha rischiato la vita mentre poteva fare il nababbo a Sarajevo essendo di origine etnica serba) hanno suscitato in me profonda stima. Alla domanda: “come ha fatto a difendere Sarajevo per così tanto tempo?” Mi ha risposto che per affrontare un assedio, l’esercito che circonda la città deve essere almeno il doppio di chi la difende. A quanto risulta, le truppe lealiste di Assad superano le 50mila unità, mentre i ribelli di Al Nusra sarebbero circa 10mila. Insomma, se non avviene qualcosa di eclatante, quei quartieri in mano ai terroristi sono spacciati

ps nell’immagine in alto, il noto dittatore internazionale stringe la mano al Presidente eletto di Siria Bashar al-Assad

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