Latino anche a Pechino (alla faccia dello scientismo)

di

Andra Sartori

Il Corriere della Sera getta benzina sul fuoco: “Nel 2030 più laureati in Cina in materie scientifiche che non in Usa ed Europa”. E via a dimostrare che noi umanisti siamo relitti del passato, e che il futuro appartiene a matematici ed economisti.
E’ una solenne sciocchezza. Innanzitutto, solo per restare in Cina, è stata inaugurata “Latinitas sinica” e comunque si potrebbe parlare anche del boom degli studi classici in America. Ma il discorso è un altro.
La contrapposizione Umanesimo-Scienza è una stupidaggine. Sono competenze diverse, che vanno armonizzate.”La scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca” andrebbe ampliata non al solo campo religioso, ma a quello umanistico, e riformulata in maniera diversa: la scienza senza l’umanesimo è cieca.
Ho conosciuto scienziati “puri” che nei loro ragionamenti sembravano poco più che bambinoni senza troppa cognizione di cosa è bene e cosa è male, E anche di gente che sembra non comprendere un fatto che va oltre rigidi schemi mentali. Può sembrare simpatico come il Doc Brown di Ritorno al Futuro, ma, alla lunga, capisci che “manca qualcosa” ai loro ragionamenti. Già Brecht nella sua “Vita di Galileo” denunciava: la sola scienza non distingue tra Bene e Male: l’equazione E=mc² da solo non dice: la bomba atomica è sbagliata. Von Neumann non si fece tanti scrupoli, e dall’altra parte Werner Heisenberg non ebbe problemi a lavorare alla bomba atomica per Hitler. Ma c’è altro: l’umanesimo dona all’uomo un ragionamento molto più portato all’elasticità mentale.
Hawking una volta disse una grande scemenza: la filosofia si è ridotta ad essere lo studio della lingua. Come dire: non ne abbiamo bisogno.
Invece l’umanesimo resta sempre attuale per questo: l’anima umana non è un’equazione. Molti scienziati ragionano su schemi solo logici, che vanno benissimo applicati ai loro campi, ma non all’animo umano, che ha una “logica illogica”. Senza umanesimo e filosofia, al di là del Bene e del Male, non si comprende l’animo umano in generale: l’andamento della Storia, spesso illogico, i bisogni umani, e l’arte e la bellezza che per molti saranno pure inutili, ma restano indispensabili se si vuole condurre una vita che non sia quella di un animale.
Tra gli scienziati quelli che hanno apprezzato di più le discipline umanistiche, e spesso tessuto l’elogio, sono i fisici: perché la loro disciplina spesso si confonde con la stessa filosofia quando non con la teologia.
E’ stupido contrapporre le cose le une hanno bisogno delle altre. Ma un mondo senza umanisti sarebbe più ottuso, più da persone che se vai fuori di un semplice due-più-due-fa-quattro deragliano. un mondo meno umano.
E i cinesi, che hanno una filosofia particolare che si riassume nel detto “La via veramente via non è costante” credo lo sappiano bene.

Latino a Pechino

2 Commenti

  1. Il problema è l’esistenza di una scuola insensata come il liceo classico che indottrina i ragazzi dicendo loro che la cultura umanistica è separata da quella scientifica, e superiore. E che questa superiorità deriva dall’insegnamento di greco e latino. Che fa credere loro di aver ottenuto il massimo possibile della preparazione scolastica, quando hanno imparato solo l’arte (importante, d’accordo) di farsi il mazzo, ma sono ancora ignoranti come capre.

    • già ti eri espresso sui social su questo, ma non concordo per niente. credo dipenda dalla tua esperienza personale, non da riscontri oggettivi. Io preferisco sempre (nella media… ovvio) avere servizi o anche semplicemente discutere con persone che hanno formazione classica, sia per sensibilità verso certi argomenti che per capacità (si, hai letto bene…). Inoltre, il classico è sotto attacco da qualche decennio e finalmente sono riusciti da qualche anno a farne crollare le iscrizione. Ti pare che ora abbiamo un paese migliore? questo lo scrivo solo come spunto rapido: farò a breve una riflessione più attenta sul tema perché lo trovo molto interessante.

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