Le Opzioni spiegate a mia Nonna (che però è morta)

Faccio un corso di educazione finanziaria nella scuola superiore ed una delle domande a cui mi rifiuto di rispondere è quella relativa alle OPZIONI. Non tanto perché le uso col contagocce, ma soprattutto perchè la maggior parte degli investitori (99 per cento?) sa a malapena cosa sono le azioni, cosa le obbligazioni e cosa sono gli etf e quindi basta spiegare bene quelle che basta e avanza. Tuttavia, la domanda la fanno ogni volta, per il semplice fatto che le Opzioni sono molto pubblicizzate, in particolare le opzioni binarie che (per me) dovrebbero invece essere vietate dalla legge. I trader veri e bravi usano le opzioni, ma non le binarie! Bando però alle ciance e cerchiamo di spiegare nel modo più semplice possibile quali sono i vantaggi delle opzioni (i trader professionisti che leggono qui sono pregati di non ridere, please).
L’opzione è un prodotto finanziario definito derivato e bla bla bla che ha come grande vantaggio quello di consentire una strategia di hedging. A parte i volgari barbarismi anglofoni, possiamo dire che si tratta di strategie che consentono di proteggersi dal rischio di un investimento speculativo in Borsa. Tutti infatti siamo abituati a pensare che facendo un’analisi favorevole alla crescita del mercato azionario (esempio), sia sufficiente comprare il prodotto finanziario e monitorare come vanno le cose nel corso di un determinato lasso di tempo. Per “copertura” di solito si intende la massima perdita accettabile, si, insomma, quello che i tecnici del trading chiamano stop loss (ancora i barbari, abbiate pazienza). Nel trading professionale, invece, le cose si complicano un attimino. L’idea, infatti, è quella di comprare un prodotto finanziario con la speranza che salga (strategia long), ma di coprirsi pian pianino con prodotti finanziari che guadagnano nella direzione opposta (short). Un po’ come se fosse un’assicurazione che ci facciamo nel caso l’investimento vada male. Questa assicurazione è in realtà una strategia e per attuarla si acquistano le OPZIONI.
Facciamo un esempio? Fàmolo, ma semplice semplice.
Immaginate di aver comprato in Borsa un determinato asset, come delle azioni di una società su cui avete fatto affidamento, prendiamo Unicredit, visto che i bancari sono di moda (ehm, …). Avete acquistato queste azioni con un’ottica di medio periodo (qualche mese, un anno massimo), ma le cose non vanno molto bene e temete che possano stornare. Lo stop loss di sicurezza non è stato raggiunto, il prezzo è stabile (o addirittura sopra al momento del vostro acquisto), ma ritenete possibile che arrivi uno storno. Bene, allora ordinate tramite la vostra piattaforma di trading predisposta all’uopo una opzione denominata PUT (non “figl di put”, quello era il capo di Fantozzi). In questo momento Unicredit vale 10,5 euro e noi l’avevamo comprata a 10 (esempio off corse). Possiamo comprare una opzione PUT con STRIKE (ahahaha, paura eh?) e scadenza 20 dicembre 2016 che corrisponde un premio del 9,5.
Se il titolo si gira e viene giù, voi avrete già deciso la vostra perdita, che nell’esempio riportato è pari al 5%, ma è una perdita ancora virtuale nel senso che non la subite nel momento esatto in cui il titolo perde il 5% perché avete fatto un contratto con l’opzione che scade a dicembre, cioè tra alcuni mesi. Se domani all’acquisto della PUT il titolo perdesse il 7 per cento, ad esempio, voi sarete ancora dentro la giostra e con un possibile ritorno in su, mentre senza possedere l’opzione no, vi stoppereste in perdita e basta.
Se invece poi il titolo continua la sua salita, il valore dell’opzione calerà fino ad andare verso lo 0 a scadenza. Con le opzioni voi decidete la perdita massima, ma a differenza della vendita in perdita pura (lo stop loss), ciò non vi precludete la possibilità di una ripresa del titolo su cui avete puntato. E’ ovvio concludere dicendo che, se avverrà questa agognata salita del titolo, avrete comunque perso i soldi del pagamento dell’assicurazione (cioè della famosa opzione put vattelapesca out the money ecc. ecc.)
Questo, in soldoni e molto grossolanamente, il vantaggio delle opzioni e se non avete capito niente con questo articolo perché lo ritenete malscritto, vi invito a leggere gli altri che circolano sull’argomento nella blogosfera internettiana. Poi, dopo attenta lettura, tornate qui e mi chiedete scusa.

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