Putin vs Schwarzer/Donati 1 a 0

Sandro Donati fa la faccia feroce, annuncia denunce a destra e a manca e parla di complotto. Al suo atleta Schwarzer hanno appena rifilato 8 anni di espulsione dalle gare il che significa, in soldoni, che la carriera agonistica è rovinata definitivamente. L’atleta altoatesino poteva portarci delle medaglie nella marcia e sui 50, è vero, ma proprio non riesco a nascondere la soddisfazione per il fattaccio.

Sandro Donati a fine 2015 è venuto a Conegliano a presenziare una conferenza sul doping destinata agli studenti di scuola superiore. Conferenza alla quale ho presenziato. Era appena scoppiato il caso degli atleti russi dopati per scelta apicale della federazione sportiva russa (così dicevano…) e Donati, invece di affrontare la questione a 360 gradi, come si suol di dire, ha approfittato della cronaca per intrattenere gli studenti su Vladimir Vladimirovic Putin. La cosa che lo disgustava, stando al racconto, era che in Russia vi fosse questa specie di megalomane che ricordava i dittatorelli d’altri tempi, tutto intento a farsi riprendere a favor di telecamera, in groppa ad un destriero o, peggio, in mezzo alle tigri. Questi elementi ovviamente rafforzavano l’idea che i russi fossero governati da un uomo senza scrupoli, dimenticando il piccolo particolare che la Russia, un anno fa come oggi, è oggetto di un attacco mediatico in stile guerra fredda, che vede impegnate le giornaliste naziclericalcomuniste del Belpaese in una campagna antirussa talmente menzognera da far rabbrividire Pinocchio e Lucignolo messi assieme.

Donati ora tuona da tutti i giornali: “colpiscono Schwarzer per colpire me che sono il campione dell’antidoping”.

Risposta di Micidial.it: “e ben ti sta, visto che quando colpivano i russi non c’erano per te complotti internazionali, ma solo la disonestà di un leader e del suo popolo”.

Schwarzer (trattino Donati) si beccano 8 anni per doping ed è oramai agli atti: pertanto, fino a prova contraria, stiamo parlando di una persona disonesta che voleva vincere imbrogliando e con lui, perché no? tutto il team che gli stava intorno. Non mi importa nulla di nulla se questo non è, nella realtà, un fatto vero. Non lo sapremo mai se quella provetta conteneva la verità o c’è stato il tarocco politico.

Serva da lezione a tutti i Donati italioti, disposti a sdegnarsi per le pagliuzze negli occhi altrui, nascondendo magari la trave nei propri. Molti italiani, purtroppo, tendono a confondere l’etica con il moralismo  e, per quanto abbiamo sentito con le nostre orecchie, Sandro Donati, ottimo preparatore atletico di navigata esperienza, credo anche in buona fede,  non si discosta però da questo stereotipo. La sua colpa è quella di non aver capito che i confini del doping si spostano facilmente e che nessuno che raggiunga le vette più alte dello sport mondiale può dirsi completamente innocente. Persino il talento naturale, per alcuni, potrebbe sembrare un ingiusto regalo della fortuna e, come tale, “disonesto”. Quando si usa la morale come una clave, bisogna fare attenzione, molta attenzione. Spesso, dietro a chi viene “beccato per doping” ci sono motivazioni politiche e niente altro. Donati alla conferenza cui ho partecipato non lo disse questo, ma lo dice ora che hanno condannato il “suo” atleta (peraltro per la seconda volta…). I russi, come la logica vuole, si doperanno anche (chissà…), ma non meno di atleti italiani, americani o francesi o inglesi che esibiscono un fisico talmente ipertrofico da risultare dopati anche al più ingenuo frequentatore di sale pesi del mondo.

7 Commenti

  1. Peovo a sintetizzare: siccome non condivide il pensiero di Donati su Putin e sul “sistema doping” in Russia (che per altro, pressioni politiche o meno è oramai un fatto acclarato), allora “non [le] importa nulla di nulla se [questo secondo caso di doping di Schwazer] è, nella realtà, un fatto vero. E quindi “ben gli sta”. Davvero? Complimenti. Noncredo cisiabisogno di aggiungere altro. Lei si commenta da solo.

    • caro Fabbri, se io mi commento da solo… non commenti. Se invece vuole argomentare, Lei è il benvenuto e le risponderò sempre con correttezza. Io non è che “non condivido il pensiero di Donati su Putin”: il pensiero di Donati su Putin è falso e bugiardo alla prova oggettiva dei fatti, non è una cosa opinabile. Lui, invece, ha la responsabilità di aver rovinato un atleta con la sua superficialità e vanagloria. In Italia di questi individui che fanno la morale agli altri, ma che non hanno un ethos di popolo è strapieno (e sono gran parte della nostra rovina)

      • Gent.mo Bordin,
        quale prova dei fatti smentirebbe in modo incontrovertibile Donati su Putin? Ma, a prescindere, se anche Donati avesse torto nel merito, perché non le dovrebbe importare dell’eventuale innocenza di Schwazer? La nuova squalifica di 8 anni ha di fatto chiuso la carriera sportiva di un atleta (di indubbio talento) che, nel bene e nel male, ha dedicato la vita allo sport. Dietro queste notizie che spesso alimentano il nostro scambio di idee nonché le più disparate chiacchiere da bar, ci sono vicende umane che non riesco a prendere alla leggera. Senza voler vedere complotti, sabotaggi e manipolazioni ovunque, il contesto e le tempistiche in cui questo nuovo caso di positività si è sviluppato ed è stato comunicato, lasciano palesemente forti perplessità e l’amara sensazione che ingiustizia sia stata fatta. Poi, è fuori di dubbio che Schwazer, oltre ad aver commesso un grave errore (pagandolo tuttavia a caro prezzo) non buchi lo schermo per simpatia, ma questa non è una colpa. Ed è altrettanto vero che Donati sia un personaggio molto scomodo e mal sopportato, sin da quando denunciò la truffa del salto di Evangelisti ai mondiali di Roma dell’87 e scoperchiò il pentolone del sistema doping, anche italiano, con il suo libro “Campioni senza valore” nel lontano 89. Ha opinioni forti, è convinto di essere nel giusto e che nel mondo dello sport e dell’atletica leggera in particolare, ci sia un sacco di marciume. E che ci sarebbe di male in questo? Mi pare che le notizie relative ad alti dirigenti IAAF indagati per corruzione, gli stiano dando ragione. Con un briciolo di ironia, mi vien da dire: povero Schwazer, non ne azzecca una; prima si dopa, si fa beccare subito prima delle olimpiadi, ammette tutto, ma si becca una squalifica fra le più severe, poi decide di tornare alle competizioni e si rivolge ad un uomo che lo porterà alla definitiva rovina in ambito sportivo. Ribadisco e concludo: essere in disaccordo con Donati è legittimo, attribuirgli respinsabilità che non ha, a mio avviso no.

        • si Massimo, hai ragione sul punto “importarmi dell’innocenza di Schwazer”. In realtà la verità dovrebbbe sempre trionfare quindi a me importa di sapere la verità e anche di sperare per lui che sia innocente. Però non estrapolerei una frase dal discorso complessivo per esprimere una condanna morale al pezzo (certe boutade si devono scrivere nei blog per essere letti: il linguaggio deve essere un po’ forte e sopra le righe perché i blogger non hanno gli stessi mezzi dei giornali…). un caro saluto e buona estate

  2. Aggiornamenti, prima parte.

    9 Dicembre 2019

    “E’ una squalifica sacrosanta, era chiaro che in Russia c’era un sistema centralizzato di doping ma adesso gli atleti di questo grande Paese vanno aiutati ad uscire da questa situazione. Ciò che i dirigenti russi hanno fatto assieme ai dirigenti internazionali ha solo ritardato il problema doping in Russia: dico che si poteva intervenire molto prima. La Russia ha sempre avuto una grande scuola di allenamento, la scienza di tanti sport è veramente nata in Russia che è’ stata schiacciata dal doping. Tutto è stato subordinato al doping. Sono stati mortificati specialisti, allenatori e ricercatori perchè è stata percorsa questa strada brutale. Tenendo fuori la Russia si fa un favore agli stessi atleti: la Russia è un grande Paese e bisogna consentire alla scienza russa di riemergere“, questo il parere di Sandro Donati, allenatore di Schwazer, che da anni lotta contro il doping e gli imbrogli attorno ad esso.

    https://www.sportfair.it/2019/12/doping-squalifica-russia-parole-sandro-donati/991885/

  3. Aggiornamenti, seconda parte.

    La conferenza del 29 marzo 2019 tenutasi al Patronato Pio X di Cittadella (PD), organizzata dalla Prof.ssa Bianchi Sandra, in collaborazione con il Progetto di Educazione alla Salute, e preparata nelle varie fasi dalla classe 5BL, ha avuto come ospite d’onore il Dott. Sandro Donati che ha illustrato ampiamente il tema del doping. Sandro Donati, conosciuto come l’allenatore che osò riportare in pista la pecora nera Alex Schwazer, è molto di più di questo.

    E’ stato a capo del settore Ricerca e Sperimentazione del CONI dal 1990 al 2006 e docente di metodologia alla scuola dello sport sempre del CONI. Un vero e proprio maestro dello sport da sempre in prima linea nella battaglia contro il doping insieme a NAS, Carabinieri e Magistratura. L’incontro si è sviluppato illustrando il quadro farmacologico, giuridico ed etico-sportivo, e culminando con il rinomato esempio del caso Schwazer.Il punto di partenza è ben chiaro: le sostanze dopanti non sono sostanze costruite ad hoc per gli atleti bensì fanno parte della farmacopea. Questa è un’affermazione chiave per comprendere il ruolo di primaria importanza delle multinazionali farmaceutiche all’interno del circolo vizioso che lega sport e doping. Parliamo di ormoni ematici nella resistenza, anabolizzanti nella velocità e stimolanti nella prestazione in gara: un mercato che frutta ogni anno, solo in Italia, circa 400 milioni di euro. Il sistema corrotto di cui, a malincuore, lo stesso Donati fa parte e preoccupa sempre di più perché non colpisce più solo l’agonismo ma dilaga tra gli amatoriali. «Coloro che predispongono i controlli – mirati – con la mano destra sono paradossalmente gli stessi che propongono le sostanze con la mano sinistra» denuncia il professore. Numerosi sono gli esempi portati da Donati, tra i tanti risuonano i nomi di grandi del ciclismo quali Pantani e Moser, insieme al maratoneta altoatesino a dimostrazione della tesi che è l’atleta ad essere l’anello debole della catena. La faccenda Schwazer è solo l’ennesima farsa costruita con geometrica precisione da dottori, professori e presidenti che dello sport pulito non hanno il benché minimo ricordo. Dopo lo scoppio dello scandalo doping di 20-30 anni fa, l’attenzione va attualmente scemando, ma a scomparire sono state le grandi quantità di ormoni assunti mentre a rimanere sono i record assurdi di atleti dopati rimasti impuniti. Tra le altre Donati cita la Griffith, detentrice imbattuta dal lontano 1988 del record mondiale nei 100m con 10”49 e nei 200m con 21”34.

    Proseguimento:

    https://liceolucreziocaro.edu.it/index.php/2-non-categorizzato/874-conferenza-sandro-donati-vs-doping-guerra-aperta-da-sempre

  4. Aggiornamenti, terza parte.

    “DOPING / LE STRANE GIRAVOLTE DI WADA TRA USA E RUSSIA”,

    di P. Spiga per “LaVoceDelleVoci”

    25 settembre 2019

    http://www.lavocedellevoci.it/2018/09/25/doping-le-strane-giravolte-di-wada-tra-usa-e-russia/

    Da notare il passaggio significativo nella parte finale:

    “Ecco cosa dice un addetto ai lavori: “Attraverso la Wada gli Usa fanno finta di colpire la Russia per poi poter trattare a certe condizioni. E’ tutto taroccato, le carte sono truccate, e di mezzo ci va la credibilità dello sport e la salute degli atleti. Tutto per portare avanti il gigantesco business”.”

    Premetto che ho fatto tanto sport a livello amatariale intensamente, lo faccio tuttora anche se non più intensamente causa qualche infortunio, mi avevano offerto di fare uso di anabolizzanti per aumentare le masse muscolari, sempre rifiutato, visto coi mie occhi le perfomance sportive taroccate col doping, comunque, ho letto sia il primo libro del Prof Sandro Donati “Campioni senza valore” che lo avevano tolto subito dalla circolazione e lo beccai scaricandomi un file in pdf sul web, ho letto anche il suo bestseller:
    “Lo sport del doping. Chi lo subisce, chi lo combatte”, EGA-Edizioni Gruppo Abele; 2 edizione ( maggio 2013), 312 pagine, in questo libro parla addirittura di un ex famosissimo politico italiano che si dopava nelle sue imprese sportive amatoriali……, insomma, parla ad ampissimo raggio e senza peli sulla lingua nei confronti di chiunque e quindi anche degli americani ( ovviamente tratta anche il caso di Florence Griffith-Joyner morta prematuramente a causa di abuso di stereoidi) , ragioni per cui, per come la vedo io, il Prof Sandro Donati non ha il dente avvelenato contro i russi, semplicemente li considera un sistema che, seppur con difficoltà, può ancora trovare all’interno gli anticorpi virtuosi per ridimensionare efficamente il cancro del doping nello sport professionistico,
    sugli USA non ci fa nessun affidamento perché sa benissimo che lì nello sport professionistico ad alti livelli circola la più grande quantità di denaro al mondo che corrompe tutto, almeno questo è quello che ho capito del suo pensiero, certo è che se l’Italia non fosse una colonia degli USA ma un paese indipendente, gente in gamba come il Prof Sandro Donati sarabbe stata molto ma molto più valorizzata e per lungo tempo.

    Cordiali saluti e buon prosieguo.

    TheTruthSeeker

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