Soluzioni alla crisi dell’Euro (per amministrazioni locali con gli attributi)

La psicologa Angels Corcoles ha appena insegnato in un seminario di self-empowerment per le donne, e quando ha finito gli organizzatori le hanno consegnato l’assegno del compenso. L’importo però è in ore, non in euro.

Ma a Corcoles non importa! Attraverso una rete di credito in tutta la città che permette alle persone di scambiare servizi senza denaro, le 10 ore guadagnate da Corcoles col suo seminario potranno essere utilizzate per pagare per un taglio di capelli, lezioni di yoga o anche lavori di falegnameria.

Nel momento in cui il futuro dell’euro è in dubbio e milioni sono disoccupati, un’economia parallela sta sorgendo in alcune parti della Spagna, permettendo alle persone di vivere al di fuori della moneta unica. No, dico, in Spagna, dove si possono permettere (perché il governo è più attrezzato del nostro) di sforare bellamente la soglia irrazionale del 3% di spesa pubblica stabilita dai trattati dell’Unione.

Nella città di Malaga, sulla costa mediterranea del sud del paese, a soli 130 km dall’ Africa, i residenti hanno creato un sito online che permette loro di guadagnare denaro e acquistare prodotti utilizzando una moneta virtuale. La città di pescatori catalana di Vilanova i la Geltru ha lanciato un esperimento simile, ma con una sorta di carta di credito. Questa card  in pratica sostituisce l’euro quando viene utilizzato nei negozi locali del paesino.

Anche la metropoli di  Barcellona non è esente da questo esperimento: il modello preferito è quello delle banche del tempo, che permettono alle persone di scambiare i loro servizi in ore senza coinvolgere i soldi.

“Questo è un modo per le persone che si trovano ai margini dell’economia di partecipare di nuovo”, ha detto Josefina Altes, coordinatore della Banca del Tempo di rete spagnola.

Progetti simili stanno spuntando in Grecia, Portogallo e altri paesi della zona euro con economie in difficoltà.

Un ritorno al baratto? La macchina del tempo si gira all’indietro? Ecchissenefrega: funziona più che discretamente  e i disastri della disoccupazione si riducono in modo drastico.
Mentre alcuni governi locali hanno sostenuto questi sforzi, altri hanno sollevato domande circa le loro implicazioni per le tasse, l’effetto sui salari locali e il potenziale di frode.

In realtà il denaro sociale o sistemi di valuta alternativi sono già esistiti nel corso della storia, anche in periodi di valuta riconosciuta dalle banche, ma per lo più in luoghi come le “città di carbone” collocate in luoghi remoti o nei paesi occupati durante la guerra, o durante i periodi di grande stress economico.

Molti di questi sforzi hanno prodotto qualcosa dopo anni, e il numero di persone coinvolte è limitata. In Spagna, invece, la crisi economica è stata un impulso a muoversi più velocemente. In questo nuovo sistema, in Spagna, oggi sono coinvolte decine di migliaia di persone. Collettivamente, questi progetti rappresentano uno dei più grandi esperimenti di denaro sociale in tempi moderni.

Peter North, docente presso l’Università di Liverpool che ha scritto due libri sull’argomento, ha detto valute alternative – o scrips – hanno avuto la tendenza ad apparire durante i periodi di crisi e spesso scompaiono poco dopo. Ma North dice che gli sforzi in Spagna possono durare più a lungo, perché sono collegati a movimenti grossi, tipo gli indignados che  a loro volta si ispirano ad Occupy.

Linkiamo ora due importanti approfondimenti sul tema. Il Primo è tratto dal Guardian è in inglese ed è recentissimo. Il secondo è del trader italiano Giovanni Zibordi, che ha scritto un libro di alternativa all’euro per Hoepli.

the guardian/l’economia spagnola si libera dall’euro

http://www.monetazione.it/forum/DefaultEconomia.html

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