E se fossero le Banche a Rifiutarci?

Avere un conto corrente in una Banca potrebbe diventare un privilegio che non tutti si potranno permettere in futuro. Può sembrare un allarmismo strano, ma se il sistema finanziario rimane a lungo quello che è ci sarà ben poco da fare: con una politica di tassi a zero e con la deflazione, ogni singolo correntista per la banca è un costo privo di senso. Quindi, le grandi banche internazionali si stanno organizzando sul territorio cancellando agenzie e filiali, riducendo drasticamente la presenza sul territorio e fornendo sempre meno servizi. Alla fine, come in Highlander, ne rimarrà solo uno? Bè forse uno solo proprio no, ma le banche si concentreranno per avere pochi clienti, ma molto danarosi, piuttosto che una vasta babele di clienti che “costano”, che non rischiano, che sono, insomma, dei “costi passivi” e niente altro per l’istituto. A meno che… a meno che i costi per questi servizi non salgano vertiginosamente e nell’epoca di internet e degli acquisti online (carte prepagate, carte di credito ecc.) la cosa potrebbe davvero diventare una complicazione reale.

Sentite cosa scrive Yalman Onaran su Bloomberg:

“Una volta, circa dieci anni fa, la banca di New York (Citigroup, ndr) aveva un impero globale nel business retail che si estendeva da Tokyo a Tegucigalpa. Offriva servizi bancari ai privati in 50 paesi, coprendo metà dei territori del pianeta, e serviva 268 milioni di persone.

Poi la crisi finanziaria, miliardi di perdite da titoli complessi collegati ai mutui di bassa qualità e il salvataggio da parte del governo che ha bloccato i piani. Da allora la banca ha chiuso o venduto le attività in più del 50% dei paesi nei quali aveva una presenza, compreso Guatemala, Egitto e Giappone. Ha ridotto il numero di filiali in USA per oltre 2/3 ed è uscita dai prestiti subprime, i prestiti agli studenti e le polizze vita. In questo cambiamento ha abbandonato circa il 25% della propria clientela e più del 40% dei propri dipendenti.”

La trasformazione di Citigroup, e cambiamenti simili a HSBC e altre banche globali, non si limita a tagliare i costi. Significa cercare maggiori profitti focalizzandosi sui clienti più ricchi, quelli che posseggono grandi patrimoni (High-Net-Worth-Individuals) le grandi imprese e gli investitori istituzionali.

“Le banche stanno comprendendo che fornire ogni prodotto o servizio o ogni cliente in ogni paese era totalmente sbagliato – dice Vikram Pandit, che ha guidato Citigroup dal 2007 al 2012 ed era solito lodare ciò che chiamava la globalità della banca  – Così stanno smontando e vendendo attività. Non siamo ancora vicini alla fine del processo.”

Queste uscite di bloomberg (riprese in Italia da Fabio Bolognini per LINKER) fanno il paio con l’aumento di richieste di CASSETTE DI SICUREZZA bancarie o di cassette presso i grandi Hotel (che offrono anche questo tipo di servizio). Laddove, infatti, il denaro non si deflaziona e la banca ti fa pagare caro il deposito da correntista, l’unica soluzione per chi vuole tenere liquidità a costo basso  rimarrebbe (il condizionale è d’obbligo)  la cara vecchia cassetta di sicurezza. Per la verità, questo delle cassette di sicurezza è un mantra che si ripresenta puntualmente ogni volta che si sente parlare di patrimoniale. Cioè ogni anno in autunno, quando il governo sta per varare la legge Finanziaria. Questa volta, però, alla canonica fobia per la patrimoniale si potrebbe aggiungere una nuova linea di marketing delle banche basata su tagli in stile Citigroup perchè impossibilitate a sostenere questi costi con i tassi d’interesse a zero.

 

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*