L’Unione Sovietica si poteva salvare: parola di Putin

La notizia ha fatto il giro del mondo (l’ha riportata persino l’Ansa, il che è tutto dire). Per il fascistissimo nazionalista Putin, leader delle destre xenofobe europee, sterminatore di siriani ribelli, usurpatore dell’Ucraina crimeana e felicemente fidanzato da qualche anno col magnate americano Donald Trump, l’Unione Sovietica, cioè l’unione delle repubbliche socialiste dei paesi dell’est Europa, si sarebbe dovuta conservare. Ovviamente, la stampa internazionale è andata in aceto, essendo che di Putin non ha mai capito nulla di nulla. Non è la prima volta che Putin parla della storia dell’Urss e dei suoi leader maggiori, serrando il confronto tra Lenin e Stalin e dimostrando di occuparsi della Russia sotto la prospettiva dello statista e non della passeggera meteora.

“Sapete come la penso sul crollo dell’Unione Sovietica. Non era una decisione inevitabile. Si potevano condurre delle riforme, comprese quelle di natura democratica, ma senza il suo crollo.”

e ancora

“Ma voglio sottolineare che è stato il Partito comunista responsabile delle sorti della nostra antica patria, l’URSS, non altri”.

Cosa si può evincere da queste poche ma significative battute?

1 Putin non è così distante dalle idee socialiste come qualcuno in Occidente vorrebbe far credere

2 Putin considera la partitocrazia un male, in particolare l’esperienza sovietica poteva essere gestita meglio dal Pcus, che invece non ha saputo innovarsi

3 La caduta dell’Urss fu negativa. Le sue conseguenze ebbero conseguenze nefaste per i russi in primis, ma fu anche l’evento geopolitico più rilevante della storia e come tale produsse danni in tutto il mondo, non solo a Mosca.

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