Il business del 2017

L’utilizzo sempre più massiccio dei social media rivoluzionerà un business piuttosto stagionato, quello della raccolta di fondi, che gli anglicisti chiamano CrowdFunding. La facciamo breve: si tratta di raccogliere soldi su base volontaria attorno ad un’idea, più o meno come fa il pubblicitario tradizionale quado cerca di vendere gli spazi “liberi” dei giornali a clienti interessati a promuovere i loro prodotti.  L’applicazione del CrowdFunding è enorme. Attualmente, ad esempio, ci sono scuole che raccolgono fondi per le loro casse tramite la promozione di Associazioni degli ex studenti. Succede questo: l’istituzione scolastica del luogo fa nascere l’Associazione  e chiede una quota d’iscrizione all’ex studente; in cambio, promuove iniziative di vario titolo. come la premiazione di soggetti che si sono particolarmente distinti in società, la concessioni di spazi entro la scuola fuori dall’orario di lezione, ecc. ecc. Il campo di applicazione può coinvolgere qualsiasi area professionale senza distinzioni, dalle cure mediche al progetto giornalistico, passando per l’industria. Di solito, chi presiede all’iniziativa (il titolare dell’dea), incassa un plus derivato dalla raccolta fondi. Se fino a qualche anno fa questo tipo di business era riservato a conoscenze, telefonate, appuntamenti, oggi a fare la differenza è il sapiente uso dei social in Internet.

Come ripetono quelli di innovami.it:

Il termine utilizzato, che racchiude in sé i concetti di folla (crowd) e finanziamento (funding), ha in realtà un significato ben più profondo che per certi versi può essere sintetizzato come una reinterpretazione della raccolta fondi nell’era digitale.
I motivi principali della sua rapida diffusione sono da ricercare nella situazione geopolitica globale e nella crescente diffusione dei social media. Infatti, generalmente parlando, il crowdfunding consiste nell’utilizzare Internet per la raccolta di capitale da gruppi di persone con interessi comuni al fine di finanziare un progetto o un iniziativa. In questo contesto, gli elementi che compongono il fenomeno del crowdfunding, possono essere visti come uno scambio di informazioni (idee e progetti) e di capitale (fondi) tra persone o gruppi di persone (crowd), attraverso strumenti informatici (social media, social network), in un ambiente virtuale (Internet).

Il modello di crowdfunding più diffuso, in Italia e nel mondo, è rappresentato dal donation/rewards crowdfunding. Secondo tale modello, a seguito di una donazione, è prevista un tipo di ricompensa di carattere non finanziario (un gadget, un prodotto, un meeting con il creatore dell’idea, un ringraziamento sotto varie forme, etc…).

La crescente difficoltà di accesso al credito da parte delle PMI, ha contribuito allo sviluppo di un nuovo modello, l‘equity crowdfunding. Il modello equity prevede un finanziamento sotto forma di capitale di rischio al fine di ottenere delle quote di partecipazione nella società.
Il CF è quindi in crescita e nel 2017 dovrebbe divetnare una delle forme di business più serie e praticabili (a chi ha buone idee, ovviamente)

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