Trumpnomics e Investimenti. Che fare?

Tutti gli analisti del programma di Trump concordano nel ritenere imprevedibili le decisioni del neoPresidente americano in campo economico. Promuoverà o no il rialzo dei tassi? Caccerà o si terra Janet Yellen? Farà saltare l’Obama Care?  Per ora occorre limitarsi ai fatti già accaduti e, come tali, misurabili.

AZIONI: poche parole da impegnare qui. L’azionario ha tenuto. Il sentimento dei grandi fondi speculativi verso Donald Trump è negativo, ma ciò si è visto solo nelle prime ore dopo gli exit poll, quando si è cominciato a capire che Trump stava vincendo. La finanza ha speso soldi per i Clinton boicottando Trump e le news sulla sua possibile vittoria avevano affossato (momentaneamente) le borse. Passata la sbornia di qualche ora, i mercati si sono tranquillizzati. E’ una indicazione ovvia, ma giova sempre ripeterla: se vogliamo tradare le azioni per un breve tempo, occorre guardare esclusivamente l’andamento grafico. Se, invece, ragioniamo su investimenti di lungo periodo, le condizioni macroeconomiche non possono essere trascurate e vanno accompagnate alle analisi grafiche sull’andamento dei prezzi su time frame molto lunghi, come il settimanale. Uno degli analisti che preferiamo – Bill Gross – ritiene che dall’elezione di Trump possiamo aspettarci buone performance dal settore produttivo militare e dalle aziende sanitarie. Aggiungiamo, che dovrebbero essere invece penalizzate tutte quelle aziende che si occupano di mediazione e che sono legate alla mondializzazione come facebook, twitter e mondo social in generale. Con Trump (se darà seguito a quanto detto), l’investitore dovrebbe dare più spazio alla produzione reale dei beni, dunque, e meno a quella finanziaria, pubblicitaria e d'”influenza” dei consumi.

OBBLIGAZIONI: qui viene il bello. Dal giorno fatidico dell’elezione abbiamo visto questo: i prezzi delle obbligazioni sono scesi drasticamente, gli spread a sfavore dei paesi più indebitati (come l’Italia) sono aumentati ed il rendimento delle obbligazioni (in virtù della legge inversa che li caratterizza) sono aumentati. Non vediamo il motivo per il quale questa situazione dovrebbe modificarsi.

Per la prima volta dal 2015, il nostro bond decennale, il BTP, è crollato nel prezzo, mentre il rendimento ha superato la soglia psicologica del 2%. Come leggiamo sul Wall Street Journal: “Trump non ha mai fatto mistero, durante la campagna elettorale, della sua intenzione di promuovere un programma di politica fiscale espansiva basato sull’aumento delle spese per le infrastrutture e sul taglio delle tasse: una scelta che farebbe crescere l’economia ma che per ora sta facendo montare le aspettative inflazionistiche e, di conseguenza, anche le speculazioni che la Fed alla fine alzi i tassi a un ritmo ancora più forte di quanto previsto”.

La mia PREVISIONE: ok, ok, è stato scritto mille volte che non si fanno previsioni in borsa, quindi lo prendiamo come un gioco, ok?  Secondo chi scrive, se Trump investe soldi in infrastrutture ciò migliorerà l’economia reale, ma non la Borsa. La Borsa, da diverso tempo, è infatti completamente scollegata dall’economia e vive solo sui giochetti interbancari e sulla speculazione dei soliti noti (da Blackrock a Goldman) e su meccanismi perversi di globalizzazione (come la questione dei brevetti in Irlanda). Il mercato azionario americano in questi anni è cresciuto enormemente mentre i dati reali erano falsi e assolutamente fuorvianti, nel senso che gli americani hanno avuto di sicuro più lavoro del 2008, ma si tratta di lavoretti da morti di fame, per inciso, che non hanno consentito di far ripartire per loro e le loro famiglie un progetto di vita. Quindi, a mio avviso, se Trump riesce a migliorare questa situazione ciò non si ripercuoterà in un andamento positivo della borsa (intesa come la borsa americana). L‘inflazione, invece, così come i rendimenti delle obbligazioni, potrebbe crescere e su questo un investitore che ne è convinto potrebbe prendere decisioni profittevoli. Perché per me dovrebbe crescere l’inflazione? Perché credo che Trump indebolirà il dollaro per tenere a bada il debito pubblico.

Ovviamente, se questo scenario verrà confermato nel prossimo anno, sarà un vanto per me. Scriverò ovunque come un pazzo: “io l’avevo detto!” Se mi sbagliassi, invece, l’ho scritto prima che si tratta solo di un giocoso esercizio di stile e quindi confido nel silenzio-assenso dei lettori 😉

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