Banzai! Il Giappone è il primo creditore dei titoli di stato americani

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Non succedeva da un po’, ma oggi ed a causa della Cina, che ha lentamente cominciato a dismettere i titoli di stato americani in suo possesso, il Giappone è tornato ad essere il primo creditore degli Stati Uniti d’America. La quota in mano a Tokyo si è attestata a 1.130 miliardi. I due Paesi, Cina e Giappone,  catalizzano il 37% di debito Usa complessivo (6.000 miliardi sono in mano a investitori stranieri).  La notizia è stata data oggi dall’Ansa e le altre testate che hanno seguito con i commenti vi hanno posto poca enfasi, sottolineando come col calo dei cinesi, gli americani in verità si siano rafforzati. Quello che nessuno ha detto, però, è che il Giappone, pur soffrendo di una stagnazione economica pluridecennale, non ha visto precipitare  il tenore di vita dei suoi cittadini e nel 2016 registra il segno più. L’America risulta ancora il Paese più indebitato del mondo ed il Giappone ne detiene la quota principe.

Una domanda sorge allora spontanea per i liberisti che si sono affannati in questi anni a criticare la gestione politica della moneta ed a favore delle austerità merkelliane.

MA IL GIAPPONE NON DOVEVA FALLIRE?

Molti blog finanziari (concorrenti a micidial e di ben più lunga e consolidata fama) lo hanno sostenuto almeno dal 2013. Noi, pur appena nati come analisti online, abbiamo invece sempre detto che un paese a sovranità monetaria, come il Giappone, non può fallire. E’ una questione tecnica, oltre che etico-sociale, ma, si sa, l’ideologia neoliberista non ha nulla a che fare con la conoscenza, trattandosi, in pratica, di una religione che ha come Gesù economisti la cui tombe sono visitabili: Von Hayek e Milton Friedman su tutti. I critici dell’abeonomics (dal nome del premier giapponese Abe) sono ancora molto attrezzati e dalla bocca larga, visto che in effetti in Giappone non c’è stato il “boom” economico che qualcuno si prospettava. Il punto chiave da comprendere, però, è un altro. In Giappone la disoccupazione è diminuita nonostante la presenza di un vicino di casa piuttosto ingombrante, la Cina, che per dimensioni è 3 volte l’Europa e che da qualche anno sta monopolizzando il fatturiero mondiale. non solo il Giappone ha retto, ma è addirittura da qualche ora il primo creditore degli Stati Uniti d’America. Tutti, vorremo fallire così…

Ecco come commenta la situazione nipponica il sito infomercatiesteri  legato alla Farnesina (ministero degli Esteri) e aggiornato al 29 novembre 2016:

“Il Giappone rappresenta, in termini di PIL, la terza potenza economica mondiale dietro gli Stati Uniti e la Cina. Nonostante il lungo periodo di stagnazione che il Paese vive dagli anni ’90, la crisi internazionale innescata dalle vicende della Lehman Brothers e i profondi danni morali e materiali provocati dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo 2011, il sistema economico giapponese continua a rimanere tra i piu’ solidi e sviluppati.

Sulla base dei dati provvisori di contabilita’ nazionale, nel terzo trimestre del 2016 l’economia giapponese e’ cresciuta del 2,2% su base annua e dello 0,5% sul trimestre precedente. L’espansione dell’attivita’ economica e’ stata sostenuta in larga parte dall’export, cresciuto del 2%”

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