L’India Confisca l’Oro Fisico. Decisione Storica e Ottima notizia!

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Questa notte, funzionari di Stato e polizia in India hanno iniziato a confiscare l’oro ai privati cittadini. Una decisione drastica che si accompagna all’abolizione del contante di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi. Siamo stati tra i primi siti web in Italia a parlarne, denunciando il caos in cui il Presidente Narendra Modi aveva gettato uno dei più grandi e importanti Paesi del mondo (1miliardo e 200 milioni di abitanti).

“Saranno salvate dalla confisca dell’oro Indiano – ha minacciato il governo – solo le mogli che detengono gioielli d’oro per un peso complessivo inferiore ai 500 grammi e le donne celibi che detengono oro per meno di 250 grammi. Gli uomini potranno detenere oro per massimo 100 grammi.”

Modi ha costretto milioni di indiani a fare file interminabili (in fila indiana?) per convertire le banconote (rupie) di medio e grande taglio in banconote di piccolo taglio. Lo scopo è quello di far emergere il lavoro nero e le transizioni in nero che sono, tuttavia, l’anima del commercio e dello stile di vita in India da decenni. A quanto pare, oltre l’80 per cento delle transizioni avveniva in banconote e con questa decisione il Presidente ha dato una svolta epocale all’economia del Paese. Vantaggi? L’emersione del sommerso, off corse. Svantaggi? Preparare la morte fisica di molti indiani nel breve periodo e organizzare un controllo orwelliano sui cittadini.

Ma cosa c’entrano l’oro fisico, i gioielli, i lingotti, le monete auree con l’abolizione del contante?

A quanto pare, la decisione governativa sul contante non sarebbe definitiva. Dopo aver obbligato i cittadini a cambiare le banconote di medio taglio, lo Stato indiano dovrebbe coniare ed emettere due nuove banconote. E’ del tutto evidente che chi attualmente detiene grosse quantità di banconote old style si troverà in serie difficoltà legali a chiederne il cambio. Immaginate che capiti a voi di dover cambiare 2-3 milioni di euro di cartamonete da 100 euro in banconote da 5 euro. Pensate che la Finanza non vi chiederebbe nulla sulla provenienza di tutto quel denaro in contanti? Nel caso il cittadino di turno facesse l’indiano (vabbè, qui le battute vengono facili) e non riuscisse a dimostrare la provenienza dei soldi, subirebbe un autentico salasso, con punte di gran lunga superiori al 50 per cento di quanto chiesto in conversione. Molti indiani, dunque, hanno preferito l’oro! Il ragionamento è semplice: siccome le banconote accumulate di medio e grosso taglio non mi servono per le spese correnti, ma vengono tesaurizzate, perché rischiare le sanzioni e le lunghe code agli sportelli? Meglio cercare di tesaurizzare l’oro, che tanto potrà sempre essere scambiato con le banconote indiane di nuovo conio. Dunque la decisione del governo di confiscare il biondo metallo è sensata e rientra nel quadro complessivo dell’abolizione (provvisoria?) del contante.

Io ritengo, nonostante le apparenze, che questa sia un’ottima notizia perché ci fa vedere, in diretta, la bontà di un ragionamento che abbiamo proposto qui diverse volte. In occasione di crisi finanziarie e non, i beni fisici valgono immensamente più di quelli nominali, come la cartamoneta. L’oro in queste occasioni torna protagonista, come millenni di storia hanno dimostrato. Se l’oro non valesse nulla, il governo indiano non si scomoderebbe di certo per cercare di confiscarlo alle famiglie e se anche lo abolissero (e parliamo di fantascienza, visto che in India hanno un vero e proprio culto dell’oro) gli indiani che lo posseggono potrebbero sempre trovare chi lo compra, a Nuova Dheli come all’estero. Vi assicuro: con un cambio con la rupia di carta ben superiore al prezzo ufficiale fissato dalla Borsa Valori. Pensateci: la vecchia moneta non potrà più essere scambiata con la nuova, ma l’oro si.

E’ pur vero che ora il Gold è oggetto di un’operazione di polizia su vasta scala. Potrebbe benissimo accadere anche da noi e inficiare tutto il ragionamento sull’investimento in metallo prezioso.

Ma un bene, per essere confiscato, deve prima essere trovato …

2 Commenti

  1. Stessa cosa fatta nella rivoluzione francese…
    Li successivamente misero le Banche, gli assegnati… odierno moneta FIAT.
    Ma non tutti furono d’accordo… La VANDEA NO!

    • Ottima osservazione Orazio, anche se, per dirla tutta, la situazione allora era strutturalmente diversa, nel senso che mancavano i beni. Prima della rivoluzione industriale, infatti, le crisi erano date dalla carenza di beni. Oggi, le crisi sono date dalla sovrapproduzione di merci.

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