L’Indice Economico da tenere d’occhio nell’Era Trump

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Come previsto da tutti, la Yellen ha iniziato un graduale aumento dei tassi. Trump, a gennaio 2017, si insedierà alla Casa Bianca dando avvio al progetto di investimenti infrastrutturali promessi in campagna elettorale. Il nuovo trend, salvo smentite operative clamorose, porterà ad alcuni fenomeni come l’aumento dell’inflazione negli Stati Uniti, la parità tra euro e dollaro e l’aumento del prezzo delle materie prime.

Quest’ultimo elemento, l’aumento del prezzo delle materie prime è il più interessante per l’investitore e l’analista economico. Come amo ricordare, infatti, gli asset d’investimento non sono infiniti ed è buona norma raggrupparli in 5: obbligazioni, azioni, immobiliare, metalli preziosi e materie prime.

Le obbligazioni (bonds) ed i fondi obbligazionari potrebbero trovarsi in serio affanno a seguito dell’aumento dei tassi, ma la stessa cosa non si può dire per le materie prime (commodities), che invece sono acquistate quando vengono effettuate degli investimenti.

Per capire cosa succederà alle materie prime nel lungo periodo possiamo usare lo specchietto retrovisore, il Pil dei paesi emergenti e gli indici PMI. Per guardare oltre la siepe con le materie prime, infatti, può essere più utile l’“indice dei direttori degli acquisti”. Questi indici PMI, infatti, rappresentano delle indagini condotte su un campione di aziende in cui gli intervistati sono proprio i responsabili, i direttori, del settore acquisti. Come sanno (quasi) tutti, ogni azienda di grandi dimensioni è organizzata attraverso uffici amministrativi, commerciali e acquisti. Ebbene, la lista della spesa di questi ultimi ci può dire come andranno prossimamente rame, alluminio, grano, petrolio, ecc.

DOVE TROVO QUESTI INDICI PMI?

Ogni indice PMI può assumere un valore compreso tra 0 e 100: se tutte le risposte indicano miglioramento, allora l’indice tenderà verso il 100. Quindi, 50, è il baricentro da tenere sempre sotto osservazione.

Per quanti riguarda l’Europa, l’indice PMI viene registrato dagli analisti dell’istituto Markit nella versione denominata Flash, ma vi sono anche molti altri analisti indipendenti che riportano i dati. Ad aprile 2016 negli Usa si fotografava un calo.

Oggi, e soprattutto dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni, l’indice PMI si è girato nettamente sopra la fatidica quota 50 e sfiora i 54 punti.

Tra le materie prime, da tenere in esame il petrolio che potrebbe tornare a quota 70, il rame e l’alluminio. Per investire in questi prodotti con c’è che l’imbarazzo della scelta, essendo tutti “acquistabili” sotto forma di etf e/o di etc, cioè di prodotti finanziari in grado di replicare fedelmente l’andamento della materia prima sottostante.

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