Putin di nuovo sotto attacco

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Dite la verità: vi eravate illusi vero? Estimatori e non estimatori della Russia del Presidente Putin avevano pensato che dopo il voto estivo Brexit e quello recente  a Donald Trump sarebbe seguito un periodo di calma piatta, di toni bassi (per usare un’espressione cara a Napolitano) o di pace relativa. Invece, quello che stiamo registrando in questi giorni assomiglia più ad una tempesta. Putin è tornato prepotentemente sotto attacco perché la sua leadership minaccia mortalmente l’establishment finanziario globalista, che purtroppo non è affatto in agonia, avendo a disposizioni miliardi di dollari.

Le direttrici di questo attacco sono 4: Siria, sanzioni economiche, opinione pubblica, Ucraina.

1.La Siria. Sul Medioriente non c’è molto da dire. Aleppo è stata liberata in queste ore grazie ai raid aerei russi e al suo prezioso servizio di intelligence sul territorio, che ha abilmente utilizzato gli infiltrati ceceni e l’esperienza maturata a Groznij. Aleppo è una città piuttosto grande, più di Milano, per intenderci e per oscurare questo successo decisivo di Putin e  Assad verso la vittoria finale bisognava oscurare mediaticamente la cosa con una dispendiosa campagna di reconquista a Palmira. Una piccola vendetta di Obama e del clan Clinton. I nostri media, che dimostrano ancora una volta la loro malafede – e a dispetto del popolo italiano che ha appena votato anche CONTRO di loro –  evitano accuratamente di parlare della grande vittoria di Aleppo, ponendo enfasi sulla tragedia umanitaria della città e sul ritorno dei ribelli a Palmira. In realtà le storture sono evidenti, e mentre i terroristi di Aleppo cercano di fuggire mescolandosi tra i profughi, il manifesto, giornale diventato di destra, titola: “l’Occidente abdica, Aleppo in mano alla Russia” . Il che, a ben pensare, è una bella ammissione di colpa. Tuttavia, se i terroristi di Aleppo godono di un salvacondotto per la resa incondizionata, che risparmierà loro la vita, i media europei no.

2.Le sanzioni. Ancora oggi, Hollande e Merkel, la cui decadenza morale (e fisica) è sotto gli occhi di tutti, si sono incontrati per ribadire le sanzioni ed anzi accelerarne il corso. Con la scusa di Minsk si sono appena dichiarati favorevoli ad una estensione delle sanzioni. Proprio in queste ore Putin ha risposto per bocca di Assad, il quale ha riferito che farà affari solo con Russia, Iran e Cina e non con l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Il piano di Hollande di «proiezione» coloniale è, dunque, completamente fallito. La buona notizia per i cittadini francesi è, invece, che sono terminati – e chissà come mai – anche gli attentati terroristici in Francia … Evviva il caso!

3.Ucraina. Vedi al punto 2. Dopo l’omicidio del Comandante Motorola nell’atrio della sua abitazione, rimango in attesa di altre provocazioni alla Russia, registrando però che l’attentato non ha sortito alcuna reazione scomposta da parte di Putin e della Resistenza nel bacino del Donestk

4.Opinione Pubblica. La reductio ad Hitlerum di Putin continua con la demenziale vicenda degli hacker russi che avrebbero fatto vincere Trump. Ora, senza farla troppo lunga: vi pare possibile che il Paese che ha inventato il personal computer e Internet e che ha dato i natali a Bill Gates e Steve Jobs, cioè il Paese dell’informatica, si faccia infinocchiare dai russi? Cioè da un nazione che manco è tutta in Rete? Suvvia.. Ad ogni buon conto, Putin vince qualsiasi sia lo scenario. Nel caso abbia deciso la vittoria di Trump, allora abbiamo a che fare con un genio assoluto. Vincere senza combattere!!! Neanche Sun Tzu nell’Arte della Guerra avrebbe saputo fare tanto. Nel caso, invece, che il capo del Cremlino non c’entri nulla con le elezioni americane, la propaganda non sposterà di una virgola l’unica opinione pubblica che conta veramente per Putin: quella eurasiatica.

CONCLUSIONI. Attendiamoci una false flag, cioè l’operatività sotto falsa bandiera in qualche area vicina alla Russia. E’ l’unico modo per i neocon americani di tentare una via d’uscita con Putin. Finora, il loro attacco diretto non sta funzionando.

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