Reddito: Pugliesi primi, Veneti ultimi (anzi, penultimi)

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Quando incontro un uomo non gli chiedo mai: «chi sei?», ma «dove stai andando?». Non so dove ho letto sta roba, ma come adagio torna utile se analizziamo l’andamento economico delle varie comunità sparse per il mondo, nel senso che il trend in atto è più importante del successo pregresso. E se guardiamo alla tendenza economica le sorprese non mancano di certo. In questi giorni il prestigioso osservatorio di fama nazionale  della Cgia di Mestre  ha dispensato dati a destra e  a manca sul Pil, il prodotto interno lordo delle regioni italiane. Sul Veneto, locomotiva economica dell’intero Paese insieme alla Lombardia, il dato sarebbe confortante, attorno all’1,3 per cento di crescita.

“Grazie al deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, ai prezzi dei prodotti petroliferi in caduta libera e ai tassi di interesse prossimi allo zero, si va consolidando la ripresa economica sia nel Veneto sia nel Nordest, anche se speravamo in una crescita economica più vigorosa che, comunque, sarà superiore  al dato medio nazionale”.

Con queste parole, la Cgia chiude l’analisi sulla piccola e media impresa nel triveneto.

Ma le cose stanno veramente così?

Nelle ultime ore Unioncamere, attraverso il sito dell’Ansa, fa invece sapere che il risultato del Veneto è di gran lunga sotto le aspettative: un misero 0,8 per cento! Dunque, il pil al nord stenta a tornare ai vecchi splendori e i dati degli analisti sono molto discordanti. Non solo: se invece del PIL guardiamo alla ricchezza delle famiglie, ecco che il dato si fa non solo delundente, ma addirittura drammatico.

Osserviamo il grafico qui sotto:

Come si può ben notare dalle fredde cifre, il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni del nord langue abbondantemente al di sotto dell’1 per cento di progresso rispetto allo scorso anno. Ultima in classifica per crecita di reddito, la Val d’Aosta che, tuttavia  – e non ce ne vogliano gli amici valdostani – non fa molto testo visto l’esiguo numero di abitanti. Sorprende invece proprio il Veneto che ricopre la penultima posizione in classifica. I veneti, considerati ricchi e logisticamente fortunati, crescono solo dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente.

Ma l’osservazione più utile, è un’altra ancora: a fronte di un aumento di circa l’1 per cento del pil (media spannometrica tra i dati unioncamere e cgia), le famiglie ne godono appena dello 0,2… ulteriore dimostrazione che la ricchezza si accumula sempre di più nelle mani di pochissime persone e, certamente, a svantaggio della comunità.

Per i più curiosi aggiungiamo che il Lazio è la regione con il pil più alto per abitante nel Centro, mentre è l’Abruzzo per le regioni considerate “del Mezzogiorno”. Nel periodo 2011-2015, l’occupazione è cresciuta solo nella Provincia autonoma di Bolzano (e secondo chi scrive, proprio perchè è autonoma).

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