Un Comodo Bignami per Capire Banca MPS

Banca MPS… dite la verità, non ci avete capito niente vero? Eppure non è troppo difficile, solo che raccontano tante quisquilie senza arrivare al cuore della questione e questo, occorre ammetterlo, fa molta confusione (apposta?). Comunque ci pensa micidial, con un bignami ipersintetico sull’intera questione. Come diceva quel tale di Napoli, io speriamo che me la cavo.

PREMESSA: La Banca è stata da sempre gestita da una Fondazione a nomina politica. In pratica, si tratta di una Banca che, più di altre, veniva gestita su nomina dei politici toscani locali. In cambio, questi dirigenti di nomina pubblica finanziavano tutta una serie di attività, anche lodevoli, dallo sport agli eventi culturali, agli ospedali di Siena e limitrofi, all’Università. Tutto questo è ok (con i dovuti distinguo), in un paese sovrano, ma operando in un Paese colonizzato da tedeschi e americani, come l’Italia, si tramuta in un guaio enorme perché Mps finanziava per voto di scambio in pratica, senza tenere conto della profittabilità dei crediti concessi  e ora i coloni, i tedeschi in primis, chiedono di pagare senza rompere troppo le palle. Niente santarellini qui, amici, in Veneto, ad esempio, accadevano cose simili e così dopo Mps sono le venete a soffrire maggiormente. I tedeschi soffrono di situazioni del tutto analoghe, ma vengono usati due pesi e due misure perché noi siamo i colonizzati e loro i colonizzatori.

I DERIVATI: per mascherare i bilanci, i dirigenti MPS hanno avuto la brillante idea di spalmare le perdite negli anni avendo sottoscritto prodotti finanziari che facevano vedere utili laddove non c’erano. Il meccanismo è complicato e riguarda la matematica finanziaria. Ve la risparmiamo perché non serve a nulla conoscere i dettagli tecnici sui derivati, se non a perpetrare in futuro questi errori criminali.

DRAGHI: l’essere (non posso definirlo diversamente per evitare querele) che risponde al nome di Mario Draghi ha consentito, senza controllare, una delle operazioni finanziarie più spericolate della storia finanziaria italiana, cioè l’acquisto da parte di Mps di Banca Antonveneta. Come scrivono quelli del Post: “si tratta di uno storico istituto bancario italiano finito in crisi e acquistato prima da un gruppo olandese e poi da uno spagnolo. In quei mesi il settore bancario era in crescita ed MPS era una belle poche banche che non avevano compiuto grosse acquisizioni negli anni precedenti. Inoltre, proprio in quei mesi, politici e opinionisti parlavano spesso della necessità di mantenere “italiana” BAV. Alla fine del 2007 MPS ultimò l’acquisizione, ma molti fecero notare che appena pochi mesi prima BAV era stata ceduta al gruppo Santander per appena 6,6 miliardi di euro: in pochi mesi MPS aveva pagato per la stessa banca un prezzo quasi doppio”.

I SALVATAGGI: tutti parlano del salvataggio di questi giorni, ma pochi ricordano che Banca MPS è già stata salvata dallo Stato italiano in due occasioni, nel 2009 e nel 2012

I CREDITI DETERIORATI: è pieno di anglofili in questo mondo decadente e fallito, e allora li chiamano NPL. Si tratta semplicemente di 27 miliardi di euro di PRESTITI CHE LA BANCA NON RIESCE A FARSI RESTITUIRE. Non pensavate fosse così semplice eh? Eppure è solo di questo che si tratta.

LA SOLUZIONE DI QUESTI GIORNI: il nuovo governo Renz, ehm, Gentiloni, ha deciso di aiutare la Banca onde evitare il fallimento. Su suggerimento di Draghi, consumatore abusivo di ossigeno, il Ministro Padoan ha deciso una tranche di 5 miliardi, ma la banca che gestisce l’euro, la Bce di Draghi (si, avete letto bene, è sempre lui che se la canta e se la suona) ha appena reso noto che ne serviranno quasi 9 e non più 5.

  • con  “soli” 5 miliardi da aggiungere, tutti i possessori di subordinate se le vedranno trasformate in azioni. questa operazioni significa, in pratica,  che i soldi li prendono ai possessori di subordinate
  • per aggiungere circa 4 miliardi (e arrivare ai 9 chiesti dalla Bce) occorre un intervento dei privati (fondi assicurativi, investitori ecc.). Se non dovesse bastare, occorrerà prendere soldi anche dai possessori di obbligazionisti senior (almeno una quota).
  • raggiunta la quota richiesta con quest’ultimo sistema, l’Unione Europea (che il Signore la disintegri all’istante) chiederà alla Mps di ripulire il bilancio dai famigerati NPL. Per farlo occorre prendere questi crediti deteriorati e venderli a pochi soldi, ad esempio al 30%. E’ come dire che tu hai un debito con me e non me lo ripaghi, allora io, invece di riscuoterlo, lo “impacchetto”, ne faccio un prodotto finanziario e lo rivendo sul mercato al 30% del suo “valore iniziale”. Quando verrà fatto questo, Mps avrà allora un buco di quasi 10 miliardi di euro e per ripianarlo occorrerà un aumento di capitale. Ecco allora che il valore delle azioni non varrà praticamente niente… ecco come fregano i soldi agli obbligazionisti, sia delle subordinate che, forse, delle senior. Per chi capisce di finanza, essendo le obbligazioni un contratto che prevede la restituzione del capitale investito a determinate scadenze, si tratta di un fallimento mascherato.

NB se non riesce l’aumento di capitale, arriva la Troika in via definitiva, stile Grecia, che è poi il VERO motivo per il quale la Merk, ehm, Draghi, ha chiesto 9 miliardi anziché 5…

E’ proprio il caso di dirlo: tanti, tantissimi auguri.

 

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2 Commenti

  1. Ottima sintesi, concordo in pieno su tutto; mi chiede solo quando riusciremo a far pagare i responsabili ante e post di questi disastri!

  2. Solamente l’uscita e di corsa dall’europa, dall’euro e la ripresa della sovranità monetaria, potranno invertire la rotta.
    Per il momento siamo come una nave il cui comandante (“Schettino” è nulla in confronto), ci sta portando allegramente contro lo scoglio.
    Il silenzio dei media, della magistratura e della MASSONERIA è veramente inquietante.

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