10 segnali per il crollo dell’Europa

I 10 eventi da monitorare nel 2017

Di seguito, i 10 eventi e fattori da monitorare con estrema attenzione nell’Unione Europea nel corso del 2017.

1) Elezioni in Olanda (15 marzo)
Gli investitori rischiano di essere colti impreparati da un nuovo voto anti-establishment, quando l’Olanda, il quinto paese più grande della zona euro, sarà chiamata alle urne a marzo.

I sondaggi indicano una forte ripresa per il Partito della Libertà, anti Islam e euroscettico, guidato da Geert Wilders.
Alcuni investitori hanno ridotto l’esposizione al debito pubblico olandese, il che riflette in parte l’incertezza elettorale.

Dopo che il Regno Unito ha votato a giugno per lasciare l’Unione Europea, Wilders ha detto che anche i Paesi Bassi, uno dei sei stati fondatori di quella che oggi è l’UE, dovrebbero indire un referendum sulla permanenza nell’Unione.

2) Elezioni presidenziali in Francia (15 marzo)
Le elezioni presidenziali francesi ospitano un altro tentativo di insorgenza dell’anti-establishment. Al momento la battaglia, però, non è più tra Le Pen, esponente di estrema destra, e il repubblicano Francois Fillon. Secondo gli ultimi sondaggi il centrista Emmanuel Macron è salito nei sondaggi contro Fillon.

3) Elezioni in Germania
Tempi duri per la Merkel, che ha finalmente annunciato la sua quarta candidatura a cancelliere della Germania per le elezioni che si terranno in autunno 2017.
Dopo il recente attentato a Berlino, monta una nuova polemica contro l’attuale cancelliere per la sua politica di accoglienza ai migranti.
La tendenza potrebbe dare sostegno a delle alternative più “pericolose” per l’Unione Europea.

4) Le trattative della Brexit
Grande attesa a gennaio 2017 per il responso dell’Alta Corte inglese, che renderà nota la decisione sulla necessità, o meno, di passare per il Parlamento prima di procedere con l’iter per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Resta aperto il dibatto sul mercato unico europeo e le trattative si preannunciano complicate.

5) Il piano di salvataggio in Grecia
Occhi sulla finalizzazione del terzo pacchetto di salvataggio in Grecia. Atene spera in un taglio del debito, ma le recenti ribellioni di Tsipras ai suoi creditori europei, concretizzate in decreti che non rispettano il volere dei burocrati di Bruxelles, potrebbero rallentare il processo.

6) Il rapporto USA-Russia-UE
L’elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti dipinge nuovi scenari per gli equilibri della politica internazionale nel mondo.
Scongiurata una vittoria di Hillary Clinton grazie, sembrerebbe, all’intervento hacker dalla Russia che ha svelato nuovi segreti nascosti della democratica, il rapporto tra Trump e Putin si conferma in estrema sintonia. Il magnate repubblicano ha ripetuto più volte durante la sua campagna elettorale che la Russia e Putin non sono dei nemici.
Questa nuova amicizia tra USA e Russia potrebbe causare un aumento dell’avversità percepita tra l’Unione Europea e Putin. Recentemente la Commissione UE ha prolungato le sanzioni applicate nei confronti del Cremlino per le vicende in Ucraina.

7) Il rapporto UE-Turchia

Un accordo di inclusione della Turchia nell’UE sembra improbabile nel 2017, soprattutto a causa della pena di morte e del forte controllo sui media di informazione.
Alla fine di novembre il parlamento europeo, a grande maggioranza, ha approvato una risoluzione per la sospensione dei negoziati sull’adesione della Turchia all’UE.

8) La politica monetaria della BCE
Da aprile 2017 la BCE di Mario Draghi ha in programma la riduzione dell’importo mensile previsto dal QE ma proseguirà fino almeno tutto il 2017. Gli esperti hanno iniziato a parlare di tapering ma Mario Draghi non è della stessa opinione: l’economia dell’Eurozona continua ad avere bisogno di stimolo monetario, almeno fino a quando i governi non implementeranno le riforme necessarie a sostenere la crescita.

9) Gli sviluppi nei mercati finanziari
Entriamo in un territorio difficilmente prevedibile. I trader tengono gli occhi puntati sul comparto bancario, soprattutto quello italiano. L’euro è in discesa contro il dollaro, il che dovrebbe sostenere tutte le aziende europee che commerciano con gli USA. I mercati emergenti potrebbero non incassare in modo resiliente il proseguo della normalizzazione dei tassi nel 2017, mentre il prezzo del petrolio si conferma essere uno dei topic principali per il prossimo anno.

10) L’euroscetticismo
La vittoria del Sì alla Brexit lo scorso giugno ha cambiato per sempre il debole equilibrio europeo. Il 2017 sarà il banco di prova.

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