Come fece Soros a speculare sulla Lira

Come ha fatto il miliardario americano George Soros ad affossare la Lira nel 1992? Dite la verità, spesso questa cosa si legge in giro, ma sapete davvero come fece? Beh, iniziamo col dire che Soros fece il suo mestiere, cioè approfitto di una situazione chiamata inefficenza del mercato. Egli aveva notato che la Lira, da qualche tempo entrata nel sistema dei cambi fissi denominato SME, non era coperta dalla banca di riferimento dello Sme, cioè la Bundesbank. Detto diversamente, Soros comprese che la Lira era una moneta forzatamente legata assieme ad altre valute più forti, in particolare al marco tedesco, ma senza che però vi fosse alcuna copertura da parte della banca che emetteva il marco. E’ un po’ come dire che una fanciulla giovane e bella, ma indifesa, alla morte prematura dei genitori viene ospitata a casa dello zio cinico ed egoista che la fa dormire al pian terreno con la porta aperta. E’ evidente che un malintenzionato che se ne accorge può abusare della ragazzina, se lo zio se ne sta al piano di sopra a farsi gli affaracci suoi. Ecco, sostituite la parola “Zio” con Bundesbank e la parola “malintenzionato” con Soros e avrete presto capito che la fanciulla bella ma senza protezione era, nel 1992, la nostra moneta nazionale, la Lira.

“Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank – ha ammesso Soros diversi anni dopo –  che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere”. Nessun segreto, insomma. Nessuna informazione riservata o soffiata nei salotti dell’alta finanza. Solo una lucida, ma spietata, comprensione della realtà, che Soros sintetizza con nuna formula particorlamente efficace: “Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

Sotto un profilo tecnico, l’attacco di Soros avvenne col trading. Qualcuno di voi saprà (spero…) che è posibile guadagnare coi titoli finanziari anche andando allo scoperto, cioè scommettendo su una loro discesa. Ciò vale anche per le valute. La società di allora di Soros, il fondo Quantum, capito che la lira era senza protezioni, la vendette al ribasso (allo scoperto), cioè guadagnò dalla differenza di prezzo dopo una compravendita massiccia che contribuì a spingerne le quotazioni sempre più in basso. Inutile spiegare qui come funziona uno short, di fatto basti sapere che è possibile scommettere sul ribasso di una valuta. Soros però incrementò l’attacco soprattutto comprando dollari contro lire. La banca d’Italia fu costretta a vendere valuta straniera di riserva per sostenere il cambio fisso pattuito con lo sme, per circa 48 miliardi di dollari. L’affossamento della Lira servì poi al sistema dei magnamagna internazionali per aumentare le tasse (l’ici arrivò proprio allora) e mettere le mani sui beni statali: colossi come Eni, Enel e Telecom – società strategiche e preziosissime – oggi risultano praticamente rovinate o ridimensionate da questi pescicane.

La cosa più interessante è, però, un’altra? Perchè uno Stato dovrebbe ficcarsi in un guaio come il cambio fisso?

Ebbene, non c’è nessun motivo valido. E’ una decisione economica stupida, determinata solo da interessi dietrologici di tipo speculativo o addirittura antistatali.

Fingete, per un attimo, di essere un produttore di merci che vengono vendute fuori dal Paese. Se nel sistema del vostro Paese questa cosa è dominante, si avrà una forte domanda della vostra valuta nazionale ed il cambio sarà destianto ad apprezzarsi. Vendete beni in America e l’America deve pagarli in Lire? bene. Le lire si apprezzeranno al cambio col dollaro. Se invece, all’opposto, prevale la domanda di dollari perchè in questo Paese si comprano molte cose dall’America, allora la Lira si deprezzerà nei confornti di quella valuta. Già, ma tutto ciò accade se il cambio non è fisso. E se invece, come per la lira del 1992 o per l’euro oggi, il cambio è FISSO?

Lasciate che ve lo dica in francese: sono cazzi amari!

Sono volatili per diabetici perchè se non c’è l’equilibrio, ma avete per legge il cambio fisso, occorre ripristinarlo, massacrando le casse di Stato come fece l’Italia nel 1992 (ci fu persino un prelievo forzoso dai conti correnti…). Di solito, si vuole la stabilità della moneta contro le altre per l’incubo inflazione. Un falso, falsissimo problema, se chi gestisce il Tesoro sa cosa sta facendo. Col sistema NON fisso dei cambi si può avere svalutazione, non necessariamente inflazione.

Svalutazione è una parola. Inflazione è un’altra. Sennò avrebbero usato una stessa parola, se il concetto fosse stato lo stesso. Svalutare la moneta significa fare in modo tale che essa non abbia un cambio fisso con un’altra moneta o con un sistema di altre monete.

Ad esempio. Se uno Stato emette la moneta denominata pizzadefango e questo stato ha fatto degli accordi per un cambio fisso, per dire, con il dollaro, questa moneta aumenterà o diminuirà il proprio prezzo nei confronti di tutte le altre valute a seconda dell’andamento del dollaro. Se invece questa pizzadefango non ha un cambio fisso con nessun’altra valuta, allora il suo prezzo sarà determinato dai rapporti d importazione e di esportazione di beni e da altre dinamiche che riguardano la cosiddetta bilancia dei pagamenti.

Inflazionare la moneta, invece, significa fare in modo tale che essa perda progressivamente potere d’acquisto nei confronti di altri beni e servizi. Seguendo l’esempio di prima, al cittadino residente di uno stato che emette la pizzadefango, nel tempo, occorreranno oggi più pizzedefango di ieri per acquistare lo stesso tipo di merce alla stesa quantità.

Andando su esempi più attinenti al mondo delle valute, inflazionare l’euro, ad esempio, significherà determinare un diverso cambio dello stesso nei confronti di altre valute, inflazionare l’euro invece significherà che il cittadino possessore di euro per acquistare lo stesso identico bene avrà bisogno oggi di più euro di quanto gliene venivano richiesti ieri.

Non è la stessa cosa, cari, non è la stessa cosa manco per niente. E chi sostiene che alla svalutazione della moneta corrisponde inflazione della moneta potete rispondere con una pernacchia perché, o non sa di cosa sta parlando, o è in perfetta malafede.

La situazione attuale, partita però ai primi anni Novanta col sistema di cambi fissi denominato Sme, è esattamente quella di una moneta, l’euro, che non si può svalutare perché è un sistema di cambi fissi. In pratica l’euro è sta roba qua, un cambio fisso.

Si tratta di un ragionamento teorico? Bah, diciamo che tutti gli esempi storici ci dicono che a svalutazione NON corrisponde inflazione parallela, ma anche senza andare a scomodare i casi più recenti (Polonia), pensiamo a cosa accadde proprio in Italia nel 1992, quando la speculazione americana capitanata da George Soros costrinse l’Italia ad uscire dal sistema dei cambi fissi dello Sme (nonno dell’euro). In quel caso la moneta nazionale italiana, la lira, si svalutò del 20 per cento, ma non vi fu in Italia una inflazione della lira. Anzi, l’anno successivo, nel 1993, l’inflazione SCESE dal 5 al 4 per cento. Quindi, giova ripeterlo, chi associa la svalutazione della moneta all’inflazione o parla per sentito dire, e quindi è un cretino, oppure è in malafede.

L’idea di base degli stolti che legano la svalutazione all’inflazione è che le materie prime con la moneta svalutata costerebbero di più e questo andrebbe a ricadere sui beni in vendita. Il petrolio su tutto.  Ma ciò non si è verificato quando si è svalutata la moneta in passato. ANZI…

Altro esempio sempre sul caso materie prime che aumenterebbero e moneta che andrebbe in situazioni africane ecc.: rima dell’arrivo dell’euro fisico dentro i nostri portafogli, l’euro fu adottato legalmente. Cioè non circolava ma servia per le transazioni di un certo tipo e venne ufficialmente introdotto nel sistema dei cambi. Ciò avvenne nel 1999. Ebbene, l’euro appena arrivato si svalutò oltre il 25 per cento, fece un vero e proprio TONFO in termini di svalutazione, ma non vi fu impennata inflattiva a causa del petrolio. La benzina non andò alle stelle, insomma. Semmai ci fu inflazione nel 2002, con l’euro in portafoglio, e soprattutto a causa di scarso controllo del doppio pagamento che fu utilizzato in quel periodo, ma non fu comunque pari alla svalutazione del 1999 e la benzina alla pompa non aumentò a dismisura.

CONCLUSIONE: l’euro ci costringe al cambio fisso, non ha nesun margine… persino lo sme consentiva un margine: l’euro nessuno. Questo sistema di cambi fissi ha affossato l’economia italiana senza se e senza ma e non rispetta le dinamiche “naturali” proprie della bilancia dei pagamenti.

3 Commenti

  1. Cerco da tempo dettagli sull’aspetto tecnico, senza però avere successo:
    Quali strumenti ha usato Soros? Contratti forward?
    Quanto scoperto poteva fare un fondo hedge all’epoca?
    Gli enti di vigilanza potevano agire per cautelare tale rischio in maniera tempestiva e in libero mercato?
    Ci sono state controparti significative oltre a lui?

    • Allora in borsa si mormorava che dietro Soros vi fosse un noto agente di cambio…,c’erano ancora, la verità?

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