La Merkel si sveglia solo ora sull’Italia per favorire i candidati europeisti alle Elezioni

La Merkel entra a gamba tesa negli affari italiani e, da tipica mangiapatate, ci fa la solita morale sul debito, sul deficit e persino sulle marmitte della Fiat. Non è certo la prima volta che la Germania interferisce nelle cose italiane, ma di solito usa la Banca di suo riferimento, la Bce, o qualche sgherro di Bruxelles. Stavolta, invece, Rebecah Doroteha Kasler (vero nome della Merkel) si espone in prima persona e va all’attacco, forse rafforzata dalla sponda cinese registrata a Davos, in Svizzera, dove i tirapiedi del pianeta si sono ritrovati per decidere delle nostre vite. In queste ore gli analisti si sforzano di rintuzzare gli attacchi merkelliani, sostenendo che l’Italia ce la può fare, che abbiamo fatto le riforme, oppure, al contrario, che dobbiamo ripudiare il debito, che è la solita culona inchiavabile ecc. ecc. Insomma, anche di fronte a questo attacco, ci troviamo col solito repertorio di scaramucce tra i sovranisti dell’ultima ora e gli internazionalisti antitaliani. Invece, il motivo di questo attacco non ha a che fare con alcuna questione contabile, ma è tutta politica. Come da semrpe, peraltro. Alla  manovra mancano oltre 3 miliardi? Può anche essere – trascuriamo per una volta e  per carità di Patria le fesserie sui “soldi che non ci sono” – ma quando è stata fatta questa manvovra? In autunno! E poi tra quisquilie e pinzillacchere, come da tradizione, è stata approvata dal governo. Eh già, ma da quale governo?

Il Governo di Renzi è padre di questa manovra finanziaria e i tedeschi le calcolatrici le sanno usare benissimo. In fase referendaria (quando i conti li conoscevano già TUTTI), si sono guardati bene dal sollevare problemi sulla manovra italiana. L’economia può anche andare a puttane e il deficit fa bene al cuore, se c’è da salvare un governo amico, com’era quello di Renzi, aperto al globalismo economico e alla svendita del Paese. Ora, invece, bisogna attaccare per fare da sponda alle elezioni olandesi, il cui candidato viene enormemente favorito se in casa nordica si ricomincia a parlare dei kattifen alleaten. Ieri erano i greci, ora tocca a noi.
In Olanda il 15 marzo si voterà per il rinnovo dei 150 membri della Camera dei Rappresentanti. Il Dutch Freedom Party (Partito della Libertà) guidato dal leader populista xenofobo, Geert Wilders, è in testa ai sondaggi.
Ma c’è una bella notizia: la Merkel non può vincere questa battaglia perchè di fronte – in verità – non si ritrova solo dei nani come Wilders, ma pezzi da novanta come Putin e Trump. In pratica, i crucchi stanno di nuovo perdendo. Dopo la Brexit la loro sorte è segnata e se anche olandesi e francesi avessero l’illuminazione ecco che l’incubo Weimer potrebbe tornare in Germania. Non occorre nemmeno chiedersi perchè si incaponiscono così tanto. Basta studiare la storia, anche recente. Di fronte al baratro i tedeschi hanno sempre fatto un passo avanti. Nel 1942, quando le sorti della guerra si stavano delineando in modo chiaro, accellerarono lo sterminio nei lager e spinsero ancora di più nella direzione della soluzione finale, mentre sarebbe bastato così poco per salvare il III Reich dalla catastrofe. Per fortuna allora si incaponirono ancora di più e vennero brutalmente sconfitti. Succederà anche stavolta.

1 Commento

  1. Molto centrato anche questo pezzo.
    Il libro e’arrivato 3 giorni fa lo sto leggendo avidamente anche se a strappi, perche’ purtroppo qui’ da noi la natura sta mostrando tutti i suoi potenziali piu’ nefasti e ti assicuro che la situazione e’ piu’ disgraziata di quello che viene mostrato dai media.
    Grazie per la dedica con riferimento all’amicizia, uno dei valori fondanti della buona Filosofia che insegna in primo luogo il vivere saggiamente.
    PS: Consiglio vivamente la lettura del libro “Putin e la filosofia” a tutti i frequentatori del blog.

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