L’Unità chiude? Per forza, con quei Titoli

C’era una volta l’Unità di Gramsci, giornale che univa le informazioni alle battaglie sociali. Ideologica, partigiana e soprattutto genuina. Poi sono arrivati i Veltroni con i loro gadget, e le Concite coccolone, con il loro moralismo. Ed ecco che ora il giornale che fu di sinistra piange miseria e rischia la chiusura. Ma perchè nessuno legge più volentieri giornali come l’Unità? Io credo, senza tanti giri di parole, che il vero e unico motivo della decadenza sia dovuto al fatto che quella scuola di giornalismo ha rinunicato a raccontare quello che succede, ma racconta ciò che crede accada, e senza mai mettere un piede fuori dalla redazione. Questo è anche il motivo per il quale TUTTA la sinistra europea è in crisi. La sinistra da molti, troppi anni, non mette il naso fuori dal salotto e trasmette solo le cose che ha letto in “alcuni” libri o, peggio, negli articoli di altri giornali gemelli. Negli ultimi tempi, ad esempio, l’Unità ha sparato il seguente titolo: “la Germania cresce perchè ha i migranti”. Ora, sostenere e, peggio, titolare una cosa del genere significa avere un’idea in testa (la tutela dei più deboli) calata però in una realtà profondamente cambiata in questi anni e che quelli dell’Unità evidentemente non conoscono. Perchè questi giornalisti non la conoscono? Perchè prendono il taxi e non il treno, vanno al ristorante e non in mensa. Ascoltano i discorsi di Obama e rifiutano di ascoltare quelli di Putin. Detto diversamente: non hanno alcun contatto con la realtà e con il popolo. Ecco allora che si spiega la loro crisi: è un giornale che si comprano “tra di loro” rinunciando de facto a comunicare con gli altri. Preferiscono spiegare. Rinunciano a chiedere.

Stamattina ho preso un autobus di pendolari. Era strapieno, con la gente stanca e infreddolita che si trascinava; quelli seduti erano  tutti a testa bassa a cercare un po’ di felicità nello smartphone. C’era una puzza che ti buttava a terra. La corriera ospitava metà stranieri e metà italiani. Se non fosse stato per alcuni tratti somatici, non era possibile distinguere “noi” da “loro”. Immaginatevi cosa può pensare un cittadino italiano pendolare su quell’autobus che legge un titolo come quello dell’Unità! ma immaginatevi anche un migrante… Probabilmente l’italiano si incazzerebbe e il migrante si metterebbe a ridere scuotendo la testa. Tra l’altro, è una sciocchezza anche sotto il profilo statistico.

Beccatevi il grafico qui sotto:

Spiego in breve i 3 dati principali utilizzati in questo grafico trovato sul proflio twitter di Giovanni Zibordi di Cobraf.com:

1. Saldo migratorio per paese. Il dato più recente è a partire dal 2012. Il saldo migratorio è definito come il “numero totale di immigrati meno il numero annuo di emigranti, tra cui cittadini e non cittadini. I dati sono basati su stime di cinque anni. 2. PIL pro capite. L’ultimo anno utilizzato è il 2015. 3. I dati sulla popolazione fino al 2015.

4. 176 è il numero dei paesi analizzati

L’autore del grafico, il (vero) giornalista Mike Kimel dice:

Ho iniziato guardando l’immigrazione rispetto alle dimensioni della popolazione. Ho pensato che la cifra netta di migrazione è stata lo stessa in ciascuno dei cinque anni. (Lo so – non è corretto, ma ragionevole.) Ho poi diviso la migrazione netta a partire dal 2012 da parte della popolazione a partire dal 2012. Ho poi confrontato la crescita annua del PIL pro capite dal 2012 al 2015. In altre parole, ho guardato la migrazione netta come quota della popolazione nel 2012 e il tasso di crescita nei successivi tre anni. Ho messo entrambe le serie su un diagramma a dispersione.

Detto diversamente, la statistica dice che all’ aumento di migranti, in questa fase storica, il Pil di un paese tende a calare, e non a salire. I coefficente di correlazione che si trova è infatti negativo (confronto popolazione/ricchezza)

Questo significa allora che dovremo sparare sui barconi? Se dici che con l’arrivo dei migranti il Pil, in questa fase, cala, dici la verità, ma il giornalismo europeista trae subito conclusioni di razzismo. Non si può dire, insomma, che l’arrivo dei migranti sta peggiorando le cose. Sennò sei razzista. Non si può dire che in quell’autobus c’era una situazione di degrado trasversale e che essa è aumentata in questi anni, Sennò sei razzista. Invece, raccontare menzogne sul Paradiso Europa tramite i media e favorire politiche che strappano uomini, donne  e bambini dalle loro terre natìe privandoli della dignità, questo non è razzismo. Ecco perchè l’Unità non vende più una copia. Ecco perchè il PD alle votazioni romane vince solo nel quartierie Parioli.

Compagni, state chiudendo?

FATE PRESTO!

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