Oro si, anche nel 2017, ma come?

Quando l’acqua tocca il culo si impara a nuotare, dice mia mamma. Quelli che parlano bene la chiamerebbero saggezza popolare, io che parlo male invece la chiamo paraculaggine.

Ora si tratta di capire se la rivoluzione economica promessa da Trump innescherà o meno il mercantilismo protezionistico in stile Luigi XIV. Se così fosse, allora teniamo in considerazione il fatto che il Re Sole nel Seicento incamerava ORO e che noi, potendolo fare, non dovremo trascurare questo fatto storico.

 A parlare e sparlare dell’oro sono un po’ tutti gli economisti dei blog, i giornalisti istituzionali, i veggenti internettiani.

Nessuno di questi soggetti, tuttavia, è attendibile. Ma per quale motivo tutta questa attenzione sull’oro?

Bè basta guardare questo grafico di lungo periodo:

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Nessun prodotto da investimento ha reso così tanto negli ultimi anni e il mio stupore nel seguirne l’andamento è stato totale. Da diverso tempo i sistemi monetari hanno abbandonato il gold standard exchange, cioè quel sistema che prevedeva per ogni moneta prodotta un corrispettivo in oro. In altre parole, fino a non molto tempo fa quando uno stato stampava moneta, occorreva che avesse anche una certa riserva in oro presso la banca nazionale o istituzione simile.

Tutto ciò è stato abbandonato e gli stati che hanno sovranità monetaria (quindi NON gli stati europei) possono stampare quanto vogliono. Ma allora, perché questa escalation dell’oro? E soprattutto, conviene ancora puntare sull’oro come fonte di investimento? Tre premesse sono necessarie:

1) l’oro non è vicino ai suoi massimi storici e nel trading si suol dire che non bisogna mai comprare sui massimi. NON SIAMO SUI MASSIMI.

2) l’oro sale con la paura. Più gli investitori tendono ad abbandonare gli asset d’investimento tradizionali, più comprano oro. La paura è costante negli ultimi anni, dal 2008, cioè da quando è scoppiata la crisi.

3) l’oro è quotato in dollari. Questo significa che incide anche il cambio euro /dollaro? Certo che incide e in modo davvero rilevante. Più si rafforza l’euro nei confronti del dollaro e più sarà conveniente per noi europei comprare oro (posto che il prezzo in dollari sia “fermo”). Un conto è acquistare, ad esempio, oro a 1700 dollari l’oncia con il dollaro a 1,27 sull’euro, un altro è acquistare oro a 1700 dollari l’oncia col dollaro che vale 1,45. L’oro, insomma, ci costerà meno se il dollaro è debole. Un’oncia d’oro a 1700 la veniamo a pagare 2159 euro, se il dollaro vale 1,27 euro, mentre lo paghiamo 2465 euro se il dollaro è a quota 1,45 euro.

Non si è capito eh?

Riprovo: l’oro conviene a noi europei quando l’euro è forte perché il prezioso materiale è quotato dalle borse in dollari. Come avrete notato, la valuta euro sta cambiando pelle (forse, e magari, sparirà) e il dollaro non a caso si sta rafforzando.

Sui siti economici più blasonati troviamo dunque due correnti di pensiero. La prima sostiene che l’oro sia ancora altissimo come prezzo e che è più probabile che scenda, quindi non conviene comprarlo. La seconda, dice che siamo in una fase epocale a rischio fallimento e impoverimento dell’occidente a favore delle economie orientali e che l’oro non potrà che aumentare ancora.

I siti che consigliano di investire in oro non sono pià la maggioranza (almeno in Italia) e dopo anni che lo facevano.

Siamo come Ercole al bivio e prima di proporvi una soluzione – perché io ho da proporvi una soluzione – vi faccio notare due contraddizioni che mi ha ben evidenziato l’amico Aristotele.

– Alcuni di quelli che consigliavano oro e che ora dicono che effettivamente è alto, avevano detto di fermarsi nell’investimento anni fa, sostenendo che era già ai massimi. Su tutti il trader prezzemolino televisivo Eugenio Benettazzo che nel 2007 scriveva così : “Il treno per l’oro è ormai passato da circa due anni, chi mi ascolta su Radio Wall Street ricorda ancora oggi come nel 2005 consigliavo vivamente l’acquisto del metallo a circa 400 $ l’oncia con target prima 650 e successivamente 750. Adesso acquistare oro è troppo rischioso per un semplice risparmiatore”.

Stiamo parlando di Benettazzo, guru dell’economia, chiamato in tutte le trasmissioni televisive, protagonista di show che riempiono i teatri (poco dopo queste esternazioni l’oro è schizzato a 1900, oltre il doppio di quando Benettazzo scriveva di mollarlo perché era salito troppo).

– E che dire di Paolo Rebuffo, altro seguitissimo analista finanziario?Postava articoli sul suo famosissimo blog (RischioCalcolato), dicendo che l’oro, arrivato a 1.900 dollari l’oncia era destinato ad arrivare a 5.000. Rebuffo lo diceva nell’estate del 2011… poi l’oro perse il 30% e ad inizio 2012 quotava 1550 dollari l’oncia. Chi ha seguito Rebuffo si è preso una bastonata indimenticabile. Eppure sono i blogger finanziari più seguiti del paese.

LA MIA SOLUZIONE

In troppi insistono su due soluzioni agli antipodi: vendere, perché è vicino ai massimi storici; comprare, perché l’oro sostituirà la moneta “finta” che gli stati in irreversibile declino si ostinano a stampare.

Lo stagirita Aristotele – eppoi dicono che la filosofia non serve – sosteneva che la verità sta nel mezzo. cioè, di fronte al pericolo conviene fare i fifoni o buttarsi a capofitto?

Occorre essere coraggiosi!!! diceva Ari (lo chiamo così, nell’intimità), cioè né vigliacchi, né temerari.

Il Giusto Mezzo

L’investimento in oro non fa eccezione. In caso di terza guerra mondiale l’oro sarà una pietra come tante altre, che non si mangia e non si beve. In caso di default o inflazione potrebbe ancora crescere, ma non in misura tale da farci diventare ricchi anche perchè è già storicamente accaduto che lo stato obblighi i cittadini a consegnare l’oro (Churchill, per esempio e l’India, pochi giorni fa…) dichiarandolo illegale. Se l’economia occidentale dovesse riprendersi con relativa fiducia dei risparmiatori, l’oro potrebbe scendere e dimezzare il vostro eventuale investimento in oro acquistato oggi.

L’unica soluzione a questo dilemma è quella di accumulare l’oro attraverso un piano personale che preveda un acquisto modesto di oro con cadenza mensile. L’acquisto periodico e modesto vi protegge nel caso l’oro scenda, perché mese dopo mese il vostro investimento si adeguerà al prezzo corrente. Un giorno l’oro vale 40 euro al grammo? Lo pagherete 40 euro. Il mese dopo è a 30? Lo pagherete 30.

Ciò non accade, invece, se decidete di ritirare tutti i soldini messi in contoarancioingdirectrenidmaxleasing e di spostarli tutti sull’oro. Rischiate una batosta. Se ci sarà un terremoto economico, dovrebbe avvenire in almeno 2 anni (caso greco), cioè in un tempo abbastanza sufficiente per accumulare oro in quantità tale da sopravvivere. Se ci sarà, invece, la caduta del prezzo dell’oro, voi non avrete spostato i vostri asset tradizionali e non sarà compromesso il vostro tenore di vita.

NESSUNO può dire se l’oro salirà o scenderà.

Certamente, l’investitore accorto comincia OGGI ad accumulare nella sua stiva anche un po’ d’oro. Se le cose andranno male, i figli lo ringrazieranno potendo pagare pane e latte non con la carta straccia ma con moneta aurea e reale; se l’oro scenderà, potrà sempre vantare il possesso di un metallo pregiato da lasciare in eredità ai nipotini nella consapevolezza che – storicamente – l’oro ha mantenuto un certo valore sia estetico (gioielleria) che borsistico.

Io personalmente consiglio di accantonare la sterlina d’oro inglese, la cosiddetta Sovrana.

Facile da custodire e facilmente smerciabile in caso di crisi. Purtroppo è a 22 carati e non a 24 , quindi in caso di vendita un comproro non la considererà pura (come invece fa il gioielliere quando deve venderla). Con circa 250 euro al mese (prezzi attuali), nel giro di un paio d’anni potreste avere una bella collezione di monete d’oro che sotto alcuni punti di vista rappresenta anche un’assicurazione sulla vita economica della famiglia.

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