Viva la Fca (si scrive così?)

Quel marpione di Marchionne è sotto attacco, occorre dire quello che è. Da gran ruffiano, appena ha annusato che l’aria in USA stava cambiando, si è messo il berretto del protezionismo trumpista ed ha annunciato ai quattro venti che avrebbbe incrementato gli investimenti a stelle e strisce. Ma guarda caso, il titolo di casa  Agnelli passa in pochi minuti dalla quotazione di 10,60 a 8,33. E’ evidente che gli ex amici yankee di Marchionne (i neocon) abbiano fatto uno sgambetto alla Fiat portando addirittura alla sospensione del titolo e per una caduta del 15 per cento veniva adddirittura sospeso al ribasso. I motivi sono noti: alla Fca stanno facendo patire le stesse pene dell’inferno che due anni fa patì la Volkswagen. Anche allora la questione era politica, nel senso che si voleva far pagare alla Merkel alcuni atteggiamenti “indipendentisti”. Anche se un secolo fa i russi sconfissero il terzo Reich (si, i russi…) l’America da quella volta è convinta di governare in Europa e lo fa vedere anche con questo cretinismo giuridico tutto volto a colpire le produzioni europee. Avete mai guidato una mustang? se non sai fare un testa coda ti schianti! In curva è inesistente e se fai un incidente devono analizzare i denti per riconoscere il cadavere. Ma vabbè, si sa che da buoni puritani gli americani sono i primi a dettare le regole morali e gli ultimi a seguirle. Detto questo, veniamo alla cosa più interessante di tutte.

L’Epa (agenzia di controllo ambientale) ha accusato Fca di aver truccato i controlli sulle emissioni di migliaia di veicoli. Se vero, la multa potrebbe arrivare a 4,6 miliardi di dollari. Un quarto del valore di mercato di Fca. Che potrebbe non mantenere la promessa di nuovi posti di lavoro negli Usa.

Ora si tratta di vedere se Trump, come io credo, riuscirà ad intercedere in questa faccenda. Nel caso ciò accadesse, il titolo di Fca potrebbe davvero fare il botto. La Banca Akros specializzata nell’attribuzione dei target azionari, infatti, aveva aumentato notevolmente il target di Fca proprio poco prima che uscissero i dati sullo scandalo, fissandolo a 14 per azione contro i 9 e rotti della valutazione attuale. A questo punto i casi sono due: o l’investitore in azioni fa una scommessa ora, confidando nelle manovre dell’uomo scelto da Trump per guidare l’Epa. O aspetta l’annuncio che la cosa si sta risolvendo positiviamente, puntando però al target di 14 indicato da Akros con stop in area da verificare a seconda dell’andamento dei prossimi giorni. Una buona cartina di tornasole potrebbe essere proprio l’andamento Wolkswagen di questi due anni, che sta recuperato la quotazione anteriore allo scandalo proprio in questi giorni.

2 Commenti

  1. Come al solito hai colto nel segno. A mio modesto parere e’ sempre una manovra politica per bastonare chi si discosta dagli ordini, apprezzo molto il ricordarsi che il 70% delle Nazioni europee e’ stato liberato con il sacrificio di miglioni di morti russi.
    PS: non vedo l’ora di leggere il libro “La filosofia di Putin”,non sono cosi’ convinto invece dell’investimento su FCA. Saluti

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