Che fine fanno i Conti Correnti se usciamo dall’Euro

Ammettiamolo e smettiamola di nasconderci dietro ad un dito: i soldi che gli italiani possiedono in euro oggi sono tanti e gli italiani (giustamente) non li vogliono perdere. Il principale motivo che porta ad una resistenza diffusa all’uscita dall’euro è questa. No, non è perchè i tedeschi sono virtuosi, e no, non è perchè noi italiani siamo tra i paesi fondatori e chiudendo la porta a Bruxelles finirebbe il sogno (incubo) dell’unione europea. Tutti, anche i sovranisti, anche quelli della mmt, anche Borghi… TUTTI hanno paura di perdere soldi quando si uscirà dall’euro tornando ad una valuta nazionale.

E’ una paura legittima e che va affrontata una volta per sempre. Anche qualora si arrivasse ad un referendum sull’euro, come ventilava ad esempio il Movimento 5 Stelle, impossibile pensare ad una vittoria noeuro, senza aver sanato questo timore. E’ ovvio che uscendo dall’euro si potrà finalmente mollare contemporaneamente anche il sistema dei cambi fissi, favorendo le dinamiche della bilancia dei pagamenti. E’ ovvio che ci sarà più occupazione e protezione della produzione nazionale e promozione dell’indotto. Francamente, è tutto abbastanza ovvio, e non seriverebbe nemmeno scomodare Borghi e Bagnai, ma gli italiani sono i più grandi risparmiatori dell’Occidente e non gli va proprio per niente di rischiare di perdere i soldi del conto corrente, dei libretti postali e dei depositi di liquidità.

Allora, torniamo alla fatidica domanda: che succede alla mia liquidità? Nessuno ha la palla di vetro e non esistono studi scientifici in grado  di darci delle risposte esausitive. Per fortuna, l’economia è fattore umano, imprevedibile, legato alle passioni e alle emozioni. Detto questo, se l’economia non è una scienza, la storia dice la verità, in quanto registra fatti già accaduti e la storia ci dice che in occasione di altre dissoluzioni valutarie la NUOVA moneta adottata si svaluta della stessa percentuale di inflazione “risparmiata” col cambio fisso. Detto diversamente, se in questi 15 anni di euro l’Italia ha avuto un’inflazione del 20 per cento o del 25 cento, non è assurdo ipotizzare che questa sarà la svalutazione della nuova valuta nazionale.

IMPOSSIBILE una svalutazione superiore. Perchè siamo così perentori? perchè se la nuova valuta nazionale italiana, che con sommo grado di fantasia chiameremo “lira”, dovesse svalutarsi di più del 20 per cento, nessuno al mondo comprerebbe più prodotti tedeschi, francesi, americani, inglesi, cinesi o russi. NESSUNO SANO DI MENTE!!!

Tutti quelli che hanno in tasca rubli, dollari, marchi, sterline ecc. acquisteranno a mani basse prodotti italiani. Un produttore di frigoriferi italiani che vende oggi il prodotto a 500 euro come il suo rivale sloveno, a fronte di una svalutazione della nuova moneta del 50 per cento, potrà vendere il frigo a 500 lire, che al cambio però sono 250 euro. Ma scusate, e chi è quell’imbecille che si compra il frigo sloveno (o francese o tedesco…) che costa il doppio di quello italiano e che gode della stessa identica tecnologia??? Nessuno, è evidente. Per impedire una cosa del genere, potete giurarlo sui vostri figli, i tedeschi, gli inglesi e gli americani ecc ecc cominceranno a comprare lire a man bassa per tenerne alto il valore. Questi scherzetti, seppure comunque per un periodo molto limitato, funzionano solo con paesi da terzo mondo, dove, appunto, non si produce nulla.

Detto questo, una svalutazione del conto corrente del 20-25 per cento è comunque fastidiosa, e molto.

Questa ipotesi, che comunque rimane l’ipotesi peggiore se è vero che fior fior di economisti per quanto appena detto sostengono addirittura il rischio di una sopravalutazione della lira (e non di una svalutazione), non è senza rimedio come sembra.

  1.  perchè noi compriamo con le lire in Italia, non fuori. Siamo un Paese che esporta più di quanto importa…
  2. perchè noi, da fuori, compriamo beni ANCHE con la lira rivalutata. Se, infatti, mi compro una Bmw avrò la lira svalutata, ma se compro frigoriferi dalla Turchia  (che è grande produttrice di frigoriferi) li pagherò con la lira rivalutata del 20 per cento…. insomma, cresciamo in potere d’acquisto su alcune cose e perdiamo potere su altre. E stiamo sempre parlando di beni acquistati FUORI dal sistema Italia, che sono minoritari. Potremo ad esempio trovarci con un forte potenziale d’acquisto di tutti i manufatti prodotti fuori dalla Germania, dalla Cina, all’India, al Giappone, che sono per noi in quantità maggiore di quelli provenienti solo da KartoffenLandia.

Le tasse, le case, i terreni, le scarpe noi le pagheremo con le nuove lire in Italia e nulla cambierà rispetto ad oggi sul fronte dei consumi. Diverso, se siete così fusi di testa da voler comprare una casa nel Baden-Baden.

Non dimenticatevi MAI, MAI MAI, MAI che la fregatura nei consuni l’abbiamo avuto con l’arrivo dell’euro, nel 2002, quando i prezzi al cambio con la vecchia lira raddoppiarono e non accetto nessun contraddittorio su questo perchè, semplicemente, c’ero…

Quanta liquidità possiedono gli italiani? Vi sentite sempre rispondere che gli italiani hanno un patrimonio privato di oltre 8mila miliardi di euro, ma in realtà questo dato, preso al solito dalla banca d’Italia, riguarda tutti i beni, compresi case e terreni. I liquidi nei conti, invece, superano di poco i 1200 miliardi di euro e c’è una tendenza in aumento dovuta alla crisi del lavoro e agli stipendi stagnanti da 20 anni. Se al cambio col nuovo marco tedesco dovremo davvero perdere il 20 per cento, l’italia possiede quasi 200 miliardi di valuta straniera di riserva e siamo il terzo paese al mondo per possesso di riserve in oro. Quindi, anche nel caso peggiore, stiamo parlando di un falso problema e di un terrorismo creato ad arte per farci desistere da un provvedimento che, infatti, dovrebbero temere più gli stranieri che gli italiani.

Non siete ancora convinti? Bè, allora è ancora più semplice ragionare in termini di autotutela: cambiate gran parte della vostra liquidità in obbligazioni americane in dollari, i treasury bond). Il costo? Una telefonata in Banca e pochi spiccioli di commissione. Poi, quando saremo finalmente usciti dall’euro, sprecate un altro gettone, mi telefonate, e mi raccontate quanto siete diventati ricchi…

4 Commenti

  1. trovo il tuo blog molto intelligente, ma questa storia dell’uscita dall’euro non mi convince proprio e mi sembra un po’ leghista e infantile… prima prova ne sia che se qualcuno avesse adottato la tua soluzione miracolosa, l’acquisto dei treasury, ti avrebbe telefonato per smadonnarti perché da allora il dollaro ha perso il 20%… ti invito quindi a una sana autocritica

    • Eh no, occorre che ci intendiamo bene, al fine di non trasmettere messaggi fuorvianti. E’ di assoluta evidenza che i TBOND proteggono egregiamente in caso di uscita dall’euro. MA NON se si rimane nell’euro. Che discorso! Io rispondevo concettualmente a quelli terrorizzati dall’uscita eventuale dall’euro. Se tu pensi che si uscirà dall’euro, perchè hai informazioni da insider o perchè tutto precipita e ti pare ipotesi probabilissima, allora secondo me i tbond sono una protezione. la moneta che ti ritrovi (forse) si svaluta verso il dollaro ecc. ecc. e quindi tu che hai preso obbligazioni americane ti proteggi. Quello che dici non si è realizzato perchè non siamo mai usciti dall’euro. Ovvio. Ma io descrivevo la situazione nel caso in cui si esca … NON nel caso in cui non si esca. Buona serata

  2. beh, ma a questo punto avresti dovuto consigliare di comprare, con le eventuali lire, più che tbond in dollari, euro… dunque uscire dall’euro per comprare euro. è una strategia sensata? non sarà forse che questo paradosso evidenzia che piaccia o non piaccia non ha più senso voler sopravvivere su una barchetta monetaria piccola, e cmq far tornare indietro la storia? l’inflazione è un pericolo, ma mille altri inimmaginabili ne possono sorgere…

  3. …no DAVVERO, questa analisi non regge proprio
    Quello che si sostiene è privo di basi economiche ed è facile da dimostrare:
    Se ritornassimo, con somma fantasia a una valuta che …”chiameremo “lira”, e dovesse svalutarsi di più del 20 per cento, nessuno al mondo comprerebbe più prodotti tedeschi, francesi, americani, inglesi, cinesi o russi. NESSUNO SANO DI MENTE!! “” davvvero singolare!
    Quindi NOI, ‘Italietta, diverremmo i fornitori GLOBALI di tutto il mondo!? e a basso costo, come si scrive, con l’attuale struttura e capacità INDUSTRIALE? vendendo cosa, gelati?
    Un paese trasformatore, che acquista tutte le materie prime all’estero, che con la lira si troverà SUBITO di fronte prezzi esteri che fra svalutaione interna e rivalutazione delle valute forti saliranno del 50%. Totalmente privo di valuta pregiata per pagarle…
    Perchè PRIMA, caro Bordin ACCADREBBE QUESTO: assisteremmo a una fuga precipitosa dei capitali (compreso i miei risparmi) – con un clic, proprio così! – NESSUNO acquisterebbe più il nostro debito in Lire e questo produrrebbe un bel default: Debito da ristrutturare per l’estero in valuta forte, dichiarando al contempo per i risparmi interni l’impossibilità di restituzione. Tempesta finanziaria che lo scrivente non nega, e vorrei anche vedere…
    DOPO, solo DOPO, col valore interno della moneta dimezzato, dovremo ripagare 4,6 milioni di miliari (sa scriverlo qualcuno? ) di debito, quello in valuta tutto in euro, prima che un solo boscimano ci presti una noce.
    Seguendo tale ragionamento, naturalamente pensioni e salari perderebbero il 30% e i risparmi anche di più. I tassi andrebbero per certo oltre il 10%, coi quali si dovrebbe pagare valuta per le importazioni, e l’aggio dei creditori ( se si fideranno…)
    Dovendo poi IMPORTARE TUTTO IN VALUTA, materie prime, energia, tecnologia, materiali di gamma alta, necessarie per lavorare, qualcuno crede che i prezzi resterebbeo gli stessi? Si sa come funziona un’azienda trasformatrice e senza materie prime!? Prima di produrre un solo bottone, unferro da stiro, o una bicicletta, oltre l’energia, con cosa si acquistno le materie prime? Con la carta stampata da Borghi!?
    E poi, col potere d’acquisto interno falcidiato, avremmo pure un aumento dei consumi tale da sostenere una produzione interamente dipendete dalle valute esterne, dollari e euro!? Questa è pura semplificazione economica, desideri che se vengono esposti in qualsiasi consesso reconomico, o a Stiglitz e Krugamn, ti tolgono il saluto!
    Sarà invece molto facile capire questo: Intanto sarebbe imposta SUBITO dai mercati una ristrutturazine del debito. Quello estero certo, e al babbo di Bordin, la restituzione dei risparmi (forse) fra dieci anni. Poi bisognerebbe convincere chi ci vende le materie prima a prenderesi la “carta” stamapata da Borghi. Per la valuta estera si dovrebbe comunque ricorrere al mercato e solo un ignaro non sa che tutta la struttura dei tasse salirebbe oltre il 10/12%. Valuta estera per acquisatare materia prima che si ricava, vendendo DOPO aver prodotto, dalle esportazioni, o acquistandola sul mercato. Bel che vada al 50% di valore in più! Altro NON esiste.
    Chudo brevemente.
    I consigli di Bordin, riguardo il rifugiarsi in investimenti in valuta estera, sono verificabili in direta… perchè proprio i RICCHI, gli ABBIENTI , gli operatori finanziari, gli investitori esteri, faranno questo ALLA MASSIMA VELOCITA’: porteranno FUOIRI i loro soldi. Mentre Borghi stampa carta, solo per pagare i BOT degli italiani, se avranno ancora fidsucia per acquistarli.
    Riguardo questo…
    “Non siete ancora convinti? Bè, allora è ancora più semplice ragionare in termini di autotutela: cambiate gran parte della vostra liquidità in obbligazioni americane in dollari, i treasury bond). Il costo? Una telefonata in Banca e pochi spiccioli di commissione. Poi, quando saremo finalmente usciti dall’euro, sprecate un altro gettone, mi telefonate, e mi raccontate quanto siete diventati ricchi…”
    SE QUESTI non sono cretini TOTALI BORDIN potrà chiedere direttamente a loro. Ma non gli basterà un mutuo, per i gettoni del telefono…

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