Dj Fabo e la Finestra di Overton

In queste ore siamo travolti dai commenti sulla vicenda del ragazzo che ha preferito l’eutanasia in Svizzera ad un’esistenza immersa nel nero della cecità e nell’ansia dell’immobilità. Difficile, se non imposssibile, percorrere i meandri di quella vicenda, trattandosi di sensazioni personalissime che meritano solo rispetto e, preferibilmente, il silenzio. Più interessante, invece, osservare come il fenomeno dell’eutanasia in pochissimi anni non sia più un tabù e siano praticamente inesistenti le persone che considerano sbagliato sopprimere con la tecnica ed in un ospedale la vita di un essere umano che lo decide individualmente. Com’è noto, infatti, chi opina sulla questione non può mai essersi trovato nella situazione di scegliere e, quindi, in un recente passato le posizioni sull’eutanasia erano molto diverse e caratterizzate dai distinguo. Oggi, invece, quasi tutti ritengono l’eutanasia un’ovvia facoltà dell’individuo e stolto quello Stato che non legifera in tal senso. Una cosa del tutto simile è accaduta con i matrimoni e con le adozioni da parte di coppie omosessuali. Se, infatti, fino a poco tempo fa quasi tutti ritenevano grave discriminare l’amore gay, ma pochissimi erano disposti ad accettare la possibilità di adottare bambini per queste coppie, oggi non è più così e pian piano, matrimonio e adozioni LGBT sono accettati dall’opinione pubblica in modo sempre più consistente. Questi cambiamenti d’opinione, che avvengono nel cervello delle stesse identiche persone, non sono affatto casuali, non avvengono in virtù di un episodio scioccante, ma sono l’esito di una precisa tecnica di manipolazione delle masse chiamata la finestra di Overton.

LA FINESTRA DI OVERTON

Le tecniche di manipolazioni individuali e di massa vanno studiate. Non solo perchè possiamo esserne vittime, ma anche perchè la loro comprensione aiuta non poco a capire il nostro modo di pensare e di reagire di fronte a determinate situazioni. Chi ha letto il mio libro su Putin sa di che parlo, perchè un’intero paragrafo è dedicato alla shock terapy, nata come trattamento psichiatrico e poi applicata con tragico successo alla tortura militare e alla politica economica.

La finestra di Overton è, per alcuni punti di vista, meno invasiva e più interessante proprio perchè meno “esplicita” della shock terapy.

Il modello in esame è stato elaborato negli anni Novanta da Joseph P. Overton, scomparso nel 2003 a soli 43 anni. Lo scienziato era ex vicepresidente del centro analisi americano Mackinac Center for Public Policy e teorizzò una sequenza di idee che se ben collocate in un determinato lasso di tempo possono condizionare l’opinione pubblica rovesciando il parere iniziale della stessa. Basta far scorrere la sequenza nei tempi adatti. Per i decisori politici si tratta di una manna dal cielo, in grado di trasformare l’opinione delle masse attorno ad un determinato argomento. Un modello di ingegneria sociale, insomma.

Il sito SPUTNIKNEWS è quello che meglio ha individuato la sequenza:

Le idee attraversano le seguenti fasi:

impensabili (inaccettabile, vietato);

radicali (vietato ma con delle eccezioni);

accettabili

sensate (razionali)

diffuse (socialmente accettabili)

legalizzate (consacrazione nella politica statale)

La sostanza di questa tecnologia consiste nella divisione di un desiderato spostamento delle opinioni in alcuni step, ciascuno dei quali sposta l’accettazione delle idee di una fase, e una norma universalmente accettabile verso il suo margine. Ciò causa il successivo spostamento della “finestra” cosicché la posizione raggiunta si trova di nuovo al centro, il che dà una possibilità di compiere un ulteriore passo verso la fase successiva.

I think tank producono e diffondono le opinioni oltre la finestra di Overton allo scopo di rendere la società più ricettiva a diverse idee. Quando un simile centro vuole introdurre un’idea che la società ritiene inaccettabile usa gradualmente il modello della “finestra”.

Prendiamo a d’esempio, il tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, e spieghiamo come si può far cambiare gradualmente l’opinione pubblica. Per molti anni nel sistema la finestra di Overton l’idea del matrimonio tra le persone dello stesso sesso si trovava all’interno della zona vietata poiché la società non poteva accettare l’idea di matrimonio tra le persone dello stesso sesso. I mass media però hanno influenzato in continuazione l’opinione pubblica, sostenendo le minoranze sessuali. I matrimoni tra persone dello stesso sesso sono diventati prima accettabili, ma con deroghe, poi come accettabili e infine come neutrali. Ora sono recepiti come “accettabili, ma con deroghe”. Tra poco, probabilmente, diventeranno totalmente accettabili.

Un enorme quantità di specialisti per la manipolazione dell’opinione pubblica assicura il funzionamento della finestra di Overton: esperti in tecnologie politiche, scienziati, giornalisti, esperti in relazioni pubbliche, personalità, insegnanti. E’ curioso che i temi come matrimoni tra le persone dello stesso sesso oppure eutanasia non ci sembrano più strani. Hanno semplicemente percorso l’intero processo “tecnologico” di trasformazione da “inaccettabili” fino alla “legalizzazione”.

Il regista russo Nikita Mihalkov nel suo videoblog Besogon.TV propone lo schema di questo processo sull’esempio di un fenomeno finora impensabile nella società: il cannibalismo. Lo spostamento della finestra di Overton può attraversare le sequenti fasi:

Fase 0 – è lo stato attuale, il problema è inaccettabile, non si discute sulla stampa e non si ammette tra gli esseri umani.

Fase 1 – Il tema si modifica da “totalmente inaccettabile” a “vietato, ma con deroghe”. Si afferma che non ci deve essere alcun tabù, il tema comincia a essere dibattuto in piccoli convegni dove stimati scienziati fanno delle dichiarazioni sotto forma di discussioni “scientifiche”. Nello stesso tempo, in sintonia con il dibattito pseudoscientifico si costituisce l’”Associazione dei cannibali oltranzisti”, le cui dichiarazioni a volte sono citate dai mass media. L’argomento cessa di essere un tabù e si introduce nello spazio d’informazione. Conclusione: il tema intoccabile è inserito nella circolazione, il tabù è desacralizzato, è avvenuta la distruzione dell’univocità del problema, sono create le sue diverse gradazioni.

Fase 2 – Il tema del cannibalismo passa da “oltranzista” all’accettabile. Come prima sono citati gli scienziati e sono coniati termini eleganti: non esiste più il cannibalismo, che può essere però chiamato, ad esempio, “antropofagia”. Questo termine, come un sinonimo temporaneamente sostitutivo, sarà sostituito con una parola scientifica più bella “antropofilia”. Più tardi da questo “termine” potranno essere coniati i derivati, ad esempio, “antropofili” – “amanti del genere umano”. Lo scopo – è di staccare nella coscienza collettiva la forma della parola dal suo contenuto. Nello stesso tempo per avvalorare il concetto si crea un precedente storico. Probabilmente è un fatto mitico, reale o semplicemente inventato ma, principalmente, ciò contribuisce alla legittimazione di un’idea inaccettabile. Lo scopo principale di questa tappa è di rimuovere parzialmente dall’”antropofagia” la sua illegittimità, almeno in un periodo storico.

Fase 3 – La finestra di Overton si sposta, trasferendo il tema dal campo “inaccettabile” a quello “ponderato/razionale”, ciò che giustifica con la “necessità biologica”. Si afferma che il desiderio di mangiare la carne umana può essere dovuto a una predisposizione genetica. Anche in caso di una carestia, “insuperabili circostanze”, un essere umano deve avere il diritto di fare la scelta. Non c’è bisogno di nascondere le informazioni in modo che ciascuno possa scegliere tra “antropofilia” e “antropofobia”.

Fase 4 – “Da sensato a diffuso (socialmente accettabile).Si crea la polemica non solo basata su figure storiche o mitiche, ma anche su quelle reali mediatiche. L’ antropofilia comincia a essere dibattuta in massa nei notiziari, nei talk-show, nel cinema, nella musica pop, negli spot. Uno dei metodi di diffusione è il trucco “guardati intorno!”. Chi lo sapeva che un famoso compositore fosse antropofilo?

Fase 5 – “Da socialmente accettabile alla legalizzazione”. Il tema si lancia nel top delle notizie d’attualità, si riproduce automaticamente nei mass media, nel mondo dello spettacolo e…acquisisce un’importanza politica. In questa fase per giustificare la legalizzazione si utilizza l’”umanizzazione” dei seguaci del cannibalismo. Per modo di dire, sono delle “persone creative”, vittime di un’educazione sbagliata e, “chi siamo noi per giudicare?”.

Fase 6 – Cannibalismo da un “tema diffuso” passa sul piano delle “legalizzazione, ossia consacrazione nella politica di uno stato”. Si crea la base legislativa, spuntano gruppi di lobbismo, si pubblicano ricerche sociologiche che sostengono i sostenitori delle legalizzazioni di cannibalismo. Spunta un nuovo dogma: “Non si deve vietare antropofilia”. Si approva la legge, l’argomento arriva nelle scuole e negli asili nido e una nuova generazione non sa già che si può pensare diversamente.

Per ora l’esempio del cineasta Nikita Mihalkov è ipotetico. Tuttavia molte idee contemporanee decenni fa sembravano del tutto impensabili. Sono diventate invece totalmente accettabili sia per legge sia per la società. E se tutto ciò fosse merito di Joseph Overton?

L’esempio di Mihalkov sul tabù del cannibalismo è interessante, ma poco credibile, a mio avviso. Invece, la finestra potrebbe essere applicata agli onnivori (avete notate che palle ci stanno facendo con la storia dei vegani?), oppure con la pedofilia, che basterebbe chiamare, chennesò, Kid Lovers. Intanto, la finestra di Overton è stata utilizzata probabilmente  per promuvere l’omosessualità e la precarietà del posto di lavoro, visto persino da qualche povero demente oggi come simpatica opportunità di cambiamento, e ribatezzata con l’elegante idioma di ‘flessibilità’. L’eutanasia fa eccezione, mi verrebbe da dire, se non altro perchè i cattolici tirano fuori la finestra di Overton con troppa leggerezza. Ma  ne siamo proprio sicuri? E se l’eutanasia fosse anch’essa una finestra di passaggio per passare poi all’eugenetica di hitleriana memoria? Oppure, peggio ancora, se fosse funzionale al risparmio dei servizi sanitari? Come disse quel tale, “a pensar male si fa peccato, ma…”

1 Commento

  1. Con questo post mi hai aperto gli occhi su una prospettiva che non avevo mai considerato e capovolge diverse mie convinzioni,come al solito complimenti.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.