Forza Italia sa di cacca

23/03/2016 Roma, Berlusconi visita il comitato elettorale per Bertolaso Sindaco

Se il PD puzza di merda, Forza Italia sa di cacca. In queste ore, seppure in sordina, arrivano notizie su una ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi, mentre alla televisione ci siamo sorbiti di nuovo l’erre rotante di Giulio Tremonti. L’ex Ministro del Tesoro, infatti, è fresco reduce di un figurone su La7, da dove ha lanciato fendenti alle nuove leve proausterity e pro euro, prezzemolini televisivi di Formigli che ci potevano anche risparmiare. Bene ha fatto, dunque, il Tremonti, a ironizzare sprezzamente sugli “illuminati” e sulle sorti di questa Europa in fallimento, ma Dio ci scampi dal ritorno dei vecchi e noti doppiogiochisti. Alcuni sovranisti hanno infatti spesso ammiccato ad un’area politica che ricorda la “sovranità” persino nel nome del partito, Forza Italia appunto. Contrariamente ai Barnard e agli Sgarbi, che da qualche mese sono tornati a calcare il palcoscenico internettiano, c’è anche chi ha la memoria piuttosto lunga. Elefantesca. Ed è proprio in virtù di questa memoria che vi esorto: lasciate che tutta questa destra berluscocentrica e sovranista dell’ultima ora torni al suo passatempo preferito: il Puttan Tour!

Siamo tutti d’accordo che Berlusconi ha subito nel 2011 il trappolone dello spread su ricatto della Merkel. Siamo anche d’accordo nel pensare che Berlusconi meditasse seriamente una saggia uscita dall’euro e che questo abbia colto di sorpresa la germanocrazia europea. Ma qual è il vero problema prodotto dall’euro? L’austerità e la compressione dei salari! Austerità e compressione dei salari che hanno visto in Berlusconi e Tremonti i loro migliori profeti e artefici.

“Non so se sia una ideologia, ma l’austerità certamente è una necessità e una responsabilità» diceva il Ministro Tremonti, all’assemblea di Confcooperative. «Siamo ad un tornante della storia, non solo per noi ma per tutti i paesi. L’austerità è una necessità che significa solidarietà e responsabilità».

Questo virgolettato è del 2010, cioè dopo che per anni lui e il suo nano da giardino, tale Brunetta, avevano massacrato il pubblico impeigo bloccando il contratto di milioni di italiani. Quel contratto, che incredibilmente esiste ancora, risale al 2007 ed è fermo da allora. Il che significa che, con la scusa che tanto quei 3 milioni e mezzo di italiani “tanto loro un lavoro ce l’hanno” hanno perso decine di migliaia di euro (si, avete letto bene) in potere d’acquisto

Questa scelta, ovviamente, non ha prodotto indotto per le imprese nazionali ed ha fatto soffrire famiglie e consumi. Chi c’era al governo? Berlusconi, Gelmini, Brunetta, Tremonti. Purtroppo, la sinistra italiana non si occupava affatto di queste questioni , ma di Ruby e delle Olgettine, e questo non può essere perdonato, ma i provvedimenti legislativi e la loro esecuzione avevano nomi e cognomi, ed i cognomi erano Berlusconi, Brunetta, Gelimini, Tremonti. Che ciò piaccia o non piaccia a tutti i sovranisti italiani che pensano di rivedere in queste mummie una qualche speranza di far tornare il Paese ad essere un Bel-paese.

Tremonti, ad esempio, ha pensato bene di massacrare la scuola. I tagli che ha consentito tra il 2008 e il 2010 (anni di esplosione della crisi durante i quali, semmai, era necessario assumere), hanno portato all’eliminazione di centomila cattedre, decine di migliaia di posti di lavoro tra il personale Ata (i bidelli e gli impiegati), per non parlare dei tagli al salario accesorio di tutti gli enti pubblici, agli scatti d’anzianità, ecc. ecc. Con quelle manovre, Brontolo e la Befana (Tremonti e Gelmini) sottrassero al mondo del lavoro 10 miliardi di euro, molti dei quali poi buttati nel cesso di Alitalia, che comunque poi è stata venduta, fallita, rifallita  e strafallita. Insomma, ve lo dico più chiaramente: non ho pietà per Bersani e Prodi e Renzi (per non dire di Monti …), ma se mi parlate di Tremonti e Berlusconi vi avviso: l’armeria «Regina» di Conegliano è ben fornita, ed è a due passi da casa mia.

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