Grecia, Anno Zero

La questione dello spred a 200 per colpa della LePen non mi convince mica tanto. E “la durezza del vivere” di Padoa Schioppa? E “la Grecia il più grande successo dell’Euro”? Senza queste manfrine non è la stessa cosa, dai. Eppoi a noi mancano anche i Varoufakis che vanno a fare la faccia da Tyson a Bruxelles, i referendum per finta, la Merkel che dice che insegnerà il tedesco ai profughi siriani… Io non so a voi, ma a me  questo mare di puttanate maistream manca tantissimo. E questa volta NON C’E’.

Io non so se voi a scuola avete imparato più il latino o la matematica, più storia o chimica, ma io che vengo dalle palestre di trading ho capito che “quando il sangue scorre per le strade, è il momento di comprare”, come diceva Nathan Rotschild! Facendo un’ardita similitudine, vorrebbe dire che stavolta la bomba casca sul serio. Se vi prendete la briga di scrivere la parola “Grecia” su google, il motore di ricerca più usato al mondo vi mostrerà offerte di viaggi e tracce di wikipedia a profusione,  ma nisba sulla crisi. Eppure il redimento dei titoli di stato della Grecia è salito a 10, a doppia cifra, roba da anni che furono. La Grecia non potrà sostenere a lungo questo costo; anzi, il tic tac è già iniziato.

Il grafico qui sotto, scippato a monetazione.it è illuminante:

L’unico giornale mainstream che si è permesso di dire qualcosa (ilgiornale), ha riportato questa considerazione:

“La Grecia è in sostanza punto a capo. La ricetta del prestito vincolato a condizioni che il Governo Tsipras accettò nel 2014 ha ad oggi fallito in ogni sua parte. Il rilancio prospettato del Pil, atteso oltre la soglia del 2%, era in realtà una mera illusione. I numeri parlano di una nanocrescita tra lo 0.3 e lo 0.5%. I dati sulla disoccupazione sono drammatici. Il “miracolo dell’euro” ha il tasso di disoccupazione al 25.6%, un numero che ha avuto conseguenze enormi sulla perdita in produzione industriale nel Paese, calata del 4% nel 2016. I perversi effetti delle “ricette” del FMI non finiscono qui. Come riportava Wall Street Italia nel giugno 2016, la Grecia, in contemporanea con l’accettazione del piano di riforme, ha visto un aumento dei suicidi, un aumento della mortalità infantile (dal 2,65% nel 2008 al 3,75% nel 2014) e un considerevole aumento di persone affette da disturbi mentali (dal 3,3% del 2008 al 12,3% nel 2013). Parallelamente al disastro fisico e morale in cui si trovano costretti oggi i greci, Atene ha dovuto applicare alla lettera il piano di riforme strutturali vincolate al prestito con il Fondo Monetario Internazionale.”

Quindi, cari amici, La Lepen ha la stessa e unica colpa dei gufi di renziana memoria: ci vede bene, anche di notte.

E la notte dell’Europa è finalmente iniziata

ps: i sostenitori dell’austerità e del modello tedesco devono morire tra atroci sofferenze

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