I Muri sono da Alzare, non da Abbattere

Da quando è iniziata questa solfa della globalizzazione e dell'Europa Unita, circola tra i giornalacci e i talk show nostrani la «caccia al muro». Col termine muro, ovviamente, si fa riferimento al concetto di confine tra Stati oppure al vero e proprio muro fisico divisivo, come lo fu quello di Berlino fino al 1989. L'immagine data in pasto ai boccaloni occidentali è quella eroica dell'abbattimento dei muri, inteso come atto libertatorio e catartico, come fuga dalla prigione in cui " i cattivi" tengono costretti e privati della loro libertà, i poveri schiavi inermi. Lo slogan contro i muri si è riaffermato in epoca recente con Donald Trump, che in campagna elettorale avrebbe promesso l'edificazione di un muro divisorio tra gli Stati Uniti e il Messico, terra di forte migrazione, verso il ricco nordamerica. Anche sul concetto di muro, la neolingua in mano al potere continua a produrre danni enormi e le persone in occidente sono ormai quasi tutte convinte che questo concetto, quello ipotetico-legale e quello fisico - sia profondamente  sbagliato e crudele. Sia il Male.

In realtà, se non fossimo continuamente distratti da questa campagna mediatica, ci accorgeremo immediatamente che i muri ci sono sempre stati (e sempre ci saranno) esclusivamente per dare senso, per dare protezione e per fornire punti di riferimento facilmente rintracciabili. Dove potremo mai rifugiarci, se perseguitati per le nostre idee, il bel giorno in cui non si saranno più muri e confini? E' un concetto antico che affonda le radici nella storia della civiltà e che deve essere pienamente compreso prima di essere criticato.

Ma partiamo con una ipotesi esemplificativa.

Fate questo esperimento mentale. Immaginate di aver appena comprato casa. Si tratta di un appartamento modesto, ma dignitoso, pagato con un mutuo e non pochi sacrifici. Il nido necessario per allevare un figlio e condividere con il compagno o la compagna le vostre ore libere dal lavoro. Bene, ora immaginate che 15 individui: donne, bambini, uomini, si presentino a casa vostra, sull'uscio, alle 19 di sera, mentre vi approcciavate a cenare e che costoro pretendano di entrare sostenendo che quella è casa loro.

Attenzione, perchè se non capite questa cosa e non la apprezzate nella sua profondità, dopo il trauma di Trump e della Brexit non vi rialzerete dalla futura vittoria di Marine Le Pen in Francia e della fine del mondo storto in cui siamo impantanati.

Bene, come potete impedire a questi 15 sconosciuti di entrare? Chiamando la polizia, avvertendo qualche vicino, oppure spingendo violentemente il primo che calca lo zerbino, e poi chiudendo frettolosamente la porta.

Domanda: anche con l'arrivo della Polizia, che sta dalla vostra parte, anche con i vicini energici che sono con voi nel cacciare gli intrusi, anche se foste Hulk Hogan, sarebbe possibile questa scena ... SENZA UN FOTTUTO MURO?

No, amici, non sarebbe possibile. Ovviamente, nessuno nega l'umana pietà: perchè mai rifiutare un piatto di minestra al bisognoso? Ma se l'appartamento è di 70 metri quadri, direi che parliamo di UN bisognoso e non di due, non di tre, e tanto meno di 15. La globalizzazione e l'Europeismo beota di Bruxelles vi stanno spiegando che quel muro è una cattiveria, che va abbattuto. Allora, finche si tratta di un muro in Ungheria o in Texas, magari vi siete pure convinti, ma se vi dicessi che quel muro sono in realtà i muri di casa vostra? Eh già, cari amici, perchè guardate che è proprio la stessa cosa eh? I muri servono per fare chiarezza, dare un ordine logico a cose e persone, proteggere. Il muro non è MAI un concetto negativo, neanche quando parliamo di una prigione. La prigione - vi illumino spocchiosamente anche su questo - non è abitata da schiavi, ma sovente da delinquenti. Che facciamo, abbattiamo le prigioni? In fondo sono piene di mura quelle...

Dunque, occorre maggior rispetto e prudenza quando si parla di muri poichè sono stati sempre elementi tecnici necessari alla sopravvivenza del genere umano ed hanno consentito, assieme ad altri elementi più complessi, di raggiungere l'apice della catena alimentare. Naturalmente, e ci mancherebbe altro, i muri devono avere le porte, perchè essi non sono sigillati nè sigillabili e devono consentire proficua collaborazione tra le varie parti divise. E' così tra casa e casa e dentro le case stesse. Perchè non dovrebbe essere così anche al di fuori del nucelo famigliare? Ben vengano le porte, i ponti, le vie di comuncazione, ma che hanno senso solo se ci sono differenze, e luoghi, e alternative. E muri.

Fuor di metafora, il concetto di limite e di confine è anche filosofico e ne abbiano eccellenti testimonianze fin dal mondo greco che ancor oggi è esempio sublime di organizzazione pubblica e produzione culturale. Nel mondo greco classico, infatti, gli Dèi venivano visti come realtà soprannaturali vendicative nei confronti di quegli uomini che peccavano di UBRIS, cioè di tracotanza, di superbia. Con particolare e principale riferimento a quegli uomini che cercavano di superare i limiti. Ancora oggi è rimasto nella terminologia corrente l'espressione "è un bel lavoro finito" alludendo con questa a ogni cosa compiuta, ordinata, precisa, regolata. In una parola: giusta!

La stessa idea che i greci avevano del cielo era quella di un «cosmo», cioè di un ordine (da cui il termine "cosmetica", il mettersi in ordine, appunto) in contrasto al caos, visto come il male. Per i greci, dunque, il bene era associato all'armonia, alla compiutezza, mentre il male era associato al disordine, alla tracotanza, al superamento dei limiti. Il filosofo tedesco Nietzsche farà la sua fortuna e la sua fama planetaria proprio analizzando concetti simili a questi. Ma molto prima Platone, nel Simposio, raccontava il mito degli androgini, superuomini tracotanti e così sovrabbondanti di braccia, gambe e genitali, da minacciare il potere stesso degli Dèi olimpici e che, in quanto tali, furono separati in due con un taglio netto da Zeus in persona.

Troppo recente Platone? Beh possiamo allora andare indietro nel tempo fino a Pitagora, altro filosofo e matematico, nella cui scuola si predicava la superiorità dei numeri dispari su quelli pari, perchè quelli dispari, rappresentati geograficamente da punti o sassolini, rendevano l'idea di finitezza e di compiutezza, mentre quelli pari lasciavano spazio all'ignoto infinito sospeso nel nulla, come mostrato nelle immagini qui sotto:

I ragionamenti favorevoli al concetto di limite sono tantissimi, si potrebbe scriverne per ore. Ciò che conta è capire che la vulgata sulle presunte nefandezze dei confini, dei muri e dei limiti va abbattuta, quella si, e una volta per tutte. Purtroppo, il tentativo di far passare lo slogan i muri vanno abbattuti, è molto sofisticata. Senza chiarezza, senza punti di riferimento, tutti ci ritroviamo più deboli e senza protezione. Nessuno, ora come ora, può sperare che i lupi famelici si arrestino di fronte alla casa del porcellino più avveduto. Ma per fortuna molti in Europa si stanno finalmente svegliando ed Ezechiele sta per prendere un colpo di fucile alla schiena dal quale non si rialzerà tanto facilmente.

Siatene consapevoli

Siate preparati

 

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