La Globalizzazione è disumana e transumana. Ecco perchè dobbiamo spazzarla via.

L’analisi sulla globalizzazione che propone in questo breve estratto lo storico Andrea Sartori (QUI il link al suo ultimo lavoro) è condivisibile al 90 per cento (che è tanto). E’ incredibile e positivo vedere come chi si definisce “progressista”, come il sottoscritto; e chi invece si dice “conservatore”, come Sartori, possa condividere sulla globalizzazione la stessa identica analisi. Perchè non ho scritto al 100 per 100? Beh, perchè da persona rispettosa Sartori non cita i tentativi di mondializzazione delle religioni, cristanesimo in primis, e che molti italiani in buona fede aiutarono Napoleone, ma per tutto il resto, che è tantissimo, ha visto completamente giusto!

I segnali che questa violenza sta finendo, comunque, ci sono, e sono tanti. Allo storico, l’ultima parola:

di Andrea Sartori:

“Le barricate in piazza /Le fai per conto della borghesia /Che crea falsi miti di progresso”
Franco Battiato “Up patriots to arms”

Sta venendo fuori il nervo scoperto della globalizzazione. La cancellazione di ogni differenza. In realtà questo è un vizio della modernità, e data quantomeno, se non dalla Rivoluzione francese, dalle guerre napoleoniche. È il vizio dell’imporre un modello unico con le buone o con le cattive, tirando fuori scuse “umanitarie” o “di progresso”.
Quando le “liberatrici” truppe francesi “liberavano” villaggi italiani o spagnoli, venivano accolte a sassate. In risposta i “liberatori” massacravano. La “Liberté” fu data ai cittadini vandeani, che volevano continuare a essere come prima, sappiamo bene come.
E da qui il totalitarismo progressista ha continuato la sua marcia. Gli indiani vogliono continuare a cacciare il bisonte e non vogliono la ferrovia. Selvaggi, la cosa ci costa un sacco di soldi. Sterminiamoli. Mia moglie mi ha parlato di un romanzo dei fratelli Strugackij (quelli di Stalker) in cui si parla, in maniera satirica, del tentativo di esportare il comunismo su Marte (“Fascisti su Marte” prima di Guzzanti), ed era una presa in giro dell’esportazione della rivoluzione leninista con tutti i suoi morti.
Cancellazione di differenze, distruzione di radici e modi di vivere di interi paesi, per cosa? Un tempo per espandere il territorio con la scusa di “liberare”, oggi per economia, esportando democrazia e libero mercato, come vuole la cosiddetta dottrina Bush.


La globalizzazione è la distruzione di economie, culture, modi di vita locali per vendere la Coca Cola o le magliette della Nike. Anche la distruzione delle differenze sessuali è finalizzato a vendere le stesse cose a maschi e femmine e allargare il target. E chiunque legittimamente difenda la differenza, le culture locali o le differenze sessuali si becca del fascista, nonostante tra costoro non ci sia solo Trump o Putin, ma anche gente come Pasolini (che aveva visto la radice marcia e “di potere” delle barricate sessantottine) o De Andrè (che cantava in dialetto genovese e in sardo).
La sinistra italiana, composta in gran parte da idioti (con eccezioni notevoli come Marco Rizzo) si schiera con la distruzione delle sue stesse radici, con le multinazionali e con la globalizzazione. Con il capitalismo più orrendo e alienante

2 Commenti

  1. La globalizzazione è lo strumento massone finale per accentrare tutto il potere su di loro, su un unico governo centrale.

  2. Caro Marco Maltese, in parte hai ragione, solo che bisogna anche considerare che e’ in atto una guerra tra massoni progressisti e neoligarchici (la Three heyes su tutte),che sta stravolgendo i loro piani.
    La situazione e’ molto simile alle guerre civili che portarono al disfacimento della Repubblica di Roma nel I secolo a.c.

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