Occhio al rendimento del Treasury Bond Americano

Ne abbiamo già parlato, ma visto che continuamente ci giungono richieste di consigli sul parcheggio della liquidità in caso di uscita dall’euro, non possiamo che tornare sulla questione. Com’è noto, infatti, gli investitori NON-preofesssionali, in questi anni, hanno aumentato il risparmio in Italia puntando quasi tutto sulla liquidità: cioè sui conti correnti, i libretti di risparmio postale, i buoni fruttiferi, i conti di deposito. Questi parcheggi tengono ferma la liquidità, consentono di pagarsi le imposte di bollo, ma non ti danno nulla, in questa fase storica. Se a questo aggiungiamo l’uscita dall’euro che diventa sempre più probabile, molti pensano a come trarre vantaggio in caso che questa eventualità si realizzi. Pur non essendo in grado di fare previsioni sul cambio valutario, è già un dato di fatto che le obbligazioni statali americane – i cosiddetti treasury bond – stanno aumentando il loro rendimento, cioè l’entità della cedola che annualmente staccano all’investitore. E’ un trend che continuerà? Il più arguto analisti in questo campo è il guru americano Bill Gross, ex Pimco ed oggi a Janus, del quale vi abbiamo parlato tante volte. Perchè ve ne parliamo così spesso? Perchè, come si dice dalle mie parti, è uno di quelli “che menano la minestra” e voi, se volete assaggiarla, potete leggere di seguito.

“Secondo il veterano di Janus Capital, se il rendimento dei Treasury a dieci anni dovesse superare il 2,60% ciò marcherebbe l’inizio di un nuovo bull market secolare dei bond. “È l’unica mia previsione per il 2017”, scrive Gross nel suo ultimo outlook, ed è “molto più importante” di altri fattori come ad esempio “la parità tra euro e dollaro”.

“È la chiave per capire i tassi d’interesse e forse anche i livelli dei prezzi delle azioni di quest’anno”.

Il rialzo, spiega l’ex Pimco, potrebbe arrivare sulla scia delle policy annunciate dalla nuova amministrazione americana, che, nonostante Gross abbia reiterato il suo scetticismo sull’abilità di Donald Trump a stimolare la crescita americana nel lungo termine, potrebbe causare un acceleramento nel breve periodo.

Il cambiamento delle politiche economiche secondo i dettami di una certa “ortodossia repubblicana”, continua Gross, avrà un effetto rilevante sui Treasury, soprattutto se combinato all’influenza in termini di politica monetaria proveniente da Europa e Giappone.

I rendimenti dei Treasury a dieci anni, quindi, “aumenteranno inevitabilmente durante il primo anno della presidenza Trump”.

È chiaro “che i rendimenti a dieci anni hanno continuato ad abbassarsi dopo il picco registrato all’inizio degli anni Ottanta. Un calo medio di 30 punti base negli ultimi 30 anni ha abbassato i rendimenti a dieci anni dal 10% nel 1987 all’attuale 2,4%”. A breve però, conclude il gestore, ci potrebbe essere un’inversione di tendenza.”

Quando Bill Gross (sopra ripreso dal sito Citywire.it) affermava quanto sopra, il rendimento era a 2,4. In questi giorni ha toccato i 2,5. A breve, quindi, potrebbe esserci la rottura del rendimento individauto dall’analista americano fissato a 2,6. Se davvero uscissimo dall’euro, dunque, un investimento in treasury bond dovrebbe coprirci sia dal rischio di cambio che come rendimento, decisamente più interessante di qualsiasi conto di deposito in euro attuale. Ovviamente, non tutti possono permettersi di aspettare le scandenze, ma questo non  è solo trading, ed è tutta un’altra storia.

4 Commenti

  1. Buongiorno, a suo avviso anche le obbligazioni in USD emesse dalla Banca Mondiale potrebbero essere un buon investimento? Grazie

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