Per vincere domani. In Borsa, nella Vita. Al Casinò

Montreal, Canada, 10 aprile 1994. Un ragazzo di appena 18 anni entra nel nuovo scintillante Casinò della cittadina canadese e si siede davanti a una macchina del Keno, un gioco cinese nato duemila anni fa pare per finanziare la costruzione della Grande Muraglia.

Paolo Canova e Diego Rizzuto, il matematico ed il fisico che hanno analizzato “scientificamente” la scena che vi sto per raccontare chiariscono che le regole sono davvero semplici: si estraggono 20 numeri compresi tra 1 e 80 e il giocatore deve provare a indovinarne il più possibile. Finchè la quantità dei numeri azzeccati è bassa, tipo due o tre, le cifre guadagnate sono simboliche, ma se si indovinano più di dieci numeri ecco che le vincite si fanno molto consistenti.

Il ragazzo sa bene le regole e prova con qualche moneta a vedere come butta. E butta incredibilmente bene perché all’estrazione indovina … 19 numeri su 20. Nel Casinò succede il finimondo: arrivano i fotografi, qualcuno lo intervista, alcuni vogliono una foto di rito col fortunato vincitore. Non era mai accaduto prima. Le leggende narrano di qualcuno (ma non si sa chi) che ne aveva indovinati 16 su 20. Il giovanotto intasca 200mila dollari e finito il trambusto iniziale, il giocatore ritenta con le monetine nella fessura. Sceglie i suoi 20 numeri, attende l’estrazione e … bum ne indovina ancora 19. Altri 200mila strappati al Casinò.

Ma stavolta la Direzione non se ne sta con le mani in mano. La cosa si fa sospetta, e molto: il ragazzo viene perquisito, ma non gli trovano nulla addosso, telecamere, software o altro e così può rimettersi alle macchinette. Già avete capito come va a finire, vero? Il nostro giovane protagonista indovina ancora 19 numeri su 20 e sono altri 200mila dollari per lui. Il gioco del Keno viene sospeso in tutte le sale e i premi congelati in attesa di scoprire l’esito dell’inchiesta. I dubbi della direzione sono legittimi e occorre fare chiarezza.

Dal giorno successivo Daniel Corriveau (questo il nome del nostro eroe) diventa famoso: viene intervistato alla televisione e già si parla di un libro e di un film sulla sua impresa. Va detto che il casino era aperto da poco e dava da lavorare a diecimila persone, tra croupier, camerieri e addetti vari dell’indotto. Una gigantesca fabbrica del divertimento che Daniel aveva messo in serio pericolo.

Chiariamoci subito: l’impresa di Daniel è praticamente impossibile, attuabile solo vivendo per l’eternità. Canova e Rizzuto, autori di un libro su matematica e gioco d’azzardo, per chiarirci le idee, propongono la seguente similitudine.

“Fare di seguito 3 volte 19 a keno è come infilare uno dopo l’altro i seguenti eventi: tirare un dado e indovinare il numero, e poi prendere un mazzo di carte e pescare con un solo tentativo l’asso di picche, quindi indovinare al primo colpo le ultime due cifre del mio telefono cellulare, poi fermare 3 persone a caso per strada e indovinare il loro segno zodiacale, fermarne altre 3 a caso per strada e indovinare la data del loro compleanno. Poi andare dal tabaccaio, giocare una schedina del Lotto e fare un terno secco sulla ruota di Torino, quindi prendere in prestito il bancomat di un amico e indovinare al primo colpo il codice segreto, poi chiamare al telefono Paolo Canova, uno dei due autori del libro, indovinandone il numero, quindi comperare un Gratta e Vinci della serie Miliardario e vincere il primo premio, poi fare 6 al SuperEnalotto con una sola combinazione, e infine lanciare una moneta e fare testa”.

Insomma, Daniel non poteva essere (né fu) solo “fortunato”.

Sublime poi il modo in cui prese in giro l’opinione pubblica e gli esperti, sostenendo di essere un mago del computer che aveva scoperto il segreto della Teoria del Caos, cioè la solita storiella della imprevedibilità dei sistemi complessi, quelle per cui se una farfalla sbatte le ali a Rio de Janeiro scoppia un temporale a New York (o qualcosa del genere).

Ma cos’era veramente successo a Montreal in quel magico giorno del 1994?

Tutto sta nell’osservare il meccanismo di funzionamento delle case da gioco. Osservare se c’è una falla nel sistema, e infilarsi. Lo diciamo subito, prima della spiegazione dell’episodio del keno: per vincere domani (ma anche oggi) è bene avere un piano molto elastico, attendere come un felino il momento giusto e quando finalmente arriva, attaccare. Occorre farlo “né prima né dopo”, ma al momento giusto, cioè proprio in quel momento che si era aspettato con diligenza. Il che potrebbe anche tradursi nel “salire sul treno giusto”: prima o dopo uno di quelli giusti passa, ma occorre sapere in modo pianificato quale è “quel” treno. Nel gioco d’azzardo, nel trading finanziario e spesso anche nella vita, è la stessa cosa.

Ma torniamo al Keno e sveliamo il mistero.

I numeri delle macchinette del Keno presenti nei casinò vengono scelti elettronicamente da software specializzati che generano numeri casuali tramite un algoritmo

Daniel si è banalmente accorto che la prima estrazione del giorno era uguale alla prima estrazione del giorno precedente, e così la seconda estrazione, la terza, la quarta e così via. E questo accadeva tutti i giorni, uno dopo l’altro. All’inizio di ogni giorno, all’accensione della macchina il sistema algoritmico proponeva una prima sequenza che faceva da “seme” a tutte le altre.

Un errore eclatante, quello del Casino, reso possibile da un piccolo particolare. Le macchine elettroniche per il gioco del Keno di Montreal sono uguali a quelle di Las Vegas, solo che mentre a Las Vegas rimangono accese 24 ore su 24 perché i casinò sono sempre aperti, la stessa cosa non vale per il casino di Montreal, che la notte è chiuso e “spegne” le macchine. Accadde così che mentre a Las Vegas chi gioca non può sapere le sequenze numeriche perché vengono generate casualmente fino alla “morte” della macchina perchè se ne va in pensione, a Montreal ogni mattina gli strumenti da gioco ripartivano daccapo, ma in modo identico ogni giorno. Altro che Teoria del Caos e matematica! Daniel è riuscito a vincere 600.000 dollari perché ha osservato con perizia le fasi delle giocate e si è accorto di una inefficienza, di una falla nel sistema.

Su wikipedia, alla voce “Casino di Montreal”, trovate la seguente dicitura:

“Nell’aprile del 1994 Daniel Corriveau riuscì a vincere 600.000 dollari al Casino de Montreal giocando a Keno, indovinando per tre volte consecutive 19 dei 20 numeri estratti.

Questi aveva dichiarato di essersi servito di complessi calcoli basati sulla teoria del caos, ma a seguito di ulteriori indagini fu accertato che la vincita era stata resa possibile dal fatto che i generatori di numeri pseudo-casuali utilizzati dalle macchine del casinò non erano adeguati e rigeneravano ogni giorno la medesima sequenza di numeri.

La vincita fu comunque pagata, essendo stato accertato che Corriveau non si era avvalso della connivenza di alcun dipendente del casinò e che quindi non era stata commessa alcuna illegalità.

Da questo curioso episodio possiamo ricavare e trarre le conseguenze di una grande verità: è impossibile battere il Banco, per una questione di matematica, così come è impossibile battere la Borsa Valori, il sistema finanziario, il Potere… a meno che …  a  meno che non abbiate un piano elastico e scoviate le inefficienze, procedendo a sbranare la belva quando è stanca, addormentata, distratta, pomposamente convinta della sua routine quotidiana.

 

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