Standing Ovation per l’Euro! Una merda spiegata in 5 immagini

I siti no-euro come micidial postano da diversi anni grafici che dimostrano INEQUIVOCABILMENTE che l’euro sia il maggior responsabile della crisi economica italiana. Oramai i blog economici ed  euroscettici ne vantano una discreta collezione. Eccone alcuni:

Questo qua sopra è il più interessante, e forse il meno commentato. Ci fa vedere come dopo anni di correlazione tra import ed export, ora l’Italia stia esportando molto di più di quanto importa. Come ripetuto fino alla nausea questo non è affatto un bene, perchè significa che le imprese italiane cercano di guadagnare vendendo all’estero (atteggiamento predatorio) invece che vendere i beni ai propri lavoratori/connazionali. In altre parole, questo sbilanciamento porta alla diminuzione dei salari o, nella migliore delle ipotesi, alla loro stagnazione.

Questo grafico mostra l’andamento dell’indice FTSE-Mib, cioè dell’indice più rappresentativo della borsa italiana perchè raccoglie l’andamento della quotazione delle 40 società italiane a maggior capitalizzazione. Oltre al calo evidente a chiunque voglia seguirne il trend da sinistra verso destra, val la pena ricordare che la stessa cosa non è accaduta negli altri listini occidentali, dove le Borse, al contrario di quella italiana, hanno ripreso e superato le quotiazioni record del 2007. Si fa notare che il ftse mib ha sfiorato i 50mila punti, mentre oggi naviga a vista attorno ai 19mila.

Questo grafico, pescato dal sito vincitorievinti di Paolo Cardenà, mostra il crollo del pil italiano. E’ vero che la curva si abbassa dopo la crisi del 2007/2008, ma i più attenti lettori avranno notato che l’appiattimento del prodotto interno loroo è iniziato nel 2001-2002, anni dell’introduzione dell’euro nei nostri portafogli. Il trend non ha ancora avuto una significativa inversione di tendenza e tutta l’Europa soffre di questa situazione, tranne che nei paesi del Vecchio Continente – come la Svizzera o l’Ungheria passando per la Norvegia e la Gran Bretagna – che non hanno mai adottato la moneta unica.

L’ultimo grafico è il più famoso: ci mostra l’inversione del trend tra la produzione italiana e quella tedesca alla fine del 2001 quando l’euro fu introdotto. Lo vedete? Prima landamento del pil Italia/Germania era simile, con anzi un significativo vantaggio per l’Italia registrato dal grafco negli anni Novanta.

Non tutti hanno dimestichezza coi grafici, anche se gli assi di Cartesio si fanno alle scuole medie. Comunque, questa lista ci fa vedere dove sono andate a finire le più importanti e prestigiose manifatture e marchi italiani dall’introduzione dell’euro.

Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.