Ucciso un altro Capopartigiano nel Donbass. Ucraina verso la balcanizzazione

Stefano Orsi, esperto di Russia e di geopolitica, offre ai lettori internettiani un breve, ma intenso ricordo del Comandante Givi, ucciso dai nazisti ucraini. Dopo l’attentato dinamitardo al Comandante Motorola, pochi mesi fa, ora è toccato a Givi. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno in questa tragedia, potremo dire che il governo Ucraino è allo sbando e che gli attivisti filogovernativi sono ormai costretti ad attentati personali per tentare di spaventare gli indipendentisti dell’area del Donbass che, però, non arretrano di un millimetro. Ecco il ricordo dell’ottimo Stefano Orsi.

Ricordo del comandante “Givi”

di Stefano Orsi

Con l’omicidio del comandante del battaglione “Somalia” Mikhail “Givi” Tolstykh, scompare l’ultimo dei comandanti partigiani del Donbass, quel gruppo di eroi valorosi che decise di combattere e vincere nelle ore più cupe dall’invasione da parte dell’Ucraina, con i sanguinari battaglioni punitivi, nelle regioni del Donbass che si erano dichiarate secessioniste dal governo golpista di Kiev.

“Givi” comandava un piccolo plotone di artiglieria, nessuno lo aveva nominato comandante, lo era divenuto sul campo, per via del suo carattere guascone, per il suo coraggio, fu durante la gloriosa resistenza agli invasori durante la battaglia di Llovaisk che il suo plotone venne soprannominato “Somalia” ad affibiarglielo, un altro comandante storico, assassinato pochi mesi fa Arsen Sergeevic Pavlov, in arte “Motorola”, dell’omonimo plotone, anch’egli impegnato negli scontri di resistenza all’esercito invasore ucraino.
I due divennero inseparabili, e combatterono a lungo assieme, i loro plotoni divennero battaglioni, e infine si fusero nella brigata “Spartak”. Combatterono a lungo attorno all’aeroporto di Donetsk eliminando tutte le postazioni fortificate degli ucraini, e resistettero ad innumerevoli attacchi e bombardamenti.
Givi in particolare si distinse durante la seconda grande offensiva su Donetsk impedendo con pochi uomini che il grosso delle forze ucraine con le numerose forze corazzate di cui disponevano, sfondassero le linee difensive novorusse.
Durante questa battaglia riuscì addirittura a prendere prigioniero il comandante dei carri di Kiev, che prese sonoramente, e giustamente a ceffoni, poi lo liberarono con gli altri prigionieri, del tutto incolume in uno scambio di prigionieri.
L’ultima grande battaglia in cui fu protagonista fu quella trionfale della liberazione di Debaltsevo, trionfo novorusso, ecatombe di perdite per gli Ucraini, che rimasti chiusi in una sacca si diedero ad una precipitosa fuga incontrollata abbandonando tutto il loro materiale bellico, e perdendo centinaia di uomini.

Givi è stato ucciso stamane, era al lavoro nel suo ufficio di Makeevka, quartiere di Donetsk, colpito da un missile termobarico di tipo Shmel, potete vederne qui gli effetti https://www.youtube.com/watch?time_…

Mi sentivo vicino a questo personaggio , guascone e pittoresco, sempre con una sigaretta accesa tra le labbra, era una di quelle figure che apparivano in rilievo fin da quando iniziai a seguire le vicende di questa guerra criminale , condotta dal governo di kiev contro la popolazione del Donbass, che rifiutando di soccombere ai crimini di Kiev, decise di resistere con tutti i mezzi di cui disponeva: il coraggio e la determinazione.
La terra ti sia lieve Givi
 

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