Il Guru Bill Gross: occhio ai vostri Soldi!

Da qualche tempo tanti blogger e analisti nostrani si stanno interessando (ed era ora) a Bill Gross; dall'attivista Paolo Barnard agli investitori professionisti di Deshgold, si moltiplicano i commenti al pensiero di questo guru e la traduzione della sua analisi macroeconomica. L'outlook mensile che il guru della finanza americano pubblica mensilmente, per grazia di Dio, è gratuito. Bisogna però saper leggere tra le righe, sia che ragioniate in un'ottica di gestione dei vostri risparmi, sia che vogliate cogliere da un punto di vista politico il futuro economico che si profila. A me sembra piuttosto chiaro, ma se a qualcuno qualcosa non torna, fatevi sotto con le domande ...

BILL GROSS, OUTLOOK DI MARZO

I giorni di scuola continuano inesorabili in  “casa Gross”, non solo per i nipoti ma anche per la stretta necessità di insegnare ai miei figli i rischi e le complessità degli investimenti.

Man mano che invecchio, ho paura di introdurli inappropriatamente al monito espresso da Will Rogers negli anni ’30 riguardo al fatto di perdere denaro:

    «Non sono così preoccupato del ritorno SUI miei soldi,” scrisse, “ma lo sono del ritorno DEI miei soldi»

“Non perderli” è la mia prima e più importante lezione concettuale che gli insegnerei, nonostante il rialzo azionario di Trump e lo “spirito animale” ora in atto.

Recentemente ho anche esplorato con loro il concetto di “leva finanziaria” – in particolare quello della riserva frazionaria bancaria, che per anni è stata la base del credito delle banche oltre che della reale crescita economica.

La riserva frazionaria è stata per le banche una benedizione già a partire da un secolo fa.

“Mi lascia tuttora perplesso,” dicevo in famiglia, “di come facciano le banche a creare denaro dal nulla, tuttavia ci riescono”.

Restando su stime approssimative possiamo dire che le banche sono riuscite a trasformare 3mila miliardi dollari di credito “base” + credito “non riservato” ... in 65mila miliardi solamente negli Stati Uniti – titoli di stato, bonds municipali, prestiti bancari, mutui ed anche azioni, che sebbene non siano considerate come “credito”, sono comunque ancora dipendenti dal flusso di cassa che supporta il sistema.

Ho voluto fare un passo avanti.

Fate finta - ho spiegato alla famiglia che si trovava riunita intorno al tavolo della cucina - che ci sia solo un dollaro che realmente possediamo e di averlo in deposito presso la banca degli Stati Uniti, l’unica Banca del paese.

Ho spiegato loro che la banca ci deve consegnare quel dollaro in qualsiasi momento qualora noi volessimo ritirarlo.

La Banca però ragiona in questo modo: probabilmente i Gross non avranno bisogno di questo denaro per un po’, quindi posso prestarlo a Joe che vuole avviare la sua attività e vuole aprire una pizzeria.

Joe prende in prestito quel dollaro ed acquista tutto ciò che gli serve per pagare la farina, i peperoni e un forno da acquistare presso l’azienda Sally; a sua volta l’azienda Sally deposita nuovamente quel denaro sul proprio conto.

Ora il vostro unico dollaro si è trasformato in due: noi abbiamo il nostro conto con un dollaro e Sally ha il suo conto con un dollaro.

Entrambe le parti sono sicure di avere il proprio dollaro effettivamente in loro possesso, anche se in realtà c’è solamente una banconota da un dollaro nel caveau della banca.

La Banca ha così raddoppiato le sue attività e le sue passività.

Le attività della Banca sono rappresentate dalla banconota nel suo caveau e dal prestito che gli deve Sally; mentre le sue passività sono rappresentate dal dollaro che deve a noi – il depositante originale – e dal dollaro che ha prestato a Sally.

Il ciclo ovviamente continua: tramite prestiti e successivi ri-prestiti di quel semplice e “solitario” dollaro (con requisiti di riserva regolamentari) come può fare un prestigiatore con il suo cappello e la bacchetta magica, questo viene magicamente trasformato in cinque o sei dollari di credito.

Si realizza un vero e proprio miracolo capitalistico di crescita oltre che di creazione di posti di lavoro.

E, cosa importante, tutti gli istituti di credito credono realmente di poter vendere o liquidare i loro assets e così ricevere il dollaro solitario depositato nel caveau della banca.

Beh… non è proprio così.

“E quindi,” disse mio figlio maggiore Jeff, accarezzandosi il mento come se fosse uno scienziato in procinto di scoprire il mistero dei buchi neri, “Sembra sia una cosa buona. Scommetto che il problema emerga però quando le pizzerie diventino troppe (rammenta i mutui subprime) e gli interessi sui prestiti non possano più essere pagati ed i depositari rivogliano indietro il dollaro che pensano sia in loro possesso. A me suona tanto come nel 2008 – qualcosa chiamato Lehman Brothers.”

“Già,” ho risposto mentre mi alzavo per prendermi una cola dal frigorifero.

“Qualcosa chiamato Lehman Brothers.”

Negli Stati Uniti, il credito di 65mila miliardi dollari è pari a circa il 350% del PIL annuo ed il rapporto è in aumento. In Cina, il rapporto è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni a quasi il 300%.

La mia lezione è poi continuata ed il punto cruciale è che nel 2017 l’economia globale ha creato più credito rispetto al PIL di quello all’inizio del disastro del 2008.

Negli Stati Uniti, il credito di 65 mila miliardi dollari è pari circa il 350% del PIL annuo ed il rapporto è in aumento.

In Cina, il rapporto è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni a quasi il 300%. Dal 2007, la Cina ha aggiunto $24 mila miliardi di debito al proprio bilancio collettivo.

Nello stesso periodo, gli Stati Uniti e l’Europa hanno aggiunto solo $ 12 mila miliardi ciascuno.

Il capitalismo, con il suo sistema bancario a riserva frazionaria, si basa sull’espansione del credito e sulla stampa di riserve supplementari da parte delle banche centrali, che a loro volta sono dati in prestito dalle banche private per creare pizzerie, telefoni cellulari e una miriade di altri prodotti oltre che vere e proprie imprese.

Ma la creazione del credito ha dei limiti in quanto il costo dello stesso ( i tassi di interesse) deve essere monitorato in modo che i debitori (rammenta i subprime) possano rimborsare le rate.

  • Se i tassi di interesse sono troppo alti (ed anche il credito in rapporto al PIL diventa troppo alto), può manifestarsi un potenziale cigno nero del tipo Lehman Brothers.
  • D’altra parte, se i tassi sono troppo bassi (ed il credito in rapporto al PIL scende) allora il sistema si blocca, quando risparmiatori, fondi pensione e compagnie assicurative non riescono più a riscuotere abbastanza per ripagare i debiti a loro volta.

Accadde nel 2008: le banche centrali furono nella posizione di dover abbassare drasticamente i rendimenti ed acquistare migliaia di milioni di dollari con il QE (Quantitative Easing) per evitare un crollo del sistema.

Oggi la flessibilità delle banche centrali non è la stessa di quella volta. A livello globale i rendimenti sono prossimi allo zero ed in molti casi, negativi.

Le banche centrali oggi cercano di camminare su questa sottile corda – generano una crescita moderata del credito che corrisponde alla crescita nominale del PIL – mantenendo il costo del denaro ad un rendimento né troppo basso né troppo alto, ma giusto.

Janet Yellen è una novella riccioli d’oro.

Come sta lei [Janet Yellen]?

Fin qui, tutto bene, suppongo.

Mentre la ripresa è stata debole rispetto agli standard storici, le banche e le società hanno ricapitalizzato, la crescita dell’occupazione è stata costante e, cosa importante – almeno per la FED – i mercati stanno raggiungendo territori da record prospettando giorni di festa.

Ma il nostro sistema finanziario è come un camion carico di nitroglicerina che corre su di una strada accidentata.

Un solo errore può generare una vera e propria implosione del credito che può portare investitori di azioni, obbligazioni, e sì, mutui subprime, tutti a correre a ritirare il solo ed unico dollaro nel caveau della banca.

Accadde nel 2008 e le banche centrali furono nella posizione di abbassare drasticamente i rendimenti ed acquistare migliaia di milioni di dollari con il QE (Quantitative Easing) per evitare un crollo del sistema.

Oggi la flessibilità delle banche centrali non  è la stessa di quella volta.

A livello globale i rendimenti sono prossimi allo zero ed in molti casi, negativi.

I programmi di QE delle banche centrali si stanno avvicinando ai limiti mentre continuano a comprare sempre più debito, mettendo in pressione il mercato dei repo [pronti contro termine] ed il funzionamento quotidiano del commercio finanziario.

Io sto con Will Rogers.

Non farti sedurre dal miraggio di Trump di un 3-4% di crescita e dai magici benefici dei tagli fiscali e della deregolamentazione.

Gli Stati Uniti e l’intera economia globale camminano su di una corda sottile a causa di una leva finanziaria crescente; dei tassi di interesse che siano troppo alti o troppo bassi possono creare un disastro nel sempre più stressato mercato finanziario.

Sii più preoccupato del ritorno DEL tuo denaro, piuttosto che del ritorno SUL tuo denaro, per il 2017 e negli anni a venire.

ps: Articolo di Bill Gross tradotto da QUI

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