In Olanda Morgan dei Blu Vertigo ha Perso le Elezioni

Si moltiplicano i titoloni sulla sconfitta di Wilders, leader euroscettico, nei Paesi Bassi: «L’Olanda non cede al Populismo» urla La Repubblica a nove colonne. «Olanda, diga contro i populisti», tuona La Stampa. «Olanda, un argine ai populisti», nicchia il Messaggero, e avanti con la solfa fino a sfiorare le sobrie analisi della Gazzetta di Vergate sul Membro.

Ora, chi mi segue sa che io sono un euroscettico (non della prima ora) e che, quindi, vedo favorevolmente l’affermazione di movimenti antieuro nel Vecchio Continente. Sono anche dell’idea, per pura onestà intellettuale, che non bisogna nascodere le sconfitte sotto il tappeto.

MA SOLO UNO CON LE CHIAPPE CHIACCHIERATE E LA MAMMA MAIALA PUO’ SOSTENERE  – RIMANENDO SERIO – CHE IN OLANDA IL PARTITO ANTIEURO ABBIA PERSO!

Il partito di governo, guidato da Rutte passa dai 41 seggi del 2012 ai 33 attuali mentre il partito del lavoro, di stampo socialista/laburista, passa da 38 seggi a 9.

Devo riscriverlo? I maggiori partiti europeisti in Olanda passano da quasi 80 seggi che avevano a 42. Gli europeisti in Olanda sono praticamente DIMEZZATI. E stiamo parlando dell’Olanda, signori, cioè del Paese che con la Germania gode ed ha goduto dei maggiori vantaggi dovuti all’eurozona, che infatti ha la sede dei suoi loschi traffici proprio in quell’area d’Europa (per andare in treno da Bruxelles dall’Olanda bastano un paio d’ore).

Riporto per intero un intervento sui social che consider di gran lunga più veritiero di tutta la stampa circolante in queste ore:

“A differenza di quanto dicono i media di propaganda europeista, il risultato di Geert Wilders in proporzione alla realtà olandese, è stato più che ottimo, tenendo conto di due fattori molto importati:

  • Nelle città principali metà popolazione, se non di più è immigrata e quindi un candidato che viene presentato dal politicamente corretto come razzista, difficilmente può trovare consensi presso le grandi città cosmopolite come Amsterdam.
  • Il secondo motivo se non il più determinante è che alla popolazione presente in Olanda, immigrati e non, fa più che comodo l’euro. Come la Germania, anche per i Paesi Bassi, la moneta unica rappresenta un fiorino svalutato, dal momento che dal 2010 il Paese accumula surplus commerciali superiori addirittura a quelli tedeschi e cinesi ,violando la soglia del limite 6% sul pil fissata proprio nella cittadina olandese di Maastricht. E per giunta l’Olanda, NON paga per questa violazione sistematica del suo surplus commerciale, che come quello tedesco reca una danno alle competitività del resto del sud Europa. L’economia dei Paesi bassi non e’ fatta da piccole e medie imprese, come quella italiana che è ovviamente danneggiata dalla moneta unica.

Pertanto sul versante dell’economia, l’Olanda, riconfermando l’esecutivo, ha fatto una scelta di interesse nazionale, (seppur violando il limite del surplus commerciale a scapito del sud Europa). Nessun olandese riconfermerebbe un governo che magari proporrebbe la redistribuzione dei guadagni ottenuti con questi surplus commerciali, con il resto dell’Europa.

Altro che voto europeista…”

Aggiungiamo a questa lucida analisi che un signore  con la faccia di Wilders, una sorta di lupo mannaro anziano che imita Morgan dei Blu Vertigo, non offriva grosse credenziali di affidabilità. In Italia, l’unico euroscettico dal consenso elettorale a due cifre porta la faccia esasperata di Beppe Grillo. Se questi sono i nostri uomini all’Avana stiamo freschi.

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