La Soluzione ai Furti

Secondo Eurispes e il Ministero dell’Interno, dei 53mila furti in abitazioni effettuti quest’anno, solo 1.078 sono quelli per i quali sono stati trovati i colpevoli. Questo significa, detto fuori dai denti, che i furti in abitazione “pagano”. La liquidità presente nelle case è limitata, ma la ricettazione e internet fanno il resto e molte merci rubate in casa trovano uno sbocco fattivo sul mercato. I cittadini, peraltro, non si preoccupano di catalogare i beni che tengono in casa e nessun ispettore di polizia si stupisce più, oramai, quando alla domanda, “di che marca è il televisore che le hanno rubato?”, ben pochi derubati sanno cosa rispondere. Per analizzare il fenomeno, le cronache giornalistiche si soffermano solo sulla sicurezza, sui sistemi di protezione, sulle armi e il diritto di difesa (reteQuattro c’ha fatto la sua fortuna di audience su questo). Tuttavia, ragionare della vera causa dei furti non è mai diventato “di moda”. Occorre fare chiarezza.

DIAMO UN PO’ I NUMERI.

In Italia (circa 62 milioni di abitanti), ci sono solo 24 milioni di lavoratori occupati. Tre milioni e mezzo sono a spasso (disoccupazione) mentre gli altri non sono in età da lavoro, o studiano, o sono in pensione. In un paese con soli 24 milioni di lavoratori, che quasi 4 milioni siano a spasso o precari è una enormità che non può non avere un’influenza negativa su fenomeni di microcriminalità come il furto in abitazione. Si tratta solo di supposizioni?

Il paese al mondo che registra il minor numero di casi è la Corea del Sud, al secondo posto la città-stato di Singapore,  poi il Quatar, quarto il Giappone e chiude la cinquina del podio l’isola di Taiwan.

Cos’hanno in comune questi paesi che svettano in termini di sicurezza?

1. Sono tutte città asiatiche! Il rispetto per le gerarchie (soprattutto famigliari) e l’alta considerazione della Scuola e degli insegnanti fanno si che gli asiatici di questi Paesi si siano dotati nel corso della loro esperienza storica di una forte tempra morale, difficilmente contaminata dal relativismo etico occidentale, se non in occasione della migrazione. Il tema etico orientale, discutibile e complesso, ma ricco di suggestioni, è stato  trattato in modo decisamente brillante da Clint Eastwood nel celebre film Ford Torino, del quale consigliamo la visione. Non è nemmeno un caso, a nostro avviso, che Eastwood abbia sostenuto Trump sulla politica migratoria degli Stati Uniti, praticamente l’unica star di Hollywood a nuotare controcorrente ed a rischiare il vilipendio dei colleghi cineasti.

2. Sono tutte città con altissima occuapazione e stipendi in grado di sostenere un elevato potere d’acqusito. In altri termini, non ci saranno fucili mistragliatori in grado di fermare un numero crescente di persone frustrate dalla loro condizione economica. E’ la statistica, bellezza 😉

Per incontrare qualche città europea dentro questa classifica occorre attendere la sesta posizione con la Danimarca, seguita da Malta. A ben guardare, sia in Danimarca che a Malta la disoccupazione è un fenomeno praticamente inesistente.

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