Longevi e Bastardi

Per quale motivo autentici bastardoni come David Rockefeller o il nazista Erich Priebke arrivano a superare i 100 anni d’età? Per quale motivo persone dalla moralità dubbia o inaccettabile, tranquillamente superano i novant’anni? E’ forse corretto l’adagio popolare che recita “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”? Si tratta di considerazioni campate in aria oppure davvero i bastardi hanno un vantaggio in termini di longevità? Forse che i “buoni” per nostro Signore devono togliersi dalle scatole prima? Forse che non sopravvivono quelli che si adattano, come diveva Charlese Darwin, ma sopravvivono soprattutto gli stronzi?

Tante domande che meritano qualche rifelssione. La prima questione che dobbiamo verificare è quella della veridicità di quanto esposto: esiste un vantaggio in termini di longevità da parte di individui che si sono comportati male nella vita?

Se ci dovessimo basare – ad esempio – sull’anagrafe dei gerarchi nazisti la risposta sarebbe senz’altro affermativa.  Al netto – e ci mancherebbe altro – delle vicende di guerra, delle rappressaglie, degli incidenti …, insomma, “se lasciati stare” nei loro rifugi sudamericani o grazie alle accomodanti coperture internazionali, i nazisti si sono rivelati essere molto longevi, almeno ultranovantenni, talvolta ultracentenari. Ancora oggi, secondo un articolo della Stampa, 30 nazisti responsabili dei crimini di Aushwitz sarebbero in vita. Tutti citano Erick Priebke, morto a a Roma a 100 anni, ma c’è anche il più recente caso di Laszlo Csatari, criminale nazista morto in Ungheria a 98 anni. Oskar Groning arrestato in Brasile da poco, ha 96 anni ed è ancora in vita. Ma gli esempi potrebbero essere tanti. Dunque, non è affatto insnensato affermare che i nazisti, ufficiali e gerarchi, fossero e siano molto longevi rispetto all’età media dei loro connazionali.

La seconda questione che dobbiamo verificare è se, oltre ai cattivi nazisti, o ai cattivi liberisti, o ai cattivi in senso più generale, anche coloro i quali vi si opposero siano stati, o meno, longevi. Detto diversamente risulta che anche le vittime dell’Olocausto, o i partigiani, o i profughi vittime delle guerre, in genere, vivano più a lungo della media? Ebbene, tenetevi forte, la risposta è SI!

 I profughi istrianodalmati, vittime delle ingerenze titine che sono sopravvissuti alle foibe o che scelsero di abbandonare le terre natìe per paura del nuovo regime jugosalvo sono tutti molto longevi. Per non parlare delle vittime dell’Olocausto, che raggiusero una media anagrafica nettamente superiore a quella dei loro coetanei fuggiti prima dell’internamento nei lager.

Nel primo studio di questo genere un team internazionale composto da ricercatori israeliani e olandesi ha esaminato l’intera popolazione di ebrei polacchi immigrata in Israele prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo era capire quale fosse stato l’effetto dell’Olocausto sull’aspettativa di vita di chi lo aveva subito e ne era uscito vivo, rispetto a coloro che, avendo abbandonato l’Europa nel 1939, l’avevano evitato. Avi Sagi-Schwartz, del dipartimento di psicologia dell’Università di Haifa,  si aspettava che l’esperienza traumatica potesse aver ridotto l’aspettativa di vita di chi l’aveva subita. Ma con loro grande sorpresa hanno scoperto che è avvenuto proprio l’opposto.

Gli studiosi hanno confrontato due popolazioni composte da persone che avevano tra 4 e 20 anni nel 1939. Il primo gruppo è immigrato in Israele tra il 1945 e il 1950, mentre il secondo ha lasciato la Polonia nel 1939, prima dello scoppio della guerra. I dati esaminati riguardavano un totale di oltre 55.000 donne e uomini. L’aspettativa di vita dei sopravvissuti era nel complesso di oltre 6 mesi più lunga rispetto a quella degli immigrati che non hanno fatto esperienza dell’Olocausto. Ma mentre tra le donne non sembravano esserci differenze sostanziali, la vera sorpresa è arrivata considerando soltanto gli uomini delle due popolazioni esaminate. In media la durata di vita di un maschio sopravvissuto è risultata di 14 mesi più lunga rispetto a quella di un coetaneo scappato nel ’39.

In queste ore fioccano i commenti su David Rockefeller, morto ieri a 101 anni, Un altro criminale, il miliardario Soros, ne ha 86 e ancora mette il becco negli affari internazionali delle nazioni, come nel caso Russia-Ucraina.

Come mai chi ha fatto la Resistenza, chi ha fatto politica attiva (Berlusconi), chi ha vissuto il dramma dell’Olocausto, i profughi ed i criminali nazisti sono molto più longevi della media?

Gli scienziati spiegheranno di più e meglio questo fenomeno, in futuro. Tireranno in ballo l’alimentazione e il dna. Spiace mancare di rispetto agli studi rigorosi della biologia, ma la vera differenza tra costoro e la gente comune per il sottoscritto ha solo un termine di riferimento: la MOTIVAZIONE. Chi vive la propria esistenza con motivazioni forti, con tensione, scariche di adrenalina e gettandosi a capofitto sugli eventi ha, di norma, una marcia in più. Sempre! Sia che si tratti di fare il Bene, sia che si tratti di fare il Male.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.