L’Oro di Putin

Fotomontaggi di Putin - Fotografo: nessuno

Come sapete, micidial.it è da sempre molto attento all'andamento dell'Oro. Il biondo metallo, infatti, è un asset chiave per comprendere l'economia ed anche per salvaguardare il risparmio al passaggio generazionale. Ora la strategia di investimento più volte da noi segnalata si incrocia con la geopolitica, a dimostrazione ulteriore che c'è un filo rosso che collega tutti gli argomenti che affrontiamo su queste pagine: la critica all'euro, l'oro, il survivalismo, la Russia di Putin, la filosofia.

Salirà il prezzo dell'Oro? Non ne ho la più pallida idea, ma sicuramente è un materiale unico per le sue caratteristiche chimiche e storiche, la cui estetica, adattabilità e resistenza sono fuori discussione. Vicino a dove abito c'è una gioielleria molto ben fornita, tipica dei centri cittadini, con diversi metri di vetrate esposte sulla pubblica via. La gioielleria espone gioielli preziosi, orologi da collezione e qualche placchetta d'oro da investimento, cioè dei minilingotti da 10, 20, 50 grammi, qualche sterlina d'oro, ecc. la gioielleria in questione chiude dalle 13 alle 15  e rimane quindi senza personale interno. Io ci passo davanti tutti i giorni e quindi vedo le cose esposte nelle vetrine, sia quando è aperta che quando è chiusa durante la pausa pranzo. Per motivi di tempo, le vetrine rimangono con i gioielli, gli orologi, ecc. esposti. E' dura togliere e rimettere tutto per così poco tempo di chiusura, ma qualcosa viene comunque tolto dall'esposizione per motivi di sicurezza. Indovinate cosa tolgono dalla vetrina? Esatto: i minilingotti e le monete d'oro ... tutto il resto rimane bellamente in vista. Come mai? Già, lo avete ovviamente intuito, l'oro puro a 24 carati per gli esperti del negozio è di gran lunga più prezioso nel lungo termine di tutti i manufatti artatamente lavorati dagli orefici.

In questi giorni sta facendo il giro del web la notizia che Putin sta trattando con la Cina (ne parlo diffusamente QUI) per arrviare ad escludere il dollaro dai traffici con l'Oriente. Se la mossa dovesse riuscirgli, hai voglia a mettere dazi sulle vespe, le api e le lambrette. Nel sito di approfondimento Aurora, il direttore Lattanzio riporta una news di Russia Insider, incredibilmente trascurata dai media (come al solito).

«Gli ultimi progressi compiuti nel razionalizzare gli scambi in valute locali hanno avvicinato Mosca e Pechino alla creazione di un’architettura finanziaria che potrebbe facilitare le transazioni in oro. Come riportato, Mosca e Pechino hanno compiuto un altro passo verso la de-dollarizzazione con l’apertura di una banca di compensazione in yuan in Russia. All’inizio di marzo, la Banca centrale della Russia apriva la prima filiale estera a Pechino, per consentire una migliore comunicazione tra le autorità finanziarie russe e cinesi. Secondo un articolo di Sputnik, i progressi compiuti nel promuovere gli scambi bilaterali in yuan sono il primo passo verso un piano ambizioso, svolgere le transazioni sulla base dell’oro: “Il centro del cambio rientra nelle misure che Banca popolare cinese e Banca centrale russa guardano per approfondire la cooperazione… Una misura in esame è l’organizzazione congiunta del commercio in oro. Negli ultimi anni Cina e Russia sono stati gli acquirenti più attivi nel mondo del metallo prezioso. Visitando la Cina lo scorso anno, il Vicedirettore della Banca centrale russa Sergej Shvetsov affermò che i due Paesi vogliono facilitare le mutue transazioni in oro”. La possibilità del commercio in oro viene discussa dai funzionari russi nell’ultimo anno. Nell’aprile scorso, il primo Vicegovernatore della Banca centrale russa Sergej Shvetsov disse alla TASS: “I Paesi BRICS sono grandi economie dalle grandi riserve di oro e un volume impressionante di produzione e consumo del metallo prezioso. In Cina, il commercio dell’oro si svolge a Shanghai, in Russia a Mosca. La nostra idea è creare un collegamento tra le due città per incrementare gli scambi tra i due mercati”. I piani futuri per le transazioni tra Mosca e Pechino in oro certamente spiegano perché i due Paesi ne sono i principali produttori e acquirenti. La creazione del “mercato dell’oro” dei BRICS sarebbe un ottimo modo di aggirare il dollaro, dato che come “valuta” verrebbe facilmente riciclata negli scambi con gli altri Paesi membri. E se i negoziati in oro non si avranno nell’immediato, i BRICS già puntano alla creazione di una “nuova architettura finanziaria” che “affronti il dominio del dollaro USA sulla finanza globale”: “Le iniziative dei Paesi aderenti ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per impostare una nuova architettura finanziaria all’ottavo vertice tenutosi nell’ottobre 2016 in India, sono ultimamente sotto i riflettori. Per affrontare i condizionamenti ai prestiti tipici del Fondo monetario internazionale (FMI) e il dominio del dollaro degli Stati Uniti sulla finanza globale, si prevede che le nuove istituzioni create dai BRIC provvederanno al necessario cambiamento dell’architettura finanziaria mondiale. Queste istituzioni sono la Nuova Banca di Sviluppo (NDB), il Fondo di riserva per gli imprevisti (CRF) dei BRICS e l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB)”.

Come un esperto finanziario ha notato: “Negli ultimi anni, i Paesi BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, hanno adottato piccoli passi per ridurre il primato del dollaro nel commercio internazionale. La Cina guida questi sforzi, negli ultimi anni. Recentemente mi sono imbattuto in questo titolo del South China Morning Post: “Mosca e Pechino uniscono le forze per bypassare il dollaro nel mercato monetario mondiale”, illustrando come Russia e Cina collaborino da anni per rafforzare i legami economici. L’ultimo segno di questa cooperazione si è avuto il 16 marzo, quando la Banca centrale della Russia apriva il primo ufficio estero a Pechino. L’informazione locale lo definì “piccolo passo avanti nel forgiare l’alleanza Pechino-Mosca per bypassare il dollaro nel sistema monetario globale”. Il commercio in yuan è solo il primo passo. Ci sono assai più grandi progetti in cantiere». (articolo di Paul Kaiser)

Avete capito - finalmente - perchè odiano Putin?

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