Gli AntiPutin sono degli Illusi

E’ bastato un bombardamento americano ad una base aerea siriana per far esplodere di giubilo i sempre meno numerosi critici di Putin del Belpaese. Avevo promesso a me stesso di giudicare con prudenza e basandomi su riscontri certi della reale portata del raid aereo americano. E’ il modo più serio di procedere, evitando la partigianeria insulsa che obnubila la mente. Per questo tipo di analisi, infatti, occorrerà attendere ancora qualche giorno, ma l’idea di base che si vuol far passare in queste ore è in ogni caso priva di elementi fondati. E questa idea è che se l’America volesse si prenderebbe la Siria in un battibaleno.

Balle! Balle talmente grosse che non stanno nemmeno nelle mutande. Secondo gli esperti militari la Nato e l’esercito americano non hanno eguali in quanto ad armi convenzionali. La Russia, in caso di scontro diretto non sarebbe a mio avviso all’altezza della logistica americana (triade nucleare a parte). Questo perchè Putin non è ancora in grado di avere una proiezione coloniale al di fuori della Russia. Come scrivevano gli esperti filorussi di Saker italia lo scorso mese di agosto:

“le forze armate russe sono abbastanza piccole, specialmente per la difesa della nazione più estesa del pianeta (la Russia è quasi il doppio degli Stati Uniti come dimensioni, ha circa la metà della popolazione e la lunghezza dei suoi confini terrestri è di 20.241 km.). La dimensione totale delle forze armate russe è stimata essere di circa 800.000 uomini. Questo mette l’esercito russo al 5° posto nel mondo, fra la Corea del Nord (1.190.000) e il Pakistan (643.800) . Certo, questo modo di “contare i fagioli” non ha assolutamente senso, ma questo confronto è utile per farci vedere qualcosa di molto importante: le forze armate russe sono relativamente piccole.

Questa considerazione ne esce ulteriormente rafforzata se consideriamo il fatto che è difficile immaginare uno scenario in cui tutti i soldati russi, da Kalinigrad fino alla Kamchakta siano impegnati tutti quanti contemporaneamente contro il nemico … dimensioni e capacità dei Distretti Militari russi sono completamente annichilite dalle potenzialità e dalle risorse praticamente infinite dei Comandi americani: in ognuno di questi Comandi gli Stati Uniti hanno già dislocato truppe, pre-posizionato l’equipaggiamento e costruito le infrastrutture necessarie per accogliere rinforzi importanti. Inoltre, dal momento che, attualmente, gli Stati Uniti dispongono di circa 700 basi militari in tutto il mondo, le nazioni ospiti sono state fatte diventare la versione moderna di una colonia, di un protettorato, che non ha nessun’altra scelta se non quella di collaborare in pieno con gli Stati Uniti e che deve offrire loro, in caso di guerra, tutte le proprie risorse in fatto di manodopera, equipaggiamento, infrastrutture, ecc. In pratica, tutta l’Europa è proprietà degli Stati Uniti, che possono usarla a loro piacimento (principalmente come carne da cannone contro la Russia, ovvio). E’ importante ricordare questa grandissima differenza fra dimensioni e capacità quando, per esempio, si analizzano le operazioni russe in Siria”.

Questa, fu l’analisi del Saker fatta proprio mentre i russi mietevano un successo dopo l’altro in Siria andando all’assalto di Aleppo di fronte alla musagna attonita di Obama e della sua amica Hillary Clinton.

Lo ribadisco: l’analisi militare del filorusso “Saker” è esatta. Quella degli haters nostrani di Putin anche. Pur ostili politicamente, entrambe le fazioni analizzano correttamente i limiti delle proiezione offensiva russa al di fuori del prorpio territorio. Si potrebbe anche sintetizzarla così: i russi non sono i sovietici! La loro preparazione e struttura sono difensive. L’esercito americano ed i suoi partner sono strutturati invece in modo offensivo (e quindi facilitati nelle operazioni continentali).

Ma c’è un punto, che nessuna delle due fazioni di analisti  capiscono e non vogliono capire e per questo non si spiegano perchè Assad sia ancora lì e perchè la partita per la spartizione della Siria sia in mano a Putin e NON agli americani.

La spiegazione è questa: restare con gli stivali a terra in MedioOriente costa un sacco di risorse, dissangua le finanze di un Paese e non sortisce alcun effetto durevole senza un vasto consenso delle tribù maggioritarie delle aree interessate. Gli americani NON hanno alcun consenso in medioriente, tranne che in Israele e in Arabia saudita, dove vivono letteralmente 4 gatti, grassi e insulsi e ormai incapaci di far proseguire la loro civiltà procreando figli. Il resto del Medioriente, dove vivono decine di milioni di persone ODIA gli americani e il loro modello di vita e simpatizza per i russi ed il suo leader. In Siria, ad esempio, convivono faticosamente sciiti e sunniti, ma tutti odiano i wahabiti arabi che gli americani appoggiano. Le città siriane in mano ai ribelli soffrono la presenza di Al Nusra (l’Al Quaeda siriano) e l’Isis (l’altra longa manus wahabita in Siria) e festeggiano ogni qual volta l’esercito regolare di Assad li prende a calci nel culo. Anche se gli americani ottenessero un ritiro dei russi e sbarcassero in Siria verso Damasco  non avrebbero il consenso della popolazione, come non ce l’hanno tutt’oggi in Afganistan (DOVE HANNO PERSO) e in Iraq (dove non hanno ancora il controllo, tant’è che pur essendo lì dal 2003 bombardano quotidianamente Mosul). Il regime dittatoriale (quello si) dei sauditi – e che gli americani appoggiano – è sempre più in difficoltà in MedioOriente tantè vero che sono costretti a portare gli attacchi terroristici fuori dal MedioOriente, in Europa, nel vano tentativo di sparare qualche ultima cartuccia. I russi, inoltre, non hanno bisogno del petrolio arabo, e questo gli arabi lo sanno benissimo. Pertanto, le 59 scorregge che hanno fatto saltare 4 aerei in Siria l’altra notte non cambiano di nulla il quadro della situazione, ma servono moltissimo a Trump per sistemare le pretese dei falchi neocon e rilanciare in Corea del Nord (la sua prossima mossa). Trump guadagna un punto. Putin in Europa sembra meno cattivo e brutto, ma sarà comunue lui a decidere le sorti in Siria. Sulla sua strategia Zen ho scritto un libro tanto la ritengo centrale a livello geopolitico e culturale.

In questi casi, si dice, il tempo sarà galantuomo. Ma non occorre aspettare nemmeno tanto. Mentre sto scrivendo, ad esempio, i terroristi stanno abbandonando alcune posizioni strategiche nei pressi di Hama e stamattina due arei sono decollati dalla base che secondo i media doveva essere fuori uso dopo il bombardamento U.S.A.

Per smorzare le pretese degli haters di Putin in Italia, si sa, occorrerebbe aspettare qualche selfie di Putin a Palmira attorniato da gnocche arabe in stile Afef che fanno la danza del ventre. Spiace per i followers di Instagram che infestano il pianeta: il Presidente russo non è il tipo che  fa queste cose in pubblico.

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