Joanie Cunningham è morta. Ma la sua America è defunta da tempo

Il 22 aprile se n’è andata Erin Moran, l’interprete adolescente della fortunata serie televisiva Happy Days. Il serial ha rappresentato per milioni di noi un appuntamento quotidiano imprescindibile, quindi con la morte di “sottiletta”, come veniva chiamata Joanie dal mitico Fonzie, un altro pezzo della nostra giovinezza se ne va. Tuttavia, l’America di Happy Days, scanzonata e disimpegnata non c’è più da tempo. La serie venne girata negli anni Settanta, ma era ambientata negli anni Cinquanta, quasi a voler trasmettere agli americani di allora l’entusiasmo della vittoria nella seconda  guerra mondiale e le aspettative di crescita per il futuro. Dopo  aver sbattuto il muso in Vietnam gli americani avevano bisogno di una ricarica morale e in effetti le puntate dei Cunningham e di Fonzie furono seguitissime negli States e in tutta Europa. Moto, musica rock and roll, le ragazze e le bravate adolescenziali venivano puntualmente ridimensionate dalla presenza costante e  lungimirante dei genitori … tutto in Happy Days (nomen omen) mostrava le luci del “sogno americano”. Sogno che non era, come viene spesso raccontato, quello di diventare billionaire alla faccia degli altri, ma di raggiungere una vita emancipata, fatta di divertimento e con un approdo sicuro al quale aggrapparsi nei momenti di tristezza e difficoltà: la famiglia.

Spiace dirlo, ma non è nemmeno un caso che in Happy Days fossero assenti i latinos e le persone di colore. O, meglio, c’erano, ma erano eccezione della comunità e non regola. Anzi, gli italoamericani e gli immigrati cinesi venivano rappresentati come saggi e lavoratori. Così come i padri e le madri dei vari Potsie, Ralph e Ricki erano tutti sposati; nel telefim l’omosessualità non veniva denigrata, ma nemmeno esaltata: semplicemente, non era contemplata dalla sceneggiatura. Adesso in America se non ti dichiari almeno bisex e dopo tot anni di matrimonio risulti ancora sposato la Cbs ti manda i reporter a casa a farti le foto.  Non è forse assurdo, allora, sostenere che l’America che ha votato Trump rivorrebbe, in tutto o in parte, che  quel tipo di Paese tornasse grande, Great, appunto. Tra qualche pistolotto moralista e un pizzico d’ipocrisia gli americani che vorrebbero qualche punto di ferimento dicono di esserci ancora e di voler essere rappresentati.

Qualcuno, anche in Europa – come il duo di pseudofilosofi Jacques Attali/Emmanuel Macron – taccia queste riflessioni di anacronistica nostalgia. Momenti storici irripetibili che non torneranno e che non devono tornare più. Sarà. E forse l’occidente si prepara ad uscire dalla crisi per vivere momenti ancora più splendidi di quelli di Grease. Incrociamo le dita.

Tuttavia, non si capisce per quale motivo nei manuali di storia celebriamo ancora il Sacro Romano Impero come momento di ritorno alla Ragione dopo la disperazione e la precarietà delle Invasioni Barbariche. Oppure per quale ragione proponiamo incessantemente il Rinascimento come il momento più alto della civiltà italiana. Non pescava forse ed esplicitamente dal mondo classico? Certo, Carlo Magno non era Cesare  Augusto ed Erasmo da Rotterdam non era Aristotele, ma cosa vieta che le novità non abbiano punti solidi ed assorbano “giorni felici”?

Gli illuministi ingenui alla Jacques Attali – l’economista mentore di Emmanuel Macron –  non ci pensano nemmeno ad Happy Days e nei loro libri futuristici disegnano un  Super-impero mondiale che a noi ricorda tanto l’ufficio di Arthur Fonzarelli.

Ufficio che, per chi non avesse mai visto nemmeno una puntata del telefilm, corrispondeva al cesso maschile del bar Arnold’s.

2 Commenti

  1. Bell’articolo . Pone in evidenza un elemento su cui rifletto spesso, e cioè che la cultura progressista si è caratterizzata come progressivo distacco, seguito poi da rifiuto ed irrisione, di tutto ciò che piace, ispira ed interessa la persona normale. Vanno bene le più stravaganti minoranze, vanno bene gli emarginati di ogni tipo, va bene tutto tranne la normalità. Come si possa in questo modo pretendere di rappresentare la maggioranza resta un mistero. Buona sera

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