Non ci sarà Nessuna Guerra, parola di Mr. GOLD

La correlazione tra mercati e vicende geopolitiche è molto meno evidente di un tempo, ma alcuni indici dovrebbero aver mantenuto una forte carica di “predittività”. Su tutti, quello dell’Oro. La sera del famigerato attacco dei neocon, ehm di Donald Trump alla base aerea in Siria, l’oro fece in pochi minuti un sonoro + 1 per cento. Ciò accade perchè l’oro, come spesso si dice, viene recepito come il bene rifugio per eccellenza. Il biondo metallo si può scambiare con la pagnotta che il soldato inglese – giunto a salvarci da Oltremanica – conserva nello zaino. In uno scenario di guerra, insomma, mentre fuggiamo dall’Italia con i nostri bambini piccoli in braccio e uno straccio in testa, avere oro in tasca potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.

Questo nei film, ovviamente, ma questa psicologia basta per farlo salire con la puntualità di un orologio quando la paura fa novanta. Dopo un incontro molto teso tra il ministro della difesa Lavron e il suo omologo americano Tillerson, durato ben 5 ore, l’oro non si è mosso, nè si muove ora che Tillerson sta parlando con Putin in persona.

Oggi tra i due leader mondiali, Trump e Putin, sono volate parole molto pesanti, seppure a distanza. Al mondo c’è chi crede in una messa in scena per sistemare questioni interne al governo americano; chi è invece convinto che scoppierà la terza guerra mondiale e chi, con cautela, pensa che la Russia prenderà tempo in questi mesi. Io sono più propenso a credere a quest’ultima ipotesi perchè la Russia, superiore all’America per potenziale nucleare, non può permettere un follout atomico a seguito del quale l’intera specie umana sarebbe a rischio sopravvivenza. Gli americani sanno che la Russia non userà quest’arma radicale e confidano sulla loro migliore capacità offensiva convenzionale, ma è una capacità che tra 10 anni (forse molto meno) non ci sarà più. Altri paesi, come Cina e India, la stanno raggiungendo e persino superando, anche in termini militari. Per capirne di più, comunque, occorrerà attendere le prossime settimane; non sarei stupito nemmeno se Putin mollasse Assad in cambio di un  protettorato russo sui 2/3 della Siria. Nell’attesa, guardando a Mr Gold, il rischio dello scontro diretto dovrebbe esssere scongiurato.

Perchè?

L’Oro è salito di circa lo 0,30 per cento rispetto a ieri. Vi sembra davvero uno scenario di guerra? Solo a seguito del bombardamento aveva guadagnato l’uno per cento, mentre oggi la giornata è stata ben più pericolosa, con gli insulti di Trump, secondo il quale Assad è un “animale” e Putin “protegge un uomo diabolico”. Dal canto suo, il Presidente russo ha parlato di “deterioramento delle relazioni”. Nel frattempo, una portaerei americana , invece di andare in Australia come preventivato, si gira di 180 gradi e va nella direzione della Corea del Nord. E con tutto sto casino l’oro fa un misero 0,30 rimanendo praticamente stabile sotto i 1280 dollari per oncia e incredibilmente lontano dai suoi massimi raggiunti nel 2011 quando sfiorò i 2000 dollari l’oncia. Il gold risulta distante anche dai prezzi dell’anno scorso, quando a più riprese superò i 1300.

Come si diceva all’inizio, i prezzi del mercato non sono più correlati come un tempo, ma pare davvero strano che le istituzioni americane e i magnati di wall Street non stiano comprando oro a man bassa, se hanno cognizione di uno scontro diretto.

 

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