Propaganda di Guerra: adesso l’Album ve lo faccio io …

Torture americane a Guantanamo

La propaganda di guerra ha diverse sfaccettature. Una di queste, forse la più pregnante, si basa sulle immagini. I propagandisti usano le immagini forti per trasmettere allo spettatore emozioni, rabbia e paura. La massa credulona ci casca sempre, sempre e sempre. Perchè dico credulona? Non è forse vero che i bambini mostrati in Siria e danneggiati dal gas si trovavano in quelle drammatiche situazioni? Certo che è vero (purtroppo!), ma la propaganda consiste nel farci vedere quelle immagini solamente e NON tutte le altre. E questo riguarda la televisione, ma anche il web, dal quale sono sistematicamente eliminati video e immagini che mostrano la macelleria prodotta dalla Nato o dall’esercito americano. Questa censura c’è sempre stata e possiamo assicurarvi che le crudeltà per immagini possono essere anche peggiori di quelle dei nostri storici nemici o dei cattivi attuali (Assad e i siriani filorussi). Mettetevi comodi, qfinchè non mi censurano, qui l’album ve lo lo faccio io.

Bimbo ucciso dai bombardamenti della coalizione americana a Mosul. La foto è di un anno fa. In quell’occasione le fabbriche di Mosul erano l’obiettivo. Gli aerei della coalizione hanno bombardato un vecchio impianto industriale nella zona est della città, sospettato di essere utilizzato dal Daesh per la produzione di armi. Nel complesso avevano trovato rifugio dei profughi. Oltre a 10 miliziani, sono rimasti sotto le bombe anche Ali Fathi Zeidan Al- Manaawi e sua moglie, Hussein Ali Fathi Zeidan sua moglie e sei bambini,  Hassan Ali Fathi Zeidan, sua moglie e tre bambini, Ghazala Ali Fathi Zeidan, sua sorella di 10 anni, suo marito e i loro tre figli. Come vedete, mentre le vittime di Assad o dei russi ad Aleppo sono “avvolti nel mistero”, quelle americane sono ben documentate, hanno persino nomi e cognomi. Questa però è immagine del 2016 (ehm, l’avevate vista al Tg1?) ora i bombardamenti su Mosul da parte degli americani sono più massicci, il giorno prima della nota questione del gas, a Mosul per mano americana morivano 200 civili. Le fonti sui morti sono di agenzie americane, quindi vuol dire che sono comunque di più…

Questa invece è di qualche giorno fa, sempre Mosul: “il generale americano Stephen Townsend ha riconosciuto che “probabilmente” le forze della coalizione a guida Usa hanno avuto qualche responsabilità nei bombardamenti aerei che hanno causato la morte di decine di civili a Mosul, in Iraq” (fonte Pars Today)

L’Arabia Saudita è il nostro principale alleato nel medioriente. In questa allegra immagine una domestica cingalese ha perso la testa per il suo datore di lavoro. Ogni anno centinaia di persone vengono uccise dai wahabiti in Arabia per futili motivi e con esecuzioni pubbliche. Chiunque, anche gente di brutto aspetto come Saverio Tommasi, o scrittrici di indubbia incapacità, come Selvaggia Lucarelli, può recarsi in Arabia Saudita ed assistere a pubbliche escuzioni.

«Il trattamento riservato ai lavoratori stranieri da parte delle autorità saudite si è imposto all’attenzione di osservatori e comunità internazionale. Secondo quanto rivela l’Observer, il domenicale del Guardian, sarebbero oltre 45 i lavoratori stranieri in Arabia Saudita condannati a morte. L’inquietante cifra è emersa dopo il caso della decapitazione nel Paese di una domestica cingalese di 24 anni, Rizana Nafeek, originaria di una famiglia molto povera del villaggio di Mutur distretto orientale di Trincomalee. Rizana era arrivata in Arabia saudita nel 2005, a soli 17 anni con passaporto falso per lavorare come cameriera. Il bambino del suo datore di lavoro è morto mentre lei prestava servizio. Rizana è stata accusata di omicidio e condannata a morte con un processo-farsa, basato su una confessione firmata senza che ne conoscesse il contenuto, perché scritto in arabo, lingua a lei sconosciuta». (fonte: sportellodeidiritti.org  – anno 2013).

Questa è nostrana. Riguarda i fratelli dei nostri nonni e bisnonni a guerra ormai per noi decisamente persa.  Metterle in visione al pubblico è da “fascista” perchè avevamo attaccato noi gli alleati e dunque “ben ci sta?” Ok… come diceva quel tale? ME-NE-FRE-GO.

Ehi, mi fermerei anche qui. Ne ho altre, a decine. Ma sono troppo cruente. Non le vedete in giro perchè alla propaganda di guerra non conviene mostrarle. Ma sono cose accadute e che continuano ad accadere. Volevo che lo sapeste almeno voi che mi leggete.

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