Quanto si Guadagna in una ONG?

Sulle ONG in affari  e la questione dei migranti il mainstream chiede prove e rincara la dose: “dobbiamo ringraziare queste organizzazioni che aiutano gli altri, che contribuiscono ad abbattere la povertà e l’analfabetismo” ci stanno ripetendo da qualche giorno in tutte le trasmissione politicizzate della televisione. Eppure, a prescindere dai dettagli sulla questione degli sbarchi, che le Organizzazioni no profit siano per alcuni assolutamente profit è un po’ il segreto di Pulcinella. Anzi, è accertato che ai pani alti del settore stia un business molto remunerativo, caratterizzato da voto di scambio e lauti stipendi.

In questi ultimi dieci anni sono diversi le analisi svolte da cooperanti insider e giornalisti che hanno denunciato le disparità di trattamento economico nel mondo della cooperazione internazionale; gente come Tarcisio Arrighini, che al tema ha dedicato il libro il mercato degli aiuti, alla veneta Valentina Furlanetto, che ha analizzato i bilanci di onlus e ong nel suo approfondimento l’industria della carità scoprendo le montagne di soldi che circolano tra vestitini donati ai poveri, vendita di azalee e persino adozioni di bambini.

Beninteso: gli stipendi dei cooperanti sono mediamente più bassi rispetto a chi lavora (sempre mediamente) nel mondo del profit. Vi è anche maggiore precarietà, visto che alcune attività richieste dalle associazioni sono legate al periodo, all’emergenza e, quindi, alla stagionalità.

Ma nel mondo di onlus, ong e della cooperazione in generale non vi sono solo gli operatori semiprofesssionali e i volontari. Curiosando nel sito open-cooperazione, ad esempio, si possono vedere alcune statistiche sugli stipendi del terzo settore nel 2015 dalle quali emerge come stipendio più alto registrato tra gli associati italiani del sito la cifra di 103.200 euro.

Niente male per un manager che si occupa di poveretti …

Il punto da capire è questo: le organizzazioni che fanno volontariato all’estero cercano e ottengono tutta una serie di fondi, da quelli pubblici a quelli privati, anche tramite il meccanismo del fundrising, per il quale spesso gli organizzatori frequentano anno anche dei corsi di formazione. Mentre l’operatore ricevi stipendi nella media o sotto la media e spesso, soprattutto se novizio, lavora gratis magari in cambio di qualche benefit (viaggi pagati, ecc), i manager che organizzano la struttura del servizio guadagnano una percentuale sui progetti che vengono presentati ai grandi finanziatori. E’ dunque evidente che se il finanziatore ritiene che il progetto che l’organizzatore gli presenta può essere buono in termini di “posizionamento”, immagine, indotto ecc. ecc, può decidere di conferire altissime cifre, anche milioni di euro.

Con oltre 40.000 associazioni non governative, quasi un migliaio di organizzazioni governative internazionali, milioni di milioni di capitali pubblici e privati mossi non possiamo più fingere di non vedere che profughi e rifugiati non fanno altro che aumentare al pari del numero dei poveri, dato che la povertà si misura in rapporto alla differenza con la ricchezza. E non sarà certo l’aumento del numero delle organizzazioni, governative o non governative, o dell’entità dei finanziamenti, pubblici o privati, la strada che ci condurrà verso la soluzione.

Chi afferma il contrario o non ha ben compreso di cosa si sta parlando o sta sognando.

Sentite cosa scriveva Repubblica nel 2013 (oggi ha cambiato liena editoriale…):

Amnesty International ha concesso una buonuscita d’oro al suo ex-segretario generale, Irene Khan, che ha ricevuto una liquidazione di 500 mila sterline (circa 600 mila euro), apparentemente più del doppio di quanto inizialmente stabilito dal suo contratto. Sempre Amnesty ha organizzato un evento per la raccolta di fondi di beneficenza l’anno scorso a New York con ospiti del calibro della rock band Coldplay e dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, finendo per spendere di più di quanto ha incassato: un “buco” da 750 mila sterline (900 mila euro). Save The Children, per parte sua, avrebbe evitato di criticare uno dei suoi maggiori donatori e sponsor, la British Gas, azienda fornitrice di servizi alla popolazione britannica, per le bollette troppo alte, a detta di molti commentatori, imposte alle famiglie del Regno Unito. E infine si è scoperto che Comic Relief, l’organizzazione che fa mettere un “naso rosso” da clown ai suoi rappresentanti e finanziatori, investe milioni di sterline in fondi di investimento che acquistano tra l’altro azioni di aziende che producono armamenti, alcolici e tabacco, non proprio il massimo per un’associazione che sostiene la pace e le iniziative benefiche per l’infanzia”.

3 Commenti

  1. “Tutte le Ong finanziate dall’Unione europea (terza parte)”,

    di Francesca Totolo per “Il Primato Nazionale”

    Marzo 2019

    https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/tutte-ong-finanziate-unione-europea-106562/

    Da notare le significative conclusioni di questo studio di Francesca Totolo per il “Primato Nazionale”.

    Conclusioni sull’inchiesta delle ONG finanziate dall’Unione Europea:

    L’Europa finanzia 19 ONG umanitarie (nei primi trenta posti delle organizzazioni che hanno beneficiato di maggior supporto economico), tutte operanti nella maggioranza dei Paesi di origine dei migranti, sia in Africa sia in Asia. La UE addirittura sostiene economicamente organizzazioni, come la BRAC, che concedono i “migration loans”, ovvero i “prestiti elargiti ai lavoratori in cerca di lavoro all’estero, integrati con i servizi del programma di migrazione BRAC, come l’orientamento pre immigrazione e reinserimento post immigrazione”.

    L’Europa finanzia molte delle ONG presenti in Libia, anche nei centri di detenzione governativi libici gestiti dal Governo di Tripoli, accusati di essere dei “lager” dove avvengono “inimmaginabili torture”. Quindi, non si spiega come un simile esborso economico non abbia ancora migliorato le condizioni dei migranti detenuti.

    L’Europa finanzia la maggioranza delle ONG che operano nell’Ucraina post golpe, eterodiretto dall’allora Presidente americano Barack Obama, con la complicità di molte organizzazioni, come la International Renaissance Foundation – IRF creata appositamente da George Soros per sostenere i manifestanti di piazza Maidan a Kiev. Video 1

    L’Europa finanzia diverse ONG che hanno indiscutibilmente fatto invasione territoriale in Siria, operando a stretto contatto con i cosiddetti “ribelli moderati”.

    Le suddette organizzazioni difficilmente si possono definire “non governative”, essendo quasi totalmente finanziate da Governi e organismi sovranazionali, come appunto UE e Nazioni Unite, tutti con un propria agenda geopolitica distante da approcci definibili “umanitari”.

    NB i links relativi alla prima e alla seconda parte di questa poderosa inchiesta si trovano all’interno dell’articolo.

  2. 1. A titolo integrativo, una “Lectio Magistralis” del Pedante sulle ONGs.

    “Il governo dei non governativi”, Il Pedante.

    24 dicembre, 2017

    http://ilpedante.org/post/il-governo-dei-non-governativi

    Degni di nota anche i seguenti post:

    1. Fausto di Biase, il 25 dicembre 2017 h 21:49, sull’origine storica delle ONGs ( CIA…).

    2. Fabrice, l’8 aprile 2018 h 11:55, sull’inchiesta investigativa sulle ONG al servizio del grande capitale ( prima e seconda parte ) a cura di “Voci dall’Estero” + “La Verità sui Migranti. Analizziamo insieme le rotte delle navi delle ONG usando MarineTraffic” di Luca Donadel + “Gli Intoccabili delle Ong” di Luca Donadel.

    Cordiali saluti e buon fine settimana.

    TheTruthSeeker

    NB Francesca Totolo ha collaborato anche con Luca Donadel e questo il suo bestseller:

    “Inferno SPA. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza”

    Prefazione di Gian Andrea Gaiani, Direttore “Analisi Difesa”.

    Altoforte Edizioni.

    Pagine 237.

  3. A titolo integrativo.

    2. “L’UE regala 11 Miliardi di euro alle ONGs ma non vuole spiegarci il perché”

    di P. Floder Reitter per “LaVerità”

    9 dicembre 2019

    Ancora non sappiamo a quali Ong che si occupano di cooperazione, solidarietà, ambiente, siano finiti gli 11,3 miliardi di euro stanziati dalla Commissione Ue tra il 2014 e il 2017. Già rimproverata dalla Corte dei conti europea, la Commissione evita di fare chiarezza anche rispondendo all’ interrogazione presentata a settembre dal gruppo Identità e democrazia (Id) di cui è presidente il leghista Marco Zanni. «Si prevede la preparazione dell’ elenco dei beneficiari non prima del 2021», è la sconcertante comunicazione arrivata pochi giorni fa dagli uffici che fanno capo alla nuova presidente Ursula von der Leyen.

    Proseguimento:

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/rsquo-europa-rompe-palle-governi-ma-regala-11-miliardi-ong-221233.htm

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.