Buffet for dummies

Dite la verità… ma quante volte ne avete sentito parlare di Buffet, intendo del suo miracoloso metodo, in grado di trasformare il piombo in  oro. Online troviamo video, recensioni di libri che parlano del metodo Buffet, testimonianze di sconosciuti che si proclamano miliardari per aver seguito il metodo del trader più famoso del mondo. L’Oracolo di Omaha.

PREMESSA DOVEROSA, DOVEROSISSIMA. Per fare profitti col metodo Buffet occorre avere la mente sgombra da preoccupazioni. A Napoli usano l’espressione “O’pesce nun deve tenere pensieri”, anche se è riferito a qualcos’altro, in effetti. Pur non essendo quello di Buffet un metodo che si basa sull’analisi grafica degli assets, anche per l’investimento di lungo periodo il metodo esige che la persona che lo segue goda di una invidiabile serenità mentale. Da questo punto di vista Buffet è sempre stato fortemente avvantaggiato, in quanto figlio di un membro del Congresso degli Stati Uniti. Detto diversamente, è un po’ come se tu che mi stai leggendo fossi il figlio di un onorevole della Repubbblica italiana. Insomma, dai, ammettilo, sei sereno nel tuo investire perchè tanto sai che avrai comunque il culo coperto. E non è poco  manco per niente. C’è una vecchia battuta sui self made man che gira in rete di quel magnate, nato da famiglia normale, che con 1 soldino regalato si comprò una mela per rivenderla a 2 soldini. Poi con quel denaro se ne comprò 2 di mele  per rivenderle a 4 soldini. Poi il nonno morì, lasciandogli in eredità un milione di dollari! Non proseguo con questi esempi (anche perchè ne ho già parlato QUI) ma ci si può consolare sapendo che molti sono sereni anche se straccioni. E’ questione di carattere, di cultura e non occorre per forza essere ricchi. Se lo siete già, però, partite da una condizione di vantaggio (soprattutto col metodo di Buffet).

IL METODO. Compra a poco e vendi a molto! E giù a ridere a crepapelle.

Potete anche scompisciarvi, ma questo è il succo di ogni sacrosanto discorso che ho letto attorno a Buffet e al suo metodo in questi anni. Non ci sono santi, voi otterrete un profitto solo se avete pagato il giusto o meglio sottocosto un determinato asset che ha prospettive di crescita nel lungo periodo.

.. eeeeeh ma com’è bravo! Verrebbe da dire. Nel senso: se dobbiamo scrivere fiumi di parole per dire di queste banalità risparmiamocelo. E’ il segreto di Pulcinella e non occorre chiamarsi Warren per averlo capito.

La chiave per aprire la porta del metodo è invece mettersi in testa che per scegliere l’asset da preferire l’unica via è quella di studiare a menadito le caratteristiche di quell’asset. «Non comprare ciò che non conosci», ama ripetere l’oracolo di Omaha. L’asset da comprare non deve essere sopravvalutato dal mercato e deve offrire ottime garanzie in termini di management e di bilancio. Per poter saper questo occorre calcolare i rapporti classici dell’analisi fondamentale, come il p/e, ma non solo, occorre anche avere memoria storica del mondo produttivo e quindi sapere che alcuni manager hanno fornito nel tempo ottime garanzie gestionali, mentre altri meno. L’investitore che in Italia, più di altri, mi ricorda Buffet è Guido Bellosta, firma prestigiosa del Lombardreport.com. Se qualcuno dei lettori è abbonato al Lombard o ha la bella abitudine di leggersi gli articoli free, avrà notato che Bellosta si presenta regolarmente alle assemblee degli azionisti, propone soluzioni, fa domande al CdA, coglie le capacità o le incapacità dei gestori dell’azienda cui è interessato. Noi abbiamo seguito Bellosta quando diceva che Retelit era sottovalutata, ad esempio, e anche se sono passati anni da quelle analisi, le soddisfazioni sono poi arrivate. Su Autostrade Meridionali, invece, non ci siamo fidati (ma noi chi? sto cazzo di plaurale majestatis…) e ci stiamo letteralmente mangiando le mani. Bellosta, il Buffet italiano, ne aveva infatti parlato quando AUME era ancora a 16 euro ad azione ed ora quota 26. Ma sono solo alcuni esempi.

LIMITI TECNICI. Occorre ammettere che non tutti hanno il tempo di seguire la storia dei Ceo italiani e, soprattutto, non tutti sanno intepretare le pieghe dei bilanci delle aziende quotate in Borsa, anche se sono bilanci pubblici.

Allora che fare? Rinunciare ad applicare il metodo?

NO. C’è una parte del metodo che è accessibile a tutti, ed ha a che fare col concetto di “valore”. Com’è noto, per Karl Marx, ogni prodotto può avere un valore d’uso (la casa in cui vivo, ad esempio) e un valore di scambio (il prezzo della mia casa che dipenderà dalla legge della domanda e dell’offerta a prescindere dall’uso pratico che io ne faccio). Buffet ha approfondito molto il concetto di valore ed è arrivato alla conclusione che un bene ha valore di mercato (un alto valore di scambio), soprattutto quando è considerato imprescindibile dal consumatore.  Detto diversamente, il paniere di titoli da considerare per l’investimento deve essere monopolio per i cosumatori, un punto di riferimento. Ad esempio, se voi frequentate un supermercato vi aspettereste di NON trovarvi la Coca Cola? Certo, magari avete visto che alla tele stanno pubblicizzando da mane a sera una nuova bevanda molto friendly e giovanile, eppure non vi stupireste se un supermercato questo nuovo prodotto ancora non ce l’ha negli scaffali, mentre vi sembrerebbe impossibile sentirvi risponde che “la coca cola non la teniamo”. Ecco, la Coca Cola è un bene di monopolio dei consumatori! Altro esempio: andate in farmacia col mal di testa e chiedete una confezione di aspirine. Vi dicono che hanno la celebrina X e la testol Y, ma che l’aspirina non la tengono proprio. Vi pare credibile? Magari celebrina, testol ecc. hanno gli stessi princìpi attivi (si dice così?) dell’aspirina, e voi potreste anche accontentarvi, ma trovereste comunque inconcepibile che in una farmacia non vendano l’aspirina. Questo perchè l’aspirina è un bene monopolio dei consumatori.

Vi sono aziende con rendite e ricavi consolidati di cui si possono prevedere con discreta approsimazione i ricavi futuri. Buffet fa dei calcoli complicati di qui a 5 anni, ma anche l’investitore retail può accedere a queste informazioni, trattandosi di ipermegasocietà. Soprattutto, possiamo capire se la domanda di quel prodotto rimane costante, mentre l’azione ha un prezzo proporzionamente basso in Borsa magari perchè trainata da un contesto negativo più ampio.  Secondo Buffet, il valore dell’azienda prima o poi verrà riconosciuto dal mercato.

Ma i valori aziendali rappresentati in analisi fondamentale, Ebitda, Roi, P/e e molti altri,  dove li posso trovare?

Nella rubrica Analista OnLine di Unicredit (QUI), ad esempio, avete la possibilità di conoscere questi rapporti numerici con un click, e dunque non sono calcoli affidati alle capacità personali.

Chiudiamo invitandovi ad approfondire l’argomento visionando il film uscito quest’anno su Warrren Buffet e prodotto da Hbo, la stessa che ha prodotto I Sopranos, punto di riferimento televisivo imprescindibile per chi scrive. Nel film/documentario, Buffet ammette che l’ispirazione a diventare miliardario gli fu “Mille modi per fare Mille dollari”. che sembra un’americanata, e invece è stato uno dei primi libri di formazione personale risalente addirittura al 1936. Per i più curiosi si trova su Amazon a pochi spiccioli. Altro libro di formazione personale indicato da Buffet, da non credere, è di Dale Carnegie e tratta della capacità di parlare in pubblico. Insomma … il terzo uomo più ricco del mondo pare abbia curato più la formazione personale, oggi tanto denigrata, e un po’ meno la matematica finanziaria.

 

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