C’è questo tipo strano, vedrai ti piacerà

"Lui suona la chitarra in una rock and roll band". Cantava così agli inizi degli anni Ottanta l'efebico Alberto Camerini con la sua Rock 'n' Roll Robot. In quegli anni ci avevano fatto credere che i robot sarebbero presto arrivati a stravolgere le nostre vite e che ben presto avremo smesso di lavorare grazie a questa nuova tecnologia. Poi sono arrivati i computer personali e la tecnologia si è indirizzata più sull'informatica che sulla robotica/cibernetica. A trent'anni da Rock 'n' Roll Robot adesso ci siamo. E vorrà dire molto - anzi tutto - in termini di lavoro, fatica, rendimenti.

Partiamo del lavoro: a rimetterci saranno i lavoratori dipendenti e i loro salari. Questo, almeno secondo il rapporto McKinsley del 2016, per il quale oltre 1 miliardo di lavoratori potrebbero essere sostituiti dall'automazione. In termini economici questo potrebbe significare che il profitto sarà implementato ulteriormente in luogo del salario. Questo, tuttavia, non significa che questo miliardo di individui rimarrà senza lavoro, per il semplice fatto che ciò che i robot produrranno deve essere venduto a "qualcuno" che guadagna.  Cosa accadrà? Gli scenari che si prospettano sono molti. Quello prospettato dall'eminenza grigia del nuovo presidente francese Macron, Jacques Attali, è a dir poco agghiacciante.  Secondo il maitre a penser francese, infatti, gli abitanti del pianeta dovranno abituarsi a continui spostamenti "inseguendo il lavoro" ed entrando in contrasto con una metà della popolazione rimasta stanziale. Bel progressso tecnologico, verrebbe da dire! Comunque se dovessi stilare una personale classifica dei lavori del futuro, al primo posto metterei l'informatico, i cui studi universitari erano di gran moda ancora alla fine degli anni Novanta, in occasione del boom speculativo dell' High Tech. Poi iscriversi a informatica è passato un po' di moda e le iscrizioni si sono normalizzate, ma di fatto gli ingengneri informatici oggi non hanno alcun problema di lavoro, come descritto da corriereuniv.it in un suo apposito studio statistico.

Quali saranno i settori destinati a soccombere per l'arrivo dei robot?

Gli esempi si sprecano. Ve ne sono due che, però, riguardando servizi già in essere, meritano un approfondimento.

IL PILOTA AUTOMATICO. La società di Mountain View - il gigante google - ha presentato un brevetto per una piattaforma di consegne che si ispira alle auto senza conducente ma con un veicolo più grande. L’idea alla base è quella di un camion, dove vengono stoccate diverse merci poi consegnate direttamente ai clienti che le sbloccano con un pin o una carta di credito. Dopo la consegna, il camion procede verso la tappa successiva. L’idea di Google è pensare a un sistema di consegne più familiare dei droni - che comunque sta testando con Project Wing - che in futuro dovrebbero recapitare pacchi dal cielo.

In altri termini, se le automobili all'inizio del XXesimo secolo sostituirono i cavalli, ora "i cavalli" rischiano di essere tutti quegli uomini che praticano un lavoro che riguarda la guida. Anche quelli che si sono messi con Uber, tra dieci anni, potrebbero trovarsi spaizzati da questa nuova tecnologia.

IL FRIGORIFERO. La coreana Samsung fa frigoriferi. Questo lo sapevate già, e uno ce l'ho pure io visto che mi danno 10 anni di garanzia. Quello che però forse non sapete è che Samsung ha appena creato Family Hub, un frigo con wifi e touchscreen che invia automaticamente gli ordini ad un supermercato automatizzato, chiamato supermarket24, che ti manda la spesa a casa a seguito dell'ordine del frigo che registra i dati mano a mano che si svuota e che quindi provvede a fare la spesa al posto tuo.

C'è da aver paura di tutto ciò? Direi sulle prime di no, ma Dipende: se lo switch tecnologico consentirà occupazioni creative ben venga, io la tecnologia la uso senza troppi scrupoli come tutti e forse più di altri, ma le parole di Attali echeggiano in tutta la loro drammaticità, nel senso che un uomo-consumatore che non può più permettersi una famiglia perchè gira come uno zingaro da una parte all'altra del mondo a seconda del "lavoretto" che si presenta, a me ricorda tanto i braccianti meridionali di metà ottocento, o quell'insulso di Robinson Crusoe che non afferra nulla di ciò che lo circonda, che non ha più la capacità di fare niente e che ha smarrito il senso della natura e della realtà.

"ha un cuore di bambino che non si rompe mai - cantava Camerini - attacchi la corrente, vedrai ti partirà"

ah, quanta nostalgia di quando le cose si cantavano e si sognavano, ma senza  realizzarsi e  trasformarsi nei nostri peggiori incubi.

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