Cosa c’è che non va nei Sovranisti Italiani

Il sovranismo non era nell’agenda politica di nessuno fino a qualche anno fa, nel senso che essere a favore della sovranità dello Stato era dato per scontato da tutti. Prima del 2011, chiedere ad un cittadino tedesco, francese, inglese se fosse favorevole alla sovranità del suo Paese, era la stessa cosa che chiedergli: “sei a favore del sole che sorge?” Ovvio che si, avrebbe risposto in coro, col resto degli europei. Poi è emersa in modo drammatico la bufala dell’Unione. Lo spread utilizzato come arma di distruzione di massa in Grecia, in Spagna, in Italia. Un miliardo e 216 milioni di africani che – quasi all’improvviso – hanno spontaneamete pensato che non si potesse più vivere nel continente nero alle falde del Kilimangiaro e che occorresse trasferirisi tutti nel sud della Sicilia. Queste e altre cose hanno alimentato la nascita e lo sviluppo di nuovi movimenti, definiti “sovranisti” in tutta europa, e persino negli Stati Uniti. Movimenti trasversali alla Destra e alla Sinistra, con supporto teorico economico molto approfondito (Paolo Barnard, Warren Mosler, Bagnai e molti altri, in Italia) e filosofico (Fusaro e Becchi, in Italia, De Benoist in Francia, ecc). I sovranisti hanno portato a casa qualche risultato elettorale importante (dalla Brexit a Trump, passando per la vittoria sul referendum costituzionale italiano), ma soprattutto, hanno guadagnato molti punti nel campo dell’informazione di massa, scavalcando l’editoria tradizionale che passa attraverso la televisione e i giornali e che, manco a dirlo, è nettamente schierata contro le sovranità dei popoli ed a favore di istituzioni sovranazionali, come l’Onu, la Ue, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Bce, la Nato.

Tuttavia, occorre ammettere che il fenomeno sovranista sta incontrando una serie di difficoltà oggi, e questo a prescindere dalla battuta d’arresto in Francia, dove i sovranisti avevano tifato per l’erede del fascismo nazionalista (suo malgrado) nel paese più antifascista del mondo. Le difficoltà dei sovranisti non risiedono, infatti, nello scarso consenso, ma nella forte litigiosità dei suoi attivisti, caratterizzati da un forte esibizionismo personale e dal convincimento moralistico, ereditato dal duo Travaglio-Grillo, per i quali “non bisogna mai scendere a compromessi”.

Ecco allora che sui social, terreno d’azione privilegiato dei sovranisti, quotidianamente si scannano sovranisti di destra contro sovranisti di sinistra, sovranisti col la maglietta di Che Guevara e quelli che odiano i froci; i sovranisti della Juve contro quelli del Toro. I sovranisti scapoli contro gli ammogliati. In fondo, cos’è successo in Francia? Il 20 per cento di Melenchon – che diceva le stesse cose del Fronte Nazionale sui trattati europei – non ha votato per Marine Le Pen, nel dubbio che avesse una svastica tatuata sulle tette (ps, ce l’ha, io glie l’ho vista, ma è rosa fluo)

Quando usciranno i nostri eroi da questa sacca nella quale si sono essi stessi infilati? Beh, ce lo dice la storia come si fa. E prendo due esempi, due soltanto

CHURCHILL

Nel celebre discorso alla Camera dei Comuni pronunciato il 13 maggio 1940, il misogino e ciccione Winston Churchill, disse queste parole: “E’ stato formato un gabinetto di guerra di cinque membri rappresentanti, con il Partito laburista, l’opposizione, e i Liberali, l’unità della nazione. Era necessario che questo venisse fatto in un solo giorno in considerazione dell’estrema urgenza e durezza degli eventi. Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza. Voi chiedete: qual è la nostra linea politica? Io rispondo: fare la guerra per terra, mare, aria. Guerra con tutta la nostra potenza e tutta la forza che Dio ci ha dato, e fare la guerra contro una mostruosa tirannia insuperata nell’oscuro e doloroso catalogo del crimine umano. Questa è la nostra linea politica. Voi chiedete: qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere con una parola. E’ la vittoria. Vittoria a tutti i costi, vittoria malgrado qualunque terrore, vittoria per quanto lunga e dura possa essere la strada, perché senza vittoria non c’è sopravvivenza”.

Com’è noto l’Inghilterra in quei giorni fu tempestata dalle bombe sganciate dagli aviatori della Luftwaffe: gli inglesi si trovarono con le case senza tetto e con i bambini sepolti dalle macerie, ma non si arresero perchè seppero rimanere uniti. Non vi fu una sola testa di cazzo che fosse una che dicesse: “Eh, ma Sir Winston Churchill è un misogino!” “Churchill è un uomo troppo ricco!” “Churchill è un nobile di merda!” Certo che Churchill era misogino, era nobile ed era ricchissimo per meriti non suoi, ma chi se ne frega a fronte della vittoria contro un nemico che mirava alla completa distruzione del suo Paese? Lo ripeto: ma chissenefrega?

Come qualcuno forse saprà, Churchill dopo aver vinto la Seconda Guerra Mondiale perse le elezioni politiche in Inghilterra… quindi questo merdoso misogino, ricco e grasso non riuscì ad imporre le sue ricette liberiste agli inglesi anche se gli inglesi lo considerano ancor oggi molto meglio di come noi consideriamo Giuseppe Garibaldi o Alcide de Gasperi. Anche se le sue battutacce sulle donne sono ancora oggi citate nei pub londinesi, anche se era un classista, in GB è considerato un eroe. Churchill vinse i tedeschi e siccome era buono per quello, ma non per legiferare su lavoro e welfare, non vinse poi le elezioni. Punto.

TOGLIATTI

Dopo l’8 settembre 1943, Badoglio e quel deficiente del Re avevano lasciato l’Italia nella merda, peggio di Mussolini. I soldati non sapevano se fare il caffè ai tedeschi o sparargli addosso. Le città del Sud, Roma in testa, subirono violenze inaudite (mai sentito parlare delle Fosse ardeatine o anche delle marocchinate francesi?). Si sviluppò così il Comitato di Liberazione Nazionale (ai compagni europeisti lo dico chiaro: non lo chiamarono comitato di liberazione e basta, aggiunsero “nazionale”…). Tuttavia, il CLN trovò fin da subito molte difficoltà. Vi appartenevano infatti attivisti di tutta italia che avevano diversi atteggiamenti politici e, soprattutto, un diverso per non dire opposto atteggiamento nei confronti della figura del Re. Alla fine si può dire che l’offensiva di un CLN così raffazonato non dava l’impressione di mietere grandi risultati. Finchè non intervenne l’Unione Sovietica che indirizzò il leader del Pci, Palmiro Togliatti, verso un’unione degli intendimenti. Primo: occorreva liberare l’Italia dai tedeschi! Solo a guerra finita si sarebbe votato per decidere se mettere il crocifisso in aula, in bidelleria o nel cassetto. Nel mese di aprile del 1944, per voce di Palmiro Togliatti si arrivò così alla Svolta di Salerno, un accordo tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio. Come dicono quelli di wikipedia: “L’iniziativa si concluse con l’accettazione di una mediazione di Enrico De Nicola concernente il trasferimento di tutte le funzioni ad Umberto di Savoia, quale Luogotenente del Regno, e l’indizione di una consultazione elettorale per un’Assemblea Costituente“.

Come già detto, mi sono limitato a riportare solo due esempi, ma credo di essere stato chiaro. Se l’obiettivo finale è quello di azzerare i trattati, Maastricht e Schengen, e battere moneta, allora occorre lavorare tutti per questo.

I sovranisti nostrani, invece di pensare a lacrime, sudore e sangue, perdono il loro tempo con affermazioni e polemiche di questo tipo:

“le cose contro l’euro le ho scritte prima io” –

“no, le ho scritte prima io” –

“sono per il crollo dell’euro, ma prima di tutto sono anarchico” –

“la Lega deve morire” –

“tra i sovransiti ci sono troppi razzisti (barra) fascisti” –

“tra i sovranisti ci sono troppi comunisti  (barra) statalisti” –

“il risorgimento fu un movimento popolare e chi non lo ammette è cretino” –

“il Risorgimento non fu un movimento popolare e chi non lo capisce è un cretino al cubo”-

“siamo sovranisti, ma siccome c’è anche la Meloni, siamo in cattiva compagnia” –

“tra i sovranisti, molti sono disumani” –

“sono sovranista, ma mangiare la carne dovrebbe essere illegale”-

“chi non è vegano non può essere anche sovranista” –

“non si può essere sovranisti e al contempo odiare le donne”

“il canale youtube di Fabio Rovazzi è più cliccato di quello di Paolo Barnard”

“Mosler in Italia l’ho portato prima io”

“No, l’ho portato prima io, ma è un cretino”

“e la Nato? prima della Ue, bisogna occuparsi della Nato!!!”

“Putin e Assad sono a favore degli Stati sovrani, ma sono disumani (che fa pure rima)”

e avanti di questo passo, con affermazioni ostentatamente divisive e, se non divisive, rilevanti e approfondite come i pensieri filosofici di Renzo Bossi, detto Il Trota.

Insomma, …

Mi sa che sono cazzi amari amici miei

2 Commenti

  1. Sì, probabilmente il limite più rilevante non solo dei sovranisti (che è al momento solo una tendenza) ma anche dei partiti e dei movimenti – per loro natura più strutturati e coesi – è l’individualismo e lo spirito di protagonismo. Segnatamente in Italia ed in Francia. In proposito, si sono sprecate nella storia recente le battute come quella di De Gaulle sulla quantità di formaggi prodotti in Francia e quella ripresa ultimamente da Grillo sul numero di italiani sufficiente per costituire un partito politico; battute che, come i proverbi, hanno un sostrato di verità.
    Tutto ciò per dire che, a mio modo di vedere, quello da te indicato non è il limite dei sovranisti ma è quello degli italiani (e dei francesi): se non sono surrettiziamente eterodiretti si coalizzano solo in occasione dei derby calcistici.
    In Inghilterra ai tempi della Brexit si formò spontaneamente una maggioranza di sovranisti nonostante tutto il terrorismo mediatico del mainstream, della City, della BCE, della UE e nonostante perfino Farage. Ammetterai che messi assieme tutti quei deterrenti gli inglesi hanno dimostrato uno spirito di coesione, una lucidità ed un coraggio che al confronto l’entrata nella seconda guerra mondiale sembra una passeggiata di salute; senza contare che all’epoca avevano perfino un leader politico che ci ha messo la faccia, con la Brexit non avevano neanche quello.
    Quanto a Togliatti, io (ignorante assoluto di storia contemporanea) non gli riconosco tutto ‘sto merito nell’aver raggiunto un accordo con le altre anime dell’antifascismo: effettivamente, che altro avrebbe potuto fare (astuto e cinico qual era). Se realisticamente avesse creduto di potere approfittare della situazione per costituire uno stato sovietico, credo che l’avrebbe fatto in barba e senza alcun riguardo nei confronti di Enrico de Nicola. Quindi, Togliatti non mi sembra un gran argomento a sostegno della tua tesi di fondo che, però, ribadisco di condividere nella sostanza, anche se le cambierei il titolo: “Cos’è che impedisce agli italiani di contare nella geopolitica e di fare comunque qualcosa di davvero rilevante per sé e per gli altri popoli.”
    Ciò detto, aspetto la parte construens del tuo post; perché una così lucida disamina non può rimanere un articolo di costume ma deve pur offrire una indicazione almeno di metodo su quel che si potrebbe fare per ovviare al nostro male nazionale.

  2. Bisogna mettere da parte alcune divergenze che nello scenario sociale, politico ed economico attuale non hanno più alcuna ragione di esistere e fare luce sui punti che accomunano le varie forze sovraniste. Questo procedimento ovviamente non può passare solo dai vertici ma deve passare anche dalla consapevolezza degli elettori.

    Ne ho scritto proprio ieri sul mio blog per chi volesse dare un’occhiata: https://frammentiepensieri.wordpress.com/2018/03/12/la-solitudine-del-sovranista/

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