I greci? Vogliamo ricordarli così …

C’è una barzelletta a sfondo medico in stile cattive notizie/buone notizie che spiega molto bene il rapporto tra la famigerata troika (Fmi, Ue, Bce), il popolo greco e il Presidente Tsipras.

Dopo che la moglie ha subìto un lungo e rischioso intervento chirurgico, il marito si avvicina al medico per conoscere l’esito dell’operazione. Il Dottore comincia: “sua moglie è sopravvissuta, probabilmente vivrà più di lei. Ma ci sono alcune complicanze: non sarà più in grado di controllare lo sfintere, quindi perderà continuamente escrementi dall’ano. Inoltre, le uscirà in continuazione un flusso gelatinoso giallo e maleodorante dalla vagina, così di sesso non se ne parla. Infine, avrà una disfunzione della bocca, e le cadrà il cibo …”

Notando l’espressione di crescente panico sul volto dell’uomo, il medico gli dà un colpetto amichevole sulla spalla e sorride: “Non si preoccupi, stavo solo scherzando! E’ tutto ok – sua moglie è morta”.

Se sostituiamo a “medico”, la parola Troika, a “marito” la parola Tsipras e a “moglie” la parola Grecia, ecco che avremo un quadro piuttosto chiaro della situazione, con la differenza, fondamentale rispetto alla storiella, che la troika non ha ancora rivelato al marito che la moglie (la Grecia), è morta.

Chi l’ha uccisa? Gli analisti più superficiali dicono che ad uccidere la Grecia sia stato il Debito Pubblico. Anche se la causa più profonda non è questa, prendiamola pure per buona. I greci, a causa di questa brutta malattia (il debito) sono sotto cura dal 2010, almeno. La ricetta del medico Troika è sempre quella, l’austerità nei confronti di gente che avrebbe fatto il passo più lungo della gamba. I successi  tecnici di questa cura sono lì da vedere:

nel 2010 il debito della Grecia era il 146,25 per cento del Pil;

nel  2016 è salito a 183,44,

nel 2017 salirà ancora a 184, 74.

In altri termini, più che di una malattia qui si parla di metastasi e il paziente greco lo stiamo perdendo visto che l’aumento del rapporto debito/pil aumenta in modo esponenziale sancendo l’impossibilità di una sua riduzione (restando nell’euro…).

Questi dati non sono tuttavia ancora sufficienti  a dimostrare la morte della Grecia. Se fossero sufficienti non si spiegherebbe la buona salute del Giappone, ad esempio, che pure viaggia su un rapporto debito pubblico/Pil superiore al 230%, secondo le stime del Sole24Ore.

Oltre al debito che aumenta con le ricette della troika, c’è  infatti anche e soprattutto la riduzione del prodotto interno lordo che aggrava in modo definitivo le condizioni del malato.

In questo grafico a colonne fornito da tradingeconomics ma ricavato dall’istat greco (l’Elstat), si nota in modo drammatico quante volte e con quale peso in termini percentuali, il Pil greco sia sceso sotto lo zero. Magari dal grafico non si capisce immediatamente, perchè i dati macroeconomici sono riportati trimestralmente, ma anche il 2016 è finito col segno meno per la Grecia, che pure aveva riposto molte speranze dopo le ricette lacrime e sangue dell’estate 2015, quando Tsipras fu costretto a calare le braghe in modo definitivo di fronte alla Ue e al governo americano – che fece forti pressioni sui greci per evitare problemi di natura militare nel Mediterraneo. Per ottenere lo sblocco di una ulteriore tranche di prestiti – leggiamo ora su La Stampa –  il presidente greco è stato costretto a firmare con la troika ulteriori misure di alleggerimento del debito. Dobbiamo ridere? “misure di alleggerimento del debito”, hanno osato scrivere, dopo averci fornito i dati sul debito di cui sopra…, ma continuiamo  a leggere il malofolio di Torino: “sono misure necessarie per sbloccare una tranche di prestiti che servono ad Atene per rimborsare in luglio 7 miliardi di euro di debito ai suoi creditori, Ue, Bce e Fmi”.

Insomma, se come diceva Paracelso, è la dose che fa il veleno, la troika ci sta dando dentro davvero di brutto.  A seguito delle nuove misure di austerità approvate mercoledì, circa 12.000 persone hanno manifestato ad Atene ed altre decine di migliaia nelle altre principali città, da Salonicco a Patrasso, ma le proteste sono degenerate in scontri con la polizia che hanno riportato la capitale greca ai tempi più bui dello scontro sociale.

Dalle immagini che hanno diffuso, gli scontri tra polizia e manifestanti sono stati molto accesi, ma non tali da degenerare in un vero atto rivoluzionario.

Quest’ultimo è il problema in assoluto più grave nel mondo, non solo per il destino della Grecia. I rivoluzionari, sia quelli sedicenti di destra che quelli sedicenti di sinistra, dicono che manca la coscienza di classe, ecc. ecc., oppure che non c’è la forza. Invece, per me il problema è soprattutto di natura psicanalitica, nel senso che gli individui, composti da una parte conscia e da una parte inconscia, non riescono a “convincere” la loro parte inconscia a fare quello che si deve fare.

Avendo esordito con una barzelletta, concludo con un’altra, confidando nell’acuta intelligenza dei miei lettori.

Un uomo che si crede un chicco di grano viene portato in manicomio, dove i dottori fanno del loro meglio per convincerlo che non è un chicco di grano, ma un uomo; tuttavia, quando viene curato (e convinto che non è un chicco di grano ma un uomo), e dimesso, subito torna indietro, tremante e molto spaventato – c’è un Pollo fuori dalla porta ed egli ha paura di essere mangiato.

“Mio caro amico”, dice il Dottore, “tu sai perfettamente di non essere un chicco di grano, bensì un uomo”.

“Certo”, replica il paziente, “ma il Pollo lo sa?”

Detto diversamente, non basta sapere e conoscere. Non è più sufficiente che l’uomo occidentale sappia che con questo sistema economico non si può più andare avanti: occorre che anche la sua parte inconscia, finalmente emersa dall’oblio, lo accetti. In caso contrario, sarebbe un po’ come pretendere da un uomo che scopre di provare una forte libidine per i paracarri, dopo averlo saputo grazie ad una terapia psicanalitica, pretendesse di non eccitarsi più vicino a tali oggetti “solo” perchè lo ha saputo da un dottore psicanalista. Per i greci è uguale: non basta sapere o aver capito che le ricette della troika non funzionano. E’ anche necessario che la nostra parte inconscia lo accetti.

Se questo dovesse avvenire, magari tramite uno shock, oppure (meglio) grazie ad una nuova e forte idea politica, assisteremo al miracolo della Resurrezione della Grecia. In caso contrario … non fiori, ma opere di bene.

1 Commento

  1. Quattro gatti che fanno un po’ di casino con fumogeni e molotov non potranno mai fare una rivoluzione, esattemente come una miccia non potrà mai esplodere.
    In Grecia non c’è rivoluzione perché non c’è Soros a darle un colore e a finanziarla o, almeno, una Carboneria o comunque una libera Muratoria che nell’ombra diriga il popolo bue, lo fomenti e lo convinca che la soluzione dei suoi mali è la ghigliottina.
    L’alternativa a questi metodi “classici” potrebbe essere il semplice orgoglio di Popolo ma chi ha creato il trappolone alla Grecia (e all’Italia) – la cosiddetta UE – è stato così saggio da preparare il campo con una accorta ed efficace psyop di demolizione dell’autostima e dell’amor proprio della vittima.
    A noi PIIGS da venticinque anni non fanno che ripetere che abbiamo vissuto al di sopra delle loro nostre possibilità, che siamo corrotti, incapaci di governarci, fannulloni, ladri e mafiosi. La cosa è talmente invalsa che ce la ripetiamo da soli a tutte le ore, su tutti i giornali, in tutti i talk show e in ogni modo.
    E noi ce ne siamo talmente convinti che chiediamo scusa ai nostri aguzzini, chiediamo loro di continuare a curarci col veleno che ci sta debilitando e ci guardiamo bene dall’alzare la testa.
    Ecco perché, secondo me, né la nostra parte conscia né quella inconscia si ribellano e non fanno quel che dovrebbero avere già fatto da almeno dieci anni.
    Noi e i greci (e temo tutti i piigs) siamo in piena Sindrome di Stoccolma.
    Conosci qualcuno di veramente bravo che ci possa psicanalizzare tutti?

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